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cagliari sotterranea
Italia 1 novembre 2025

Un viaggio alla scoperta della Cagliari sotterranea


Tra cunicoli, cripte barocche e rifugi bellici, la Cagliari sotterranea custodisce un patrimonio affascinante e spesso dimenticato.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Un intreccio di gallerie, cripte, tombe e rifugi scavati nella roccia calcarea che raccontano una storia, a tratti mitica, in cui si mescolano culti antichi e stratificazioni archeologiche.

È il fascino della Cagliari sotterranea, fatta di ambienti ipogei, dove si fondono bellezza e silenzio. Un viaggio nel sottosuolo cagliaritano permette di conoscere il volto meno visibile della città, e anche di toccare con mano (letteralmente) la sua identità più profonda.

Cripta del Santo Sepolcro

Nel quartiere Marina di Cagliari, nascosta sotto la chiesa seicentesca del Santo Sepolcro, si trova la cripta, affidata fin dal 1564 alla Confraternita della Buona Morte (incaricata di seppellire i poveri con dignità) e rimasta celata per secoli, fino al suo ritrovamento nel 1992, durante i lavori di restauro.

L’ipogeo si articola in tre ambienti voltati a botte scavati nella roccia, un tempo utilizzati per la sepoltura diretta a terra. Le pareti, decorate in tempera nera con motivi che imitano drappeggi funebri, culminano in un affresco imponente: una figura della Morte armata di falce, avvolta in un manto d’ermellino, sovrastata dalla scritta “Nemini parco”, “non risparmio nessuno”.

Alla scoperta dell’area archeologica di Sant’Eulalia

Nel quartiere della Marina, sotto la chiesa di Sant’Eulalia, si trova invece una delle aree archeologiche più importanti della città.

Qui, sotto i pavimenti religiosi, si conserva un frammento della Cagliari romana e punica: un tratto di strada lastricata perfettamente conservata, resti di abitazioni e botteghe, oltre a un tempio punico che testimonia la continuità del culto in questo luogo nei secoli.

L’area è visitabile grazie a un percorso musealizzato che permette di camminare letteralmente tra le epoche, attraversando secoli di storia stratificata.

Cripta di Santa Restituta

Scavata nella roccia viva nel quartiere di Stampace, la Cripta di Santa Restituta è un altro importante esempio di ambiente sotterraneo a forte connotazione religiosa. Utilizzata fin dall’epoca paleocristiana, nel tempo ha assunto diversi ruoli: da luogo di culto a prigione, fino a rifugio antiaereo durante la Seconda guerra mondiale. Al suo interno, ci sono tracce visibili dei diversi utilizzi: affreschi, iscrizioni e nicchie che testimoniano una devozione continua, ma anche i segni lasciati dai civili in cerca di protezione durante i bombardamenti del 1943.

cripta di santa restituta

Nel carcere di Sant’Efisio

Non lontano dalla cripta di Santa Restituta, sempre nel quartiere di Stampace, si trova il carcere di Sant’Efisio. La tradizione vuole che qui fosse imprigionato il santo patrono della città prima del suo martirio, avvenuto nel IV secolo. L’ambiente, scavato nella pietra, è ancora oggi meta di pellegrinaggi e rituali devozionali. Durante la guerra, come altre cavità della zona, fu riadattato a rifugio.

carcere di Sant’Efisio

Il Santuario dei Martiri sotto la Cattedrale

Sotto la Cattedrale di Santa Maria, nel quartiere di Castello, si nasconde il Santuario dei Martiri. Questa serie di cripte e cunicoli custodisce oltre cento nicchie che contengono reliquie di santi e martiri cristiani, molti dei quali traslati dalle catacombe romane nel XVII secolo per volontà dell’arcivescovo.

Il percorso è un vero e proprio viaggio nella spiritualità barocca, tra scheletri vestiti, altari e lampade votive che illuminano le volte scavate nella roccia.

cripta dei martiri

Ipogei e cavità: un patrimonio da riscoprire 

Sotto la superficie di Cagliari si estende una rete capillare di cavità artificiali, gallerie, pozzi e cisterne scavate nella roccia calcarea, spesso invisibili a chi percorre la città in superficie. A partire dagli anni Novanta, questo patrimonio sommerso è oggetto di indagini sistematiche da parte di gruppi speleologici locali. Il Gruppo Cavità Cagliaritane, attivo dal 1993, ha catalogato centinaia di strutture sotterranee, molte delle quali realizzate tra l’epoca punica e l’età moderna per usi idrici, funerari, militari o alimentari. 

Un censimento più ampio è stato affidato nel 2009 al Centro Studi Ipogei Specus, che ha mappato oltre cento cavità urbane, incluse cisterne di origine punica e rifugi antiaerei utilizzati durante la Seconda guerra mondiale. Fu proprio durante i bombardamenti che gran parte della popolazione trovò riparo nel sottosuolo. Le numerose grotte naturali e cripte vennero riconvertite in rifugi antiaerei, salvando centinaia di vite.

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Un percorso a piedi nei sotterranei di Cagliari: itinerario tra Stampace e la Marina

Un itinerario ideale per esplorare la Cagliari sotterranea parte dal quartiere di Stampace, con la Cripta di Santa Restituta e il carcere di Sant’Efisio, per poi proseguire verso la Cripta del Santo Sepolcro.

Si scende quindi nella Marina per visitare l’area archeologica di Sant’Eulalia e si conclude nel quartiere di Castello, sotto la Cattedrale, con il Santuario dei Martiri.

Un percorso di circa due ore e mezza che consente di esplorare la città al di sotto della superficie, accompagnati da guide esperte che svelano i segreti di ogni angolo.

Come visitare la Cagliari sotterranea: tour guidati, orari e consigli pratici

Molti dei siti citati sono visitabili solo con tour guidati, organizzati da associazioni culturali locali. Gli ingressi sono a pagamento e spesso su prenotazione.

Alcuni percorsi non sono accessibili a persone con disabilità motoria a causa delle scale e della conformazione naturale degli spazi.

Il periodo migliore per visitare questi luoghi va dall’autunno alla primavera, quando il clima più fresco rende la discesa nel sottosuolo particolarmente piacevole.

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