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Viaggio tra i luoghi di Ulisse in Italia e nel resto del Mediterraneo
Italia 12 luglio 2026

Viaggio tra i luoghi di Ulisse in Italia e nel resto del Mediterraneo


Dall'Etna a Djerba, dal Circeo a Corfù: scopriamo i luoghi dell’Odissea e la loro reale (o presunta) posizione geografica.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

A distanza di quasi tremila anni, lettori e studiosi continuano a interrogarsi su dove si trovassero realmente i luoghi attraversati da Ulisse durante il suo avventuroso viaggio di ritorno a Itaca. Poiché Omero non lasciò mappe, ma soltanto indizi, come la direzione dei venti e le distanze espresse in giorni di navigazione, generazioni di geografi, antichi e moderni, hanno cercato di individuare quei luoghi lungo le coste del Mediterraneo. Il risultato è un itinerario a dir poco affascinante, sospeso tra filologia e leggenda, con tappe che toccano l’Italia, la Tunisia, la Grecia e, forse, anche Malta.

Ismaro, la terra dei Ciconi

Siamo all’inizio del viaggio: appena lasciata Troia, Ulisse approda a Ismaro, la città dei Ciconi, popolazione che abitava il sud-est della Tracia e alleata dei Troiani, famosa per il suo vino dal sapore eccezionale. La città viene saccheggiata dagli Achei. È l’unica tappa del viaggio individuata con certezza dagli studiosi: corrisponde all’antica città di Maronia, in Tracia, sulla costa settentrionale dell’Egeo, oggi in territorio greco.

Djerba, la terra dei Lotofagi

Spinti da una tempesta oltre Capo Malea, gli uomini di Ulisse raggiungono la terra di chi si nutre del fiore di loto, capace di cancellare ogni desiderio di tornare a casa. La tradizione più accreditata, risalente già a Erodoto e ripresa dal filologo francese Victor Bérard, identifica questa terra con l’isola tunisina di Djerba, anche se alcuni la collocano più a est, verso la regione della Cirenaica nella Libia nord-orientale.

La terra dei Ciclopi

È qui che Ulisse affronta Polifemo, il gigante da un occhio solo figlio di Poseidone. Fin dall’antichità, greci come Tucidide ed Euripide situarono i Ciclopi in Sicilia, ai piedi dell’Etna: la zona di Aci Trezza, con i celebri Faraglioni scagliati dal gigante accecato secondo il mito, è considerata la soluzione più suggestiva, mentre altre interpretazioni guardano più a sud, verso l’area di Pachino, città che ospita la coltivazione dell’omonimo pomodoro ciliegino.

Capo Passero, l’isola delle Capre 

Poco distante dalla terra dei Ciclopi, Omero descrive un isolotto disabitato e popolato solo da capre selvatiche, dove la flotta di Ulisse trova rifugio prima dello scontro con Polifemo. Diversi studiosi la collocano nei pressi di Capo Passero, la punta più meridionale della Sicilia, un tratto di costa ancora oggi caratterizzato da isolotti rocciosi scarsamente abitati.

L’isola Eolia: Stromboli o Pantelleria?

È nel regno di Eolo che sbarca Ulisse con i suoi compagni, dopo essere scampati alla furia del Ciclope Polifemo. È qui che il signore dei venti dona a Ulisse un otre in pelle di bue contenente tutti i venti più impetuosi, lasciando libero solo Zefiro per facilitare la rotta di ritorno verso Itaca. L’identificazione tradizionale guarda a Stromboli, per la sua sagoma vulcanica riconoscibile da lontano; alcuni filologi, ragionando sulla descrizione dei venti descritti nel poema, prediligono invece Pantelleria, più coerente con una rotta verso ovest.

Telepilo, la città dei Lestrigoni

Su ordine del loro re Antifate, i feroci Lestrigoni, popolo leggendario di giganti antropofagi, distrussero la flotta di Ulisse, uccidendo tutti i marinai infilzandoli con enormi spiedi. Si salvò solo la nave dell’eroe, rimasta all’ancora fuori dal porto. Le ipotesi di localizzazione sono numerose e meno concordi delle precedenti: si va dalla Sardegna settentrionale alla Corsica del sud, fino a interpretazioni che guardano alla costa tirrenica della Campania, senza che nessuna abbia definitivamente prevalso sulle altre.

Eèa, l’isola di Circe: il Promontorio del Circeo

Sull’isola di Eèa la maga Circe trasforma i compagni di Ulisse in porci, prima di diventare per un anno la sua compagna. La tradizione, sostenuta già da Bérard, la identifica con il Monte Circeo, promontorio del Lazio meridionale, che in epoca antica, prima delle bonifiche pontine, appariva davvero come un’isola separata dalla terraferma.

L’Ade nella terra dei Cimmeri

Su indicazione di Circe, Ulisse si spinge fino ai confini del mondo, nella terra perennemente avvolta dalla nebbia dei Cimmeri, popolo nomade originario della steppa del Mar Caspio, per evocare le anime dei morti. Molti la collocano presso Cuma, in Campania, dove si apriva un accesso leggendario agli Inferi, lo stesso luogo che Virgilio utilizzerà secoli dopo per la discesa agli inferi di Enea.

L’isola delle Sirene: i Faraglioni di Capri

Il canto ammaliante delle Sirene, a cui Ulisse resiste facendosi legare all’albero della nave, viene tradizionalmente collocato tra gli scogli dei Faraglioni, al largo di Capri, anche se alcune fonti antiche indicano la costa della Lucania, più a sud lungo il Tirreno.

Lo stretto di Scilla e Cariddi: lo Stretto di Messina

Si tratta della localizzazione più unanimemente accettata dell’intero poema: il passaggio tra il mostro Scilla, annidato nella roccia, e il vortice di Cariddi corrisponde allo Stretto di Messina, dove le forti correnti marine tra Sicilia e Calabria alimentarono per secoli il mito.

L’isola Trinakie: Malta

Bloccati sull’isola del Sole da venti contrari, dove pascolano le sacre vacche di Elio e nonostante l’avvertimento dell’indovino Tiresia di non toccarle, gli uomini di Ulisse, ridotti alla fame, sacrificano gli animali mentre l’eroe riposa. Per punizione, scatenata dall’ira di Elio, una terribile tempesta distrugge la nave al largo, facendo sopravvivere il solo Ulisse. Il nome stesso dell’isola, che richiama la forma triangolare, ha portato molti a identificarla con la Sicilia, anche se non mancano ipotesi orientate a collocarla a Malta.

Ogigia, l’isola di Calipso

Naufrago solitario, Ulisse resta per sette anni sull’isola della ninfa Calipso, che gli offre amore e immortalità. Le ipotesi spaziano da Gozo, nell’arcipelago maltese, fino a località vicine allo Stretto di Gibilterra, coerenti con l’idea di un luogo remoto ai margini del mondo conosciuto.

Skerà, la terra dei Feaci

Presso i Feaci, popolo di navigatori guidato dal re Alcinoo, Ulisse viene accolto dalla giovane Nausicaa e infine rimpatriato a Itaca. Fin dall’antichità la loro terra, chiamata Scheria, viene identificata con l‘isola di Corfù, nel mar Ionio, ancora oggi ricca di tradizioni legate al mito feace.

Le Isole Erranti e l’Isola Ferdinandea

È alle Isole Erranti, instabili e pericolose, che la potente e affascinante maga Circe consiglia a Ulisse di non avvicinarsi mai. Curiosamente, il Mediterraneo custodisce un probabile luogo reale ed equivalente: l’Isola Ferdinandea. Un vulcano sottomarino al largo di Sciacca, che nel 1831 emerse brevemente in superficie, per poi inabissarsi di nuovo, a testimonianza di come la fantasia omerica trovi ancora oggi sorprendenti corrispondenze in natura.

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