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A Milano c'è un castello di pietra nera: tutto sulla Ca' de Sass in viale Monza
Milano e Provincia 11 novembre 2023

A Milano c’è un castello di pietra nera: tutto sulla Ca’ de Sass in viale Monza


Storia e curiosità su Ca’ de Sass, il castello medievale di pietra nera in viale Monza, nel cuore della città della moda.
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Ludovica Russotti

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Esiste un posto, a Milano, grande il tempo di un palazzo, in cui Medioevo e Neoromanticismo si sono incontrati nel 1910 senza mai più abbandonarsi, dando vita ad un vero e proprio castello di pietra nera, simbolo della città. Chi lo ama e chi lo odia, il Ca’ de Sass (da non confondere con la famosa Ca’ De Sass situata nel centro del capoluogo meneghino, in via Monte di Pietà), si trova al civico 46 di Viale Monza, facilmente raggiungibile con la metro rossa, fermata Pasteur.

Storia del Castello di Pietra in Viale Monza

Nato originariamente come castello di campagna, il castello di Viale Monza fu costruito nel lontano 1910 da Primo Gilberti, ragioniere, uomo di cultura e personaggio eccentrico. In quel periodo, l’area attuale di Turro non faceva ancora parte della città di Milano, ma era una campagna aperta con poche abitazioni, fattorie, botteghe e qualche trattorie. Era il luogo perfetto, secondo Gilberti, per mostrare il proprio potere – allora derivante anche dalla sua carica di sindaco di Greco – ed esprimere la propria creatività. Il castello fu costruito ispirandosi alle dimore medievali.

La struttura del Ca’ de Sass

Il castello, composto da quattro piani più un piano rialzato e una torretta a due piani, presenta una facciata realizzata in pietra grigia, finestre ad arco a tutto sesto e un ingresso affiancato da due paracarri in ferro battuto raffiguranti due piccoli draghi ai lati del portone. Un magnifico cancello separa viale Monza dal cortile interno, un tempo dimora di un ampio giardino con alberi di platano storici e una fila di aceri. Ai lati di quest’ultimo si trova ancora oggi un garage, originariamente adibito a rimessa per le carrozze e abbellito con maschere scolpite del XVI secolo e oggetti rimanenti dalla collezione di Gilberti, come i due busti sotto il portico.

L’unico difetto dell’edificio è rappresentato dalle tapparelle utilizzate per le finestre della facciata, una scelta di design in linea con la moda dei primi anni del Novecento.

La proprietà del castello nero di Milano

Quando il palazzo fu costruito, Gilberti decise di mantenere per sé l’ultimo piano con la torre, dove creò la sua biblioteca personale. Il resto dell’edificio fu affittato. Nel corso del tempo, il palazzo passò agli eredi di Gilberti, finché gli appartamenti individuali non furono venduti a privati.

Immagine di copertina, credits Google Maps

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