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A Milano nascono le portinerie di comunità per chi vive in periferia si parte a inizio 2024
Milano 20 ottobre 2023

A Milano nascono le portinerie di comunità per chi vive in periferia: si parte a inizio 2024


Questi presidi sul territorio offrono luoghi di aggregazione e opportunità, prendendosi cura del territorio e della cittadinanza.
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Sofia Barbetta

Giornalista, ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Si chiamano portinerie di comunità, ma non fatevi ingannare dal nome, non si tratta di palazzi che si uniscono fra loro per risparmiare sulla spesa del custode del palazzo che si occupa di pulizie, smistare la corrispondenza, vigilare uno stabile e così via, bensì di un progetto molto più ampio. Le portinerie di comunità potrebbero dunque essere definite come presidi sul territorio, dedicati a prendersi cura delle periferie e dei suoi abitanti.

A Torino l’origine del progetto

Tutto è nato a Torino, dove nel quartiere di porta Palazzo sono già nate tre portinerie di comunità: si tratta di luoghi contro la solitudine e le disuguaglianze, dove i cittadini possono incontrarsi, che hanno l’obiettivo di alimentare il senso di comunità. L’iniziativa torinese ha visto la luce grazie al Portale dei saperi, la piattaforma digitale ideata dalla Rete italiana di cultura popolare, e ora diffonde il suo modello anche a Milano. 



Come funzioneranno le portinerie di comunità di Milano

Anche il capoluogo lombardo è pronto a dare vita alle sue prime portinerie di comunità. Le aree scelte per il lancio di questa bella iniziativa di inclusione e condivisione sono quelle a cavallo tra i Municipi 4 e 5, dal quartiere Vigentino a Rogoredo e Santa Giulia e Calvairate. Nello specifico fra i luoghi candidati a trasformarsi in portineria troviamo la casa per la pace in via Marco D’Agrate, il complesso di housing sociale 5 Square, mentre la sede del Municipio in viale Tibaldi potrebbe essere il punto di coordinamento della rete. Attualmente è già attivo lo sportello lavoro e vi è un Tavolo sociale con oltre 60 associazioni. 

Le fasi del progetto meneghino

Il progetto è articolato in due fasi: un primo momento dedicato a far conoscere il territorio, un secondo a raccogliere le richieste e le necessità dei cittadini e le disponibilità. Durante il 2023 sono state raccolte e diffuse sul portale dedicato ben 90 interviste, ma meglio sarebbe dire dialoghi, con imprese e abitanti del complesso di housing sociale Merezzate, di Rogoredo e Santa Giulia e quasi 70 nel quartiere Vigentino, dove però la fase di confronto è ancora in fase di svolgimento. Le prossime zone interessate saranno invece Molise e Calvairate. Il lancio delle prime portinerie sociali dovrebbe avvenire a inizio del nuovo anno. 

Le prime richieste

Le necessità emerse sino ad ora grazie alla realizzazione di questi dialoghi riguardano temi legati alla possibilità di incontro per giovani e associazioni, al lavoro, alla sicurezza, all’inclusione e alla cura del territorio. Da quanto rilevato finora, servono spazi di aggregazione, soprattutto per i giovani, e luoghi in cui le associazioni possano ritrovarsi, più attenzione per l’inclusione, l’emergenza lavorativa e la sicurezza, ma anche per la cura del territorio.

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