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A Milano solo strisce blu e gialle? Verso l'azzeramento della sosta libera
Milano 6 febbraio 2025

A Milano solo strisce blu e gialle? Verso l’azzeramento della sosta libera


A Milano, l'amministrazione comunale intende eliminare progressivamente la sosta libera, aumentando le strisce blu a pagamento.
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Emanuele Bianchi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Rivoluzione in vista per la sosta a Milano. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Sala, ha un obiettivo ambizioso: eliminare progressivamente i parcheggi gratuiti, le cosiddette “strisce bianche”, e trasformare il panorama urbano in un mosaico di sole strisce blu (a pagamento) e gialle (riservate ai residenti). Una scelta che, se attuata, modificherà radicalmente le abitudini di automobilisti e residenti, e che sta già suscitando accese discussioni.

L’annuncio dell’assessora alla Mobilità, Arianna Censi

L’annuncio è arrivato durante un Consiglio del Municipio 8, lo scorso 23 gennaio. L’assessora alla Mobilità, Arianna Censi, ha delineato il futuro della sosta nel capoluogo lombardo: “Tutti gli ambiti della città saranno segnati da strisce blu o gialle a seconda delle esigenze”. Un piano che, pur garantendo ai residenti la possibilità di parcheggiare sempre, segna un punto di non ritorno nella gestione degli spazi urbani e nella lotta al traffico.

I numeri della sosta a Milano

Attualmente, a Milano, i posti auto in strada sono circa 300.000. Di questi, solo 180.000 sono regolamentati: il 37,2% sono strisce blu (a pagamento), il 18,2% sono riservati ai residenti (strisce gialle), mentre una minima parte è destinata a disabili (1,9%), carico-scarico (1,5%) e mezzi autorizzati (2%). Restano fuori dal conteggio poco più di 100.000 parcheggi, oggi liberi e gratuiti (strisce bianche), che rappresentano il bersaglio principale del progetto comunale.

L’obiettivo: meno auto in sosta, più rotazione

L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è duplice: da un lato, ridurre il numero di automobili “stabilmente parcheggiate” nelle strade milanesi, spesso per giorni o settimane; dall’altro, favorire la rotazione dei veicoli, rendendo più facile trovare parcheggio per chi ne ha effettivamente bisogno. Un’operazione che, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe migliorare la qualità della vita in città, ridurre l’inquinamento e incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Un percorso a tappe: il nuovo piano parcheggi

L’eliminazione delle strisce bianche non avverrà dall’oggi al domani. Si tratta di un processo graduale, che richiederà tempo e una serie di interventi mirati. Tra i primi passi, l’introduzione di nuove aree di sosta a pagamento nelle zone adiacenti alle stazioni della M4, la nuova linea metropolitana milanese. Gli step successivi saranno definiti nel nuovo piano parcheggi, a cui la giunta sta lavorando da quasi un anno e che dovrebbe essere pronto entro l’estate. Una volta elaborato, il piano dovrà essere sottoposto al vaglio del Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Le sfide legali

Il progetto rischia, però, di scontrarsi con le normative vigenti. Il Codice della Strada, all’articolo 7 comma 8, prevede infatti che, in caso di introduzione di zone di sosta a pagamento, il Comune debba riservare un’area “adeguata” di parcheggi liberi e gratuiti. Un obbligo che decade solo in zone pedonali, a traffico limitato, in aree di particolare rilevanza urbanistica (come il centro storico) o in presenza di “esigenze e condizioni particolari di traffico”. 

La questione è stata più volte oggetto di sentenze della Cassazione, che ha chiarito come, nel centro storico (zona A), il Comune non sia tenuto a motivare la decisione di non prevedere parcheggi gratuiti. Ma l’idea di estendere l’eliminazione delle strisce bianche a tutta la città potrebbe rivelarsi impraticabile, a meno di non dimostrare la sussistenza di “esigenze e condizioni particolari di traffico” in ogni quartiere.

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