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A quanto ammonta la tassa di soggiorno a Milano?
Milano 10 aprile 2025

A quanto ammonta la tassa di soggiorno a Milano?


Dai B&B agli hotel 5 stelle: come funziona e quanto costa oggi la tassa di soggiorno a Milano per i turisti.
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Ludovica Russotti

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

L’imposta di soggiorno, introdotta in Italia con il decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011, è uno strumento fiscale che consente ai comuni italiani di applicare una tassa ai turisti che soggiornano sul loro territorio. Nel contesto milanese, la tassa di soggiorno assume una rilevanza particolare, sia per l’importanza economica e culturale della città, sia per la diversificata offerta ricettiva

Normativa e finalità della tassa di soggiorno a Milano

L’imposta di soggiorno a Milano è disciplinata dal Comune di Milano in attuazione della normativa nazionale. Si applica ai soggetti non residenti che pernottano in strutture ricettive ubicate nel territorio comunale, inclusi hotel, bed & breakfast, affittacamere, case vacanza, ostelli e residence. I proventi dell’imposta sono destinati al finanziamento di interventi in materia di turismo, manutenzione urbana e valorizzazione del patrimonio culturale, storico e ambientale della città.

Questa misura ha una duplice finalità: da un lato, promuovere uno sviluppo turistico sostenibile, dall’altro compensare l’impatto generato dalla presenza turistica sui servizi pubblici locali. La tassa, pertanto, non rappresenta un’imposizione arbitraria ma un contributo al mantenimento e al miglioramento della vivibilità urbana, anche in chiave turistica. Si tratta quindi di uno strumento fiscale che, nella logica del federalismo municipale, restituisce al territorio una parte del valore generato dal turismo stesso.

Importi aggiornati della tassa di soggiorno a Milano

A partire dal 1° gennaio 2025, l’ammontare della tassa di soggiorno a Milano è stato aggiornato con importi differenziati a seconda della tipologia e della classificazione della struttura ricettiva. La logica sottostante è quella della progressività, in cui chi alloggia in strutture di fascia più elevata corrisponde una tariffa maggiore.

Per gli hotel e strutture alberghiere, l’importo varia da €3,50 a €7,00 per persona per notte, secondo il numero di stelle attribuito alla struttura:

Per le strutture extra alberghiere e turistico alberghiere, come bed & breakfast, affittacamere e case vacanza, le tariffe per notte sono:

È importante sottolineare che l’imposta è dovuta da ciascun ospite non residente nel Comune di Milano, per ogni notte di soggiorno. I gestori delle strutture ricettive sono responsabili della riscossione dell’imposta e del successivo versamento al Comune, secondo le modalità previste dal regolamento comunale.

Durata del soggiorno e limite massimo di applicazione

L’imposta è applicata fino a un massimo di 14 pernottamenti consecutivi nella medesima struttura. Questo significa che, anche in caso di soggiorni più lunghi, l’obbligo contributivo si esaurisce dopo due settimane consecutive. Tale limite rappresenta una tutela per i soggiorni di lunga durata, spesso legati a motivazioni di studio o lavoro, evitando un onere eccessivo per l’ospite.

Il calcolo del numero delle notti deve tenere conto della continuità del soggiorno: eventuali interruzioni, anche brevi, azzerano il conteggio. Questo meccanismo è pensato per distinguere tra soggiorni effettivamente prolungati e permanenze turistiche frammentate che eluderebbero altrimenti il limite massimo.

Esenzioni previste dall’imposta di soggiorno

Il regolamento comunale prevede numerose esenzioni, con l’obiettivo di non gravare su determinate categorie di persone. In particolare, sono esentati dal pagamento della tassa di soggiorno a Milano:

Per usufruire dell’esenzione, è necessario presentare idonea documentazione al gestore della struttura ricettiva, al momento del check-in o secondo le modalità indicate. Il controllo dell’idoneità della documentazione spetta al gestore stesso, il quale ha facoltà di applicare l’imposta qualora non siano soddisfatte le condizioni previste.

Obblighi per le strutture ricettive

I gestori delle strutture ricettive sono tenuti a riscuotere l’imposta e a versarla periodicamente al Comune. Oltre all’obbligo di rendicontazione, devono compilare un modulo riepilogativo mensile e presentarlo anche in assenza di incassi (modello “zero”), pena sanzioni amministrative.

L’obbligo riguarda anche le piattaforme di intermediazione digitale, come Airbnb o Booking, qualora queste gestiscano direttamente l’incasso dell’imposta per conto dei proprietari. In caso contrario, la responsabilità ricade sul gestore della struttura o sul locatore.

È altresì previsto che la struttura esponga in modo visibile l’informativa relativa all’imposta, indicando chiaramente importi, modalità di pagamento, soggetti esenti e riferimenti normativi. Ciò garantisce trasparenza nei confronti dell’utente finale e riduce eventuali contenziosi.

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