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Milano
Milano 16 giugno 2023

Affitti brevi a Milano: l’idea del Comune


La proposta del Governo di limitare gli affitti brevi non piace al Comune di Milano che vorrebbe una norma locale, come già fatto da altre grandi città.
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Giovanna Ferraresi

Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il problema della mancanza di affitti per fasce deboli e per studenti, in primis, ha fatto sì che il Governo presentasse l’ipotesi di legge di ridurre in alcune zone gli affitti brevi, soprattutto quelli di Airbnb.

Anche a Milano il Governo chiede di ridurre le case in affitto breve per turisti, ma il Sindaco Sala non si trova d’accordo.

Come altri sindaci, ad esempio Bologna e Firenze, vorrebbe una normativa locale.

La strategia della giunta Sala

Per ridurre la mancanza di locazioni a lungo termine senza minare la ricettività turistica della Citta Metropolitana, Sala ha pensato ad una strategia da applicare nel mercato immobiliare cittadino per contrastare i prezzi elevatissimi delle abitazioni in affitto.

Al contrario di quanto richiesto da Palazzo Marino che vorrebbe semplicemente ridurre i giorni destinati agli affitti brevi, così come succede ad esempio a Venezia, dove chi possiede un appartamento per turisti non può fittare più di 120 o 180 giorni all’anno, a Milano invece Sala propone qualcosa di più completo che non solo limiterebbe l’affitto breve ma terrebbe anche vivo il settore della ricettività turistica milanese.

La proposta del Comune di Milano

A Milano esistono 15mila case in affitto breve per turismo. L’idea presentata dall’assessore Maran è di limitare i giorni di affitto nell’arco dell’anno, quindi su modello Venezia portare il massimo a 180 giorni ma solo se la casa messa a reddito è una seconda casa.

Per quanto riguarda le terze o quarte o quinte case di proprietà, insomma per i grandi proprietari di interi edifici, non sarà invece più possibile metterla a disposizione delle piattaforme come Airbnb ma solo in affitto a lungo termine.

In pratica la soluzione Sala porterebbe rimettere sul mercato immobiliare una parte di abitazioni senza colpire però i piccoli proprietari che potranno ancora godere della rendita derivata dalla seconda casa.

Come sostenuto dal sindaco Sala, il Comune punta semplicemente a regolarizzare il settore delle locazioni e richiede di poter avere una normativa locale, come Venezia.

Cosa succede se vengono ridotti gli affitti brevi

Nel caso di riduzione drastica dell’affitto turistico, il mercato dell’accoglienza potrebbe perdere tra il 15 e il 20% del mercato e inoltre porterebbe all’aumento dei prezzi delle camere per turisti.

Nel frattempo il Governo lavora per dettagliare anche una normativa in merito al canone concordato che possa ridurre l’affitto del 10% ed evitare incrementi nei prossimi anni.

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