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Palazzo Castiglioni
Milano 18 novembre 2024

Ca’ di Ciapp a Milano: dov’è e perché si chiama così


Vediamo dove si trova Ca’ di Ciapp a Milano e perché si chiama così: ecco la sua storia bizzarra.
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

A Milano c’è una casa che gli abitanti chiamano Ca’ di Ciapp, cioè casa delle chiappe dall’inizio del 1900 e, precisamente, dal 1904 quando, in un giorno di primavera, i ponteggi davanti alla nuova costruzione furono tolti.

Ma cominciamo dall’inizio e scopriamo perché Ca’ di Ciapp si chiama così anche se quelle “ciapp” non sono più lì da più di un secolo.

Villa Castiglioni, o Ca’ di Ciapp

Era l’alba del nuovo secolo quando l’ingegnere Ermenegildo Castiglioni, erede della fortuna di una ricca famiglia di industriali, decise di farsi costruire un palazzo degno del suo status. Scelse la zona di Corso Venezia, l’area residenziale della Milano bene dell’epoca, e affidò l’incarico a un giovane architetto che conosceva le tendenze in voga in Europa.

Castiglioni intraprese addirittura un viaggio insieme al suo architetto per vedere con i propri occhi quello che andava di moda nelle capitali europee di inizio ‘900 e scegliere ciò che faceva per lui e il suo estro: voleva stupire.

L’arrivo del Liberty a Milano

L’architetto era Giuseppe Sommaruga, già intenzionato a importare a Milano lo stile Liberty che aveva un gran successo nel resto d’Europa. Ermenegildo Castiglioni non se lo fece ripetere due volte, era entusiasta all’idea di passare per innovatore e dare una scossa stilistica a quel quartiere che pullulava di edifici neoclassici, provocando i suoi futuri vicini.

Una vera e propria sfida ai conservatori, che però gli sfuggì di mano e andò ben oltre le sue aspettative. L’edificio fu terminato nel 1904 e destò subito scalpore.

Due statue, una polemica

L’ingegnere pensava che la sua casa sarebbe stata guardata con un misto di sbigottimento e ammirazione per l’audacia dell’architettura Liberty in un contesto neoclassico. Sui suoi tre piani presentava un forte contrasto di materiali e forme, soluzioni architettoniche inaudite e bizzarre finestre a oblò. Castiglioni finì invece per ritrovarsi travolto da biasimo e critiche.

Le due statue che ornavano l’ingresso, anziché essere le composte cariatidi diffuse nella Milano del XX secolo, erano due donne procaci e nude, persino ammiccanti, che mostravano il posteriore in una posizione considerata più che volgare. Fu un grande scandalo nella Milano dei benpensanti.

Pace e Industria

Le due statue di marmo, scolpite da Ernesto Bazzaro, nelle intenzioni dell’artista e dell’architetto avrebbero dovuto rappresentare la Pace e l’Industria. Eppure, ai milanesi del tempo sembrarono solo due donne sconce che mostravano senza pudore le loro nudità.

Al biasimo dell’aristocrazia milanese si associò presto il sarcasmo popolare. Le battute si sprecavano e il nome Ca’ di Ciapp nacque in quel momento, perdurando per decenni. Fino a oggi.



La rimozione delle statue

Siccome le proteste montavano e non accennavano a placarsi, Castiglioni si vide costretto a cedere e chiese all’architetto Sommaruga di intervenire con una modifica, pur di mettere a tacere le malelingue e i bigotti.

Le statue furono rimosse e sostituite con più innocue decorazioni floreali, tuttora visibili. Il palazzo continuò tuttavia a essere chiamato Ca’ di Ciapp ed è ancora conosciuto così, anche se le natiche in bella mostra non ci sono più da oltre un secolo.

facciata di Palazzo Castiglioni in Corso Venezia

Villa Romeo Faccanoni

L’architetto Sommaruga non si arrese e trovò il modo di riutilizzare le statue qualche tempo dopo per un’altra villa costruita in una zona allora più defilata: Villa Romeo Faccanoni si trova su via Buonarroti e fu eretta tra il 1912 e il 1914 per l’industriale Faccanoni. L’architetto aveva già lavorato per la famiglia sul lago d’Iseo e i Faccanoni erano rimasti così soddisfatti dal suo lavoro che gli diedero carta bianca.

All’epoca era una villa isolata, circondata da un giardino con grandi alberi che schermavano in parte la facciata laterale su cui furono collocate le statue. Le loro nudità lì scandalizzavano meno e nessuno ebbe da obiettare. Si trovano ancora lì, giunoniche e sinuose. Piacquero anche all’imprenditore automobilistico Romeo che qualche anno dopo acquistò la villa per sé.

Palazzo Castiglioni oggi

Palazzo Castiglioni dal 1967 ospita la sede principale dell’Unione del Commercio milanese ed è accessibile in occasione di eventi e congressi. Se ci si trova in quella zona, si può ammirare il sontuoso scalone monumentale con colonne rustiche e scalini in marmo di Carrara, decorazioni floreali e ringhiera in ferro battuto.

Villa Romeo Faccanoni oggi

Villa Romeo Faccanoni è stata ampliata nel 1940 con l’intervento dell’architetto Gio Ponti per adattare gli spazi alle esigenze di una clinica privata, che si trova tuttora all’interno del palazzo. Non è accessibile al pubblico ma la magnificenza della sua facciata è sotto gli occhi di tutti.

Dove si trovano?

Gli indirizzi esatti per ammirare la bellezza dei due edifici? Palazzo Castiglioni, considerato il primo manifesto del Liberty Milanese, sorge su Corso Venezia 47.

Invece, Villa Romeo Faccanoni si trova su via Buonarroti 48.

Spicca sugli edifici intorno perché rimane circondata dal suo giardino, anche se è ormai inglobata nel tessuto urbano della città che nel corso del tempo si è espansa.

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