Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
Uno dei paradossi dell’emergenza abitativa in Italia è che molte case popolari sono vuote o sfitte, in tanti casi da ristrutturare o riqualificare. Questo fenomeno assume dimensioni preoccupanti in Lombardia, dove si contano decine di migliaia di case popolari vuote, appartamenti disabitati o in attesa di assegnazione. Questo quadro rivela una crescita costante del problema, ma quali dimensioni sta assumendo? E perché risulta in aumento? Diamo uno sguardo agli ultimi dati.
Allo stato attuale non risulta una mappatura definitiva delle case popolari sfitte o abbandonate in Italia, anche perché la gestione degli edifici è decentralizzata, o affidata agli enti locali e regionali. In realtà, questo fenomeno ha cominciato a preoccupare l’opinione pubblica e le istituzioni solo di recente. Già nel 2019 una stima di Federcasa e Nomisma, basata su dati del 2016, contava 55.000 alloggi sfitti. “Il vero scandalo dello sfitto – denunciava su Twitter il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa – riguarda le case popolari, sostenute dai contribuenti. Si renda disponibile quel patrimonio immobiliare prima di ogni altra cosa”.
Gli ultimi dati, riferiti al 2023, indicano un peggioramento del fenomeno, in particolare a Milano e in tutta la Lombardia.
I numeri della Lombardia portano alla luce una crisi invisibile che viene da lontano, e sono in costante crescita. Nella regione più abitata d’Italia, gli alloggi popolari vuoti sono aumentati. Di seguito, gli ultimi dati principali disponibili, riferiti al 2023:
Il capoluogo lombardo è particolarmente colpito dall’emergenza abitativa. Ecco i numeri solo a Milano:
La consigliera regionale Carmela Rozza (Pd) ha denunciato la situazione in Lombardia, riaprendo così il dibattito sulla crisi invisibile delle case popolari vuote e sulle lunghe liste d’attesa per averne una. L’esponente dem lombarda attribuisce questa situazione a una cattiva gestione delle politiche abitative e a una legge regionale del 2016, con requisiti per l’accesso dei cittadini stranieri, bocciati anche in Veneto.
Ma ci sono anche gli ostacoli burocratici che avrebbero impedito la ristrutturazione delle case vuote, col passare degli anni sempre più usurate o decadenti. L’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, assicura che 5.778 case popolari sono in fase di assegnazione, grazie a lavori di ristrutturazione già programmati. Franco ammette l’importanza della riqualificazione delle case popolari per rispondere alle esigenze delle famiglie in graduatoria.
L’emergenza resta, o comunque sembra peggiorare dove si accumulano sempre più cantieri da programmare e avviare per la ristrutturazione di migliaia di immobili, mentre aumentano le famiglie in difficoltà, o che devono fare i conti con il caro-affitti o caro-mutui. In tal senso, la situazione milanese è molto indicative. Vediamo quante case popolari sono ancora da ristrutturare a Milano.