Link copiato!
Link copiato!
I primi semafori in Italia sono stati installati a Milano un secolo fa
Milano 20 luglio 2025

I primi semafori in Italia sono stati installati a Milano un secolo fa


Nel 1925 Milano accoglieva il primo semaforo italiano all’incrocio tra piazza Duomo e via Torino. Oggi, cento anni dopo, si celebra quella piccola rivoluzione.
author-avatar
Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Correva il 1° aprile 1925 quando, nel cuore di Milano, fece la sua comparsa un oggetto che avrebbe cambiato per sempre la viabilità urbana: il primo semaforo d’Italia.

Installato all’incrocio tra piazza Duomo, via Torino e via Orefici, il dispositivo suscitò stupore, perplessità e qualche sorriso ironico. All’epoca, infatti, i milanesi erano abituati a muoversi liberamente in mezzo alla strada, con i vigili urbani a regolare manualmente il traffico. L’arrivo delle segnalazioni luminose fu percepito da molti come uno scherzo, complice anche la data della sua attivazione: il 1° aprile.

Un modello sperimentale tra traffico, code e incredulità

L’innovazione, per quanto ambiziosa, si rivelò tutt’altro che intuitiva. Il primo semaforo installato a Milano, ben diverso dai modelli odierni, prevedeva quattro colori  (rosso, giallo, verde e bianco) utilizzati in combinazioni poco chiare:

Il risultato fu l’opposto dell’efficienza: automobilisti e passanti si trovarono disorientati, e la viabilità ne risentì con rallentamenti e disordini.

All’incrocio, reso particolarmente complicato dalla convergenza di cinque strade, vennero installate cinque colonne luminose, ciascuna gestita da un vigile urbano. Ma anziché snellire il traffico, il sistema finiva per congestionarlo: tram, automobili, carrozze, motociclette e biciclette si accalcavano in lunghe code.

L’esperimento, singolare e avveniristico per l’epoca, suscitò grande curiosità. Centinaia di cittadini si riversarono in strada, non tanto per attraversarla, quanto per assistere allo spettacolo della modernità in azione.

Dal prototipo alle regole del traffico moderno

Prima di Milano, le grandi capitali europee come Parigi (1922), Amburgo e Berlino avevano già sperimentato i semafori. L’installazione milanese portò con sé anche una revisione del regolamento di polizia urbana: si stabilì che i pedoni dovessero restare sui marciapiedi e i veicoli tenere la sinistra, in attesa della segnalazione luminosa. Si dovette però attendere il 1960 per vedere stabilita la sequenza cromatica attuale (rosso in alto, seguito da giallo e verde) con l’approvazione del nuovo codice della strada. Fino ad allora, il verde si trovava in cima e il rosso in basso, contribuendo alla confusione generale.

I semafori oggi, a Milano e nel mondo

Attualmente Milano conta più di 600 impianti semaforici, molti dei quali integrati con sistemi intelligenti in grado di modulare i tempi di attesa in base al traffico; mentre i n giro per il mondo esistono semafori che sono diventate delle vere e proprie attrazioni culturali. 

A Berlino, il celebre Ampelmann, l’omino stilizzato con cappello nato nella Germania Est, è oggi un’icona pop e souvenir molto richiesto. A Londra, all’incrocio di Trafalgar Square, è stato installato un semaforo con simboli inclusivi che rappresentano coppie dello stesso sesso, come gesto simbolico durante il Pride. A Pechino alcuni semafori per pedoni mostrano una figura animata che inizia a camminare lentamente e poi accelera man mano che il tempo scorre. 

Ma il più bizzarro resta forse quello di Ashville, in Ohio (Stati Uniti), dove il semaforo ha il verde in alto e il rosso in basso, al contrario della disposizione standard: un’inversione adottata nel 1920 per motivi legati all’identità irlandese della comunità locale.

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it