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palazzi a Rozzano
Milano 22 gennaio 2025

Perché a Rozzano sarà applicato il modello Caivano


Il "modello Caivano" sarà applicato anche a Rozzano, l'unica città del Nord inclusa nel decreto governativo. In cosa consiste e cosa prevede il decreto?
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Le periferie urbane italiane esplose nel secondo dopoguerra, e spinte dalle grandi urbanizzazioni delle città, devono affrontare ancora oggi delle sfide legate a degrado, criminalità e disuguaglianze sociali. Tra le recenti strategie per affrontare queste problematiche, il governo nazionale propone il cosiddetto “modello Caivano”, che prende il nome dalla città in cui è stato sperimentato per la prima volta nel 2023. 

Questo approccio è ora destinato a essere applicato anche a Rozzano, una città della Lombardia alle porte di Milano, nota per le sue difficoltà sociali e urbane, ma anche per i piani di rigenerazione urbana in atto da quando l’impennata delle richieste di case sul mercato immobiliare sembra inarrestabile. 

Ma in cosa consiste il modello Caivano e perché è stato scelta proprio Rozzano, l’unico centro del Nord Italia incluso nel piano? Analizziamo il fenomeno delle periferie cercando di capire cosa sta accadendo.

Rozzano – Caivano: cosa sta accadendo

Quasi 800 chilometri separano Caivano da Rozzano, due microcosmi urbani lontani, che si trovano rispettivamente alla periferia di Napoli e Milano. Rozzano è stata identificata come una delle sette aree urbane su cui il governo intende intervenire applicando il modello Caivano. Ma cosa lega queste due città così distanti? 

Situata a sud di Milano, Rozzano ha recentemente attirato l’attenzione dell’attualità anche a causa di episodi di violenza e criminalità, divenendo più volte protagonista delle cronache, ma non l’unica tra le città settentrionali. 

Cosa accadde a Caivano

Il modello fu sperimentato dopo che un caso di cronaca nera scosse l’opinione pubblica nazionale: nell’estate del 2023 due cuginette furono abusate al Parco Verde di Caivano in un contesto di forte abbandono sociale. In tutta risposta, il governo intervenne con operazioni ad alto impatto: furono avviati interventi massicci di sicurezza, sgomberi e misure sociali mirate, attraverso un approccio che combinava misure repressive con progetti di rilancio economico, culturale e sociale. 

Il Governo decise di intervenire con la riqualificazione di Caivano, attraverso gli interventi infrastrutturali e sociali che interessarono in particolare il centro sportivo Delphinia, trasformato in un moderno impianto intitolato a Pino Daniele e restituito alla comunità. Inoltre, fu rilanciata l’istituzione di un polo universitario a Caivano, ospitando corsi in Scienze Motorie, Agraria e Infermieristica, designato quale simbolo di rinascita per il territorio.

Cos’è il “modello Caivano”

Il decreto Caivano prevede un piano d’intervento triennale con finanziamento complessivo di 180 milioni di euro per le sette aree italiane coinvolte. I fondi saranno destinati a progetti di rigenerazione urbana, sicurezza e inclusione sociale.

Il “modello Caivano” è dunque un’interpretazione scaturita da queste misure legislative, ma più in concreto è un approccio integrato che combina diversi interventi, quali:

Recentemente, il governo ha deciso di estendere il “modello Caivano” ad altre aree vulnerabili, tra cui Rozzano, con il Commissario Ciciliano incaricato di definire piani d’azione specifici per ciascuna zona.

Perché sarà applicato a Rozzano

Rozzano è stata inclusa nel decreto Caivano poiché rappresenterebbe una delle periferie più problematiche, l’unica individuata dal governo tra le aree urbane del Nord Italia. Da alcuni anni la città accoglie sempre più persone in cerca di alloggi più economici rispetto alla vicina Milano, segnata dal caro-affitti, ma risente ancora di un tessuto sociale fragile, segnato da alta disoccupazione, dispersione scolastica e presenza di traffici illeciti. 

Tuttavia, a differenza di altre aree a rischio, Rozzano offre un contesto in cui il modello potrebbe essere testato in un territorio settentrionale, dove i problemi sociali si intrecciano con dinamiche urbane differenti da quelle del Sud.

Le possibili criticità

Malgrado gli obiettivi promettenti, alcuni osservatori nutrono forti dubbi sulla sua esportabilità del modello Caivano, sottolineando anche la necessità di intervenire specialmente sui problemi strutturali presenti da diverso tempo anche in altre realtà italiane.

In questo senso, simili preoccupazioni emergono in questi giorni in un’altra delle aree selezionate dall’esecutivo quali destinatarie di questo modello; è il caso del Quarticciolo a Roma, dove gli abitanti temono che gli interventi possano portare solo a sgomberi e militarizzazione del territorio. 

Le altre città dove sarà applicato il modello Caivano

Le zone selezionate condividono condizioni di vulnerabilità sociale e degrado urbano. Gli interventi mirano a esportare il modello Caivano, adattandolo alle peculiarità locali. Oltre a Rozzano, ecco quali altre aree sono state selezionate quali destinatarie del “modello Caivano”:

Il modello Caivano funzionerà anche a Rozzano?

Diverse periferie del Nord Italia affrontano quotidianamente problemi sociali spesso sottovalutati. Secondo recenti atti della Commissione parlamentare, molte di queste aree fortemente urbanizzate o in espansione, soffrono di degrado urbano, scarsa manutenzione di edifici pubblici, disoccupazione e carenza di servizi pubblici. L’edilizia è quindi una delle rappresentazioni più visibili di questi disagi.

L’organizzazione urbanistica, come accade a Le Vele di Scampia, incide profondamente sul benessere sociale: progetti nati per favorire l’inclusione sono spesso degenerati in luoghi di emarginazione. 

Perciò, l’applicazione del modello Caivano a Rozzano rappresenta una sfida ambiziosa; sarà un banco di prova per valutare se possa funzionare anche in contesti urbani del Nord. Il successo dipenderà dalla capacità di adattare l’approccio alle specificità locali, bilanciando interventi di sicurezza con misure di inclusione urbana, sociale e culturale

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