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Alla scoperta delle Highland scozzesi: ecco cosa vedere
Mondo 9 agosto 2026

Alla scoperta delle Highland scozzesi: ecco cosa vedere


Un viaggio tra Loch Ness, Glen Coe, l'Isola di Skye e il treno Jacobite: le tappe imperdibili delle Highlands scozzesi.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Le Highlands scozzesi occupano la porzione settentrionale della Scozia, un territorio che si estende da Inverness fino alle coste più remote dell’Atlantico, comprendendo anche isole come Skye e le Ebridi Esterne. È un luogo che vive di contrasti climatici e luminosi, dove il sole può comparire e sparire più volte nell’arco di un’ora, regalando ogni volta un’atmosfera diversa. Chi sceglie le Highlands troverà un’esperienza che unisce natura selvaggia, storia turbolenta e una cultura fortemente radicata, fatta di clan, cornamuse e leggende tramandate da generazioni. È una destinazione che si presta sia a un viaggio on the road, con auto o camper, sia a itinerari organizzati in treno e pullman, e che sa soddisfare tanto gli amanti del trekking quanto chi preferisce muoversi con calma tra un castello e l’altro.

Inverness, la porta d’ingresso delle Highlands

La maggior parte degli itinerari nelle Highlands comincia da Inverness, città affacciata sul fiume Ness che per dimensioni resta contenuta ma che funge da vero snodo logistico e culturale della regione. Il centro storico, percorribile a piedi in poche ore, alterna edifici vittoriani, ponti pedonali e un castello che oggi ospita un tribunale, ma che resta comunque un punto di riferimento visivo per chi passeggia lungo il fiume.

Inverness
Inverness

Inverness è anche una base pratica per organizzare le tappe successive: qui si trovano stazione ferroviaria, aeroporto e i principali noleggi auto, elementi utili per chi vuole spingersi verso i punti più remoti della regione. Vale la pena dedicare almeno una giornata alla città prima di addentrarsi nell’entroterra, magari visitando il museo civico per farsi un’idea della storia dei clan e delle rivolte giacobite che hanno segnato il territorio.

Loch Ness e il mistero di Nessie

A pochi chilometri da Inverness si apre il Loch Ness, il lago più famoso di Scozia e uno dei più estesi per volume d’acqua di tutte le isole britanniche. La sua notorietà è legata soprattutto alla leggenda del mostro Nessie, avvistamenti presunti e mai confermati che dal secolo scorso alimentano un turismo curioso e appassionato. Al di là del mito, il lago merita una visita per la sua atmosfera: le acque scure, spesso avvolte da una leggera foschia, si estendono per oltre trenta chilometri tra colline boscose. Lungo le sue rive sorgono le rovine del castello di Urquhart, uno dei più fotografati della zona, da cui si gode una vista privilegiata sullo specchio d’acqua.

Il castello di Urquhart
Il castello di Urquhart

Glen Coe, la valle delle Three Sisters

Proseguendo verso sud-ovest si incontra Glen Coe, forse la valle più suggestiva di tutta la Scozia. Il nome richiama le cosiddette Three Sisters, tre cime che si ergono ripide ai lati della strada e che regalano scorci spettacolari, specialmente nelle giornate in cui le nuvole basse si posano sulle vette. Oggi la valle è meta prediletta di escursionisti e fotografi, con sentieri di diversa difficoltà che permettono di addentrarsi tra le montagne o semplicemente di fermarsi ai punti panoramici lungo la strada principale. Il centro visite gestito dal National Trust for Scotland offre approfondimenti sulla geologia e sulla storia del luogo, utili per capire meglio ciò che si sta osservando.

Glen Coe
Glen Coe

Eilean Donan, il castello più fotografato di Scozia

Poco distante, nel punto in cui si incontrano tre bracci di mare (Loch Duich, Loch Long e Loch Alsh), sorge il castello di Eilean Donan, probabilmente l’immagine più riconoscibile della Scozia insieme al tartan e alla cornamusa. Costruito su un piccolo isolotto collegato alla terraferma da un ponte in pietra, il castello ha una storia complessa: distrutto nel Settecento durante le rivolte giacobite, è stato ricostruito solo nel Novecento grazie all’iniziativa di un privato che volle restituirgli l’aspetto originario. È una tappa quasi obbligata per chi si dirige verso l’Isola di Skye, distante appena una manciata di chilometri.

Eilean Donan
Eilean Donan

L’Isola di Skye

Collegata alla terraferma da un ponte, l’Isola di Skye è probabilmente la meta più ambita di tutta la regione, e non è difficile capirne il motivo. Il paesaggio alterna montagne aspre come quelle dei Cuillin, catena che richiama scalatori ed escursionisti esperti, a scogliere a picco sul mare come quelle di Kilt Rock, dove una cascata si getta direttamente nell’oceano. Tra le formazioni rocciose più celebri spiccano l’Old Man of Storr, un pinnacolo isolato che domina la costa nord, e la Fairy Pools, una serie di piccole cascate e piscine naturali dalle acque turchesi, alimentate dallo scioglimento delle nevi sulle montagne circostanti. Il capoluogo Portree, con le sue case colorate affacciate sul porto, offre un’ottima base per esplorare l’isola e per assaggiare la cucina locale, a base di pesce fresco e piatti tradizionali scozzesi.

Isola di Skye
Isola di Skye

Le pietre di Callanish e il fascino delle Ebridi

Chi ha tempo a disposizione può spingersi ancora più a ovest, verso le Ebridi Esterne, arcipelago che si raggiunge in traghetto e che custodisce uno dei siti archeologici più enigmatici della Scozia: le pietre di Callanish, sull’isola di Lewis. Si tratta di un complesso megalitico che precede persino Stonehenge, disposto secondo uno schema a croce che ancora oggi alimenta ipotesi sul suo utilizzo, probabilmente legato a osservazioni astronomiche o a riti religiosi. Le Ebridi, nel loro complesso, offrono un’esperienza diversa rispetto alla terraferma: spiagge bianche che ricordano i Caraibi, comunità dove il gaelico è ancora lingua parlata quotidianamente, e un ritmo di vita più lento, scandito dalle maree e dal meteo atlantico. È una tappa per chi cerca un contatto più autentico con la Scozia rurale, lontano dai flussi turistici più battuti.

Le pietre di Callanish
Le pietre di Callanish

Tra whisky e natura selvaggia

Le Highlands non si esauriscono nei singoli luoghi da vedere, ma si vivono anche attraverso alcune esperienze che ne raccontano cultura e abitudini. La visita a una distilleria di whisky è tra le più gettonate: la regione ospita decine di produttori storici, alcuni dei quali propongono percorsi guidati che spiegano le fasi di distillazione e invecchiamento, seguiti da una degustazione guidata. Altrettanto memorabile è l’osservazione della fauna selvatica: cervi rossi, aquile reali e persino qualche foca lungo le coste sono avvistamenti tutt’altro che rari per chi percorre i sentieri con attenzione. Gli amanti del trekking possono affrontare percorsi di diversa lunghezza, dalle brevi passeggiate panoramiche alle salite più impegnative sulle vette del Cairngorms National Park, altro parco naturale che merita una visita per la varietà di paesaggi, dalle foreste di pini caledoni alle lande d’alta quota.

Sulle tracce di Harry Potter

Tra le tappe più fotografate delle Highlands c’è il viadotto di Glenfinnan, struttura in cemento a ventuno arcate completata nei primi anni del Novecento, diventata celebre in tutto il mondo dopo essere comparsa nei film della saga di Harry Potter. A renderlo ancora più suggestivo è il passaggio del treno Jacobite, un convoglio storico a vapore che attraversa il viadotto nel tragitto tra Fort William e Mallaig, ricreando l’immagine ormai iconica dell’Espresso per Hogwarts. Il treno opera solo in alcuni mesi dell’anno, generalmente tra la primavera e l’autunno, con corse che possono aumentare nei mesi centrali dell’estate; è consigliabile verificare sempre gli orari aggiornati prima di organizzare la visita, poiché possono variare da una stagione all’altra.

Come arrivare e consigli pratici per organizzare il viaggio

Il modo più comune per raggiungere le Highlands è atterrare a Edimburgo o Glasgow e proseguire poi verso nord in auto, in treno o con un tour organizzato; in alternativa, l’aeroporto di Inverness offre collegamenti diretti con diverse città europee, risultando comodo per chi vuole ridurre i tempi di spostamento.

Muoversi con un’auto a noleggio resta la soluzione più flessibile, perché molte delle attrazioni più suggestive si trovano lungo strade secondarie poco servite dai mezzi pubblici; va però ricordato che la guida avviene a sinistra e che diverse strade rurali sono a singola carreggiata, con piazzole di sosta (passing places) da usare per lasciar passare i veicoli in senso contrario. Per chi preferisce non guidare, esistono comunque collegamenti ferroviari e autobus che toccano le località principali, oltre a numerosi tour organizzati di uno o più giorni.

Sul fronte del meteo, conviene prepararsi a ogni evenienza indipendentemente dalla stagione: pioggia, vento e sole possono alternarsi nello stesso pomeriggio, per cui abbigliamento a strati e una giacca impermeabile sono quasi indispensabili.

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