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Vicolo d'Oro Praga
Mondo 27 settembre 2024

Come visitare il Vicolo d’oro a Praga con le sue casette colorate?


Storia, leggende, tappe imperdibili e informazioni per programmare al meglio una visita al famoso Vicolo d’Oro di Praga.
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Alice Bocca

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Praga, la “Città delle cento torri”, è famosa per la sua ricca storia e il suo fascino medievale, ma uno dei luoghi più incantevoli e fiabeschi da scoprire è il Vicolo d’Oro (Zlatá ulička).

Situato all’interno del maestoso Castello di Praga, questo pittoresco angolo è noto per le sue casette colorate e la sua atmosfera senza tempo. Anticamente abitato da orafi, alchimisti e scrittori, tra cui lo stesso Franz Kafka, oggi il Vicolo d’Oro è una tappa imperdibile per chi desidera immergersi nella magia della capitale ceca.

Scopriamo come visitare al meglio questo luogo iconico, la storia e i dettagli nascosti.



Le origini e la nascita del Vicolo d’Oro

Il Vicolo d’Oro si trova nella parte nord-orientale del Castello di Praga, non lontano dal Convento di San Giorgio, e deve il suo nome agli orafi che vi abitarono per lungo tempo. Le casette che lo caratterizzano furono costruite nel 1597 per volontà di Rodolfo II d’Asburgo, con l’intento di ospitare le guardie reali e le loro famiglie. Tuttavia, presto la via fu popolata da artigiani e commercianti, tra cui molti orafi.

Nel XVIII secolo, a causa della convivenza difficile con le suore del vicino convento, date le presunte condotte promiscue degli abitanti, la regina Maria Teresa decise di ridurre il numero di residenti. I pochi rimasti restaurarono le case, dipingendole con colori vivaci e aggiungendo soppalchi e piccoli ampliamenti, rendendo così il vicolo ancora più stretto.

Il Vicolo d’Oro continuò ad essere abitato fino al 1956, quando gli ultimi residenti furono trasferiti. Successivamente, l’architetto Pavel Janák guidò una grande ristrutturazione. 

Le leggende del Vicolo d’Oro

Il Vicolo d’Oro è conosciuto anche come la “Via degli Alchimisti” grazie a un’antica leggenda secondo la quale diversi alchimisti avrebbero vissuto e lavorato per l’imperatore Rodolfo II lungo questa pittoresca stradina. L’imperatore, grande appassionato di alchimia, si dice che incoraggiasse questi uomini a trovare il segreto per trasformare il ferro in oro e a creare la leggendaria pietra filosofale, oltre a preparare elisir di lunga vita.

Tuttavia, gli storici sostengono che gli alchimisti abitassero in realtà una via adiacente al Castello, ma la leggenda ha contribuito a mantenere un alone di mistero attorno al Vicolo d’Oro.

Un’altra affascinante storia riguarda la Torre Daliborka, associata al cavaliere Dalibor di Kozojedy. Secondo la leggenda, Dalibor, in attesa della sua esecuzione, suonava ogni notte il violino, riempiendo di melodie struggenti le vie del Castello. I contadini di Praga, affezionati al cavaliere, si resero conto della sua morte solo quando, improvvisamente, la sua musica cessò, poiché le autorità avevano tenuto segreta la sua esecuzione per evitare rivolte. Questi racconti aggiungono un tocco di magia e malinconia alla storia del Vicolo e delle sue torri.

Le tappe imperdibili

Le casette del Vicolo d’Oro hanno ospitato nei secoli anche artisti e personaggi celebri. Tra le case più significative c’è la n. 13, conosciuta come “Moschetto Rosso”, che fu abitata da una guardia reale. La n. 14 è legata alla figura di Madame de Thebes, una famosa chiromante che visse nel vicolo e fu arrestata dalla Gestapo per aver predetto la fine del Terzo Reich; morì tragicamente durante gli interrogatori.

La casa n. 22 è particolarmente nota per essere stata la dimora dello scrittore Franz Kafka, che visse lì con la sorella dal 1916 al 1917. Le case dal n. 9 al n. 16 ospitano oggi una mostra che documenta la vita dei residenti negli ultimi cinque secoli.

Alla fine del vicolo si trova la Torre Daliborka, un’antica prigione legata al cavaliere Dalibor di Kozojedy, il suo prigioniero più famoso. Nella casa di Joseph Kazda, vicino all’uscita, si trova un archivio di pellicole d’epoca, frutto della passione di Kazda per il cinema. Egli riuscì a salvare molte opere dalle distruzioni naziste.

Il Vicolo d’Oro è delimitato a est dalla Torre Nera e a ovest dalle torri Bianca e Dalibor. La Torre Bianca, in passato una prigione per la nobiltà locale e utilizzata per le torture fino al 1743, oggi ospita una collezione di armi e armature medievali. Inoltre, sopra le case si estende un affascinante corridoio sopraelevato, un tempo usato dagli arcieri, con le antiche feritoie ancora visibili.

Come visitarlo

Per visitare il Vicolo d’Oro, è necessario acquistare un biglietto d’ingresso al Castello, con un costo a partire da 29,90 euro a persona, valido per due giorni. Il biglietto comprende la visita al Vicolo e all’interno del castello.

Nonostante l’affluenza turistica spesso elevata, il Vicolo d’Oro resta una tappa imperdibile per chi visita la capitale ceca. Il vicolo è aperto tutti i giorni, con orario dalle 9:00 alle 17:00, offrendo così ampie possibilità per programmare la visita.

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