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Mondo 13 febbraio 2025

Cos’è l’overtourism, quali sono le conseguenze e come si combatte


Tutto quello che c’è da sapere sul fenomeno del “overtourism”, dalle cause., alle conseguenze su ambiente e società, alle sfide da affrontare.
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Ti è mai capitato di visitare un luogo da sogno e trovarlo sommerso da una folla di turisti e prezzi non proprio accessibili? Se sì, hai sperimentato l’overtourism. Questo fenomeno, sempre più diffuso, sta mettendo a dura prova città, patrimoni naturali e la pazienza dei residenti.

Ma quali sono le cause di questo enorme flusso turistico e come si può trovare un equilibrio con la sostenibilità? Scopriamolo insieme.

Cos’è l’overtourism

Negli ultimi decenni, il turismo è diventato uno dei settori economici più importanti al mondo. Viaggiare è più accessibile che mai, grazie ai voli low-cost, alle crociere, alla diffusione degli affitti brevi e dei siti di prenotazione online e all’enorme diffusione di contenuti social che ispirano nuove avventure. Questa crescita ha portato, tuttavia, anche a un fenomeno sempre più evidente: l’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico che mette sotto pressione le destinazioni più popolari con conseguenze significative sull’ambiente, sull’economia locale e sulla qualità della vita dei residenti.

Il “sovraturismo” (per dirla all’italiana) si verifica quando il numero di visitatori in una destinazione supera la capacità di carico del luogo. Com’è intuibile, una simile situazione colpisce principalmente città d’arte, località costiere e parchi naturali molto frequentati. Luoghi iconici come Venezia, Barcellona, Santorini e il Machu Picchu sono esempi evidenti di mete affollate al punto da rendere difficoltosa la gestione dei visitatori. Il fenomeno non si limita, tuttavia, solo alle grandi città o ai siti più noti: anche piccoli borghi e isole paradisiache possono trovarsi impreparati di fronte a un afflusso turistico eccessivo, con infrastrutture inadeguate e risorse limitate.

Quali sono le conseguenze dell’overtourism

L’iper-turismo non può che avere delle ripercussioni negative su diversi livelli, in primis in termini di impatto ambientale: il passaggio continuo di milioni di visitatori danneggia ecosistemi fragili, come spiagge, montagne e siti storici, generando erosione e degrado.

L’aumento del traffico, l’uso massiccio di trasporti e la produzione di rifiuti sono tutti fattori di inquinamento, cui si affianca un consumo eccessivo di risorse, soprattutto di acqua ed energia, che sono utilizzate in grandi quantità per soddisfare le esigenze dei turisti, riducendo la disponibilità per i residenti.

L’overtourism causa, inoltre, problemi economici e sociali: la forte domanda turistica fa salire i prezzi degli affitti e degli immobili, determinando un aumento del costo della vita che rende le città meno accessibili ai residenti. A ciò si accompagna, spesso, la scomparsa delle attività locali: negozi tradizionali e artigiani vengono sostituiti da catene internazionali che, al fine di soddisfare i turisti, modificano l’identità culturale del luogo. Non mancano, poi, casi di vere e proprie tensioni con i residenti, esasperati dal sovraffollamento, il rumore e l’assalto dei servizi pubblici, che traducono il proprio malcontento in proteste contro il turismo di massa. In alcune città, come Barcellona e Venezia, gli abitanti hanno organizzato manifestazioni contro l’eccesso di visitatori, chiedendo regolamentazioni più stringenti per proteggere la propria qualità della vita.


SCOPRI ANCHE: Cosa prevede il “Galateo turistico per visitatori” di Amalfi contro l’overtourism


Come si combatte l’overtourism

Affrontare l’overtourism è una sfida complessa, ma esistono strategie per mitigare il problema e promuovere un turismo più sostenibile. Molti luoghi hanno regolamentato gli accessi, stabilendo dei limiti al numero di visitatori giornalieri per proteggere i propri siti; altri hanno, invece, introdotto una tassazione turistica (tasse di soggiorno o tariffe d’ingresso), per contribuire a finanziare la manutenzione delle infrastrutture e la protezione dell’ambiente.

Un’altra soluzione è quella di diversificare le destinazioni, incoraggiando i viaggiatori a visitare luoghi meno conosciuti (così da ridurre la pressione sulle mete più affollate e a distribuire meglio il flusso turistico), attraverso la promozione di itinerari alternativi. Diventa, inoltre, necessaria, una limitazione degli affitti brevi: regolamentarli aiuta a contenere la speculazione immobiliare e a garantire che i residenti possano continuare a vivere nei centri urbani senza essere spinti fuori dal mercato.

Anche i turisti possono fare la loro parte. Visitare le destinazioni fuori stagione è un ottimo modo per evitare il sovraffollamento e ridurre l’impatto sulle risorse locali. Scegliere strutture ricettive eco-friendly, preferire i mezzi di trasporto sostenibili, rispettare le regole locali e supportare le attività economiche gestite dai residenti sono tutte azioni che possono fare la differenza.

Un altro aspetto importante è la sensibilizzazione: le amministrazioni locali, insieme alle piattaforme di viaggio, dovrebbero promuovere campagne di educazione sul turismo responsabile. In questo modo, si possono incentivare comportamenti più rispettosi dell’ambiente e delle comunità ospitanti.

L’overtourism è una sfida globale che richiede un equilibrio tra i benefici economici del turismo e la salvaguardia dell’ambiente e delle comunità locali. Con strategie mirate e l’impegno di governi, imprese e viaggiatori, occorre trasformare il turismo in una forza positiva e sostenibile.

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