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Faro arancione, Grimsey
Mondo 21 settembre 2025

Dove si trova l’isola di Grimsey, che ha più uccelli che abitanti


Grímsey è l’isola abitata più a nord dell’Islanda, famosa per avere più uccelli che abitanti: ecco cosa trovare e come raggiungerla.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Un aeroporto frequentato più da uccelli che aerei, un negozio che apre appena un’ora al giorno, iceberg che scintillano al sole che d’estate non tramonta mai: Grímsey è un’isola remota dove appena 60 abitanti convivono con milioni di uccelli marini, in un rapporto che sfiora i cinquantamila a uno.

Unico lembo islandese attraversato dal Circolo Polare Artico, Grimsey rappresenta una linea invisibile marcata da un cartello che riporta le distanze dalle capitali del mondo. Chi lo oltrepassa porta a casa un certificato firmato dal capitano o dal pilota: primo timbro di un viaggio artico che inizia qui. 

Dove si trova l’Isola di Grímsey

L’isola di Grimsey si trova a quaranta chilometri al largo della costa settentrionale: un altipiano di basalto di 5,3 chilometri quadrati, l’insediamento abitato più a nord dell’Islanda, immerso nell’oceano e dentro il Circolo Polare. 

D’estate, il sole resta sempre visibile, tuffandosi a mezzanotte giusto un po’ all’orizzonte per poi risalire, regalando alla vista sfumature di luce. Sottovento si vede spesso la “fascia di Venere”.

A Grímsey si vedono anche le aurore boreali, di solito da fine agosto a metà aprile, con picchi intorno agli equinozi. Le tinte più comuni sono verde-giallo con frange porpora/viola, con forti accenti di rosso nella notte.

Isola di Grimsey, dove il Circolo Polare Artico tocca l’Islanda

L’unico punto in cui il Circolo Polare Artico entra in Islanda è proprio sull’isola di Grimsey, attraversata da questa linea immaginaria che segna il 66° parallelo Nord. Un monumento sferico chiamato “Orbis et Globus” viene riposizionato periodicamente perché la linea si sposta verso nord di circa 14 metri l’anno: a metà secolo potrebbe non attraversare più quest’isola.

Finché accade, Grímsey resterà custode di un confine geografico e simbolico che i viaggiatori possono letteralmente calpestare, ricevendo anche un certificato di superamento del circolo polare

Isola di Grimsey
Isola di Grimsey

Vite di frontiera artica: la storia

Il nome dell’isola deriva da un colono norvegese, Grímur, citato già nell’XI secolo. Le cronache medievali raccontano di re norvegesi che tentarono invano di ottenerla, attratti dall’abbondanza di pesci e uccelli marini. La vita però è sempre stata dura a Grímsey: fino al 1931 il contatto con la terraferma era garantito da imbarcazioni che portavano posta e viveri solo due volte l’anno.

Dal 2009 Grímsey è amministrativamente parte di Akureyri, e oggi è un piccolo laboratorio di resilienza dove gli abitanti, formati dalla Guardia Costiera, sanno affrontare le emergenze senza ospedali né stazioni di polizia.

Grímsey, il regno degli uccelli e della luce

Appena sbarcati, si viene accolti da una moltitudine di uccelli diversi e specie protette, quali:

Persino la pista d’atterraggio diventa luogo di sosta per gli uccelli marini.

A Grimsey non ci sono alberi, perché il vento non permette ad arbusti alti più di dieci centimetri di resistere. In compenso, si possono ammirare distese di prati verdi, foche sulle spiagge e, talvolta iceberg alla deriva dalla Groenlandia che galleggiano in mare aperto.

Puffin
Puffin

Com’è la vita a Grímsey

Le case si concentrano nel settore sud-occidentale dell’isola, nel villaggio di Sandvík: qui si trovano prefabbricati, una chiesa ottocentesca con altare ispirato a Leonardo, una scuola che funge anche da centro culturale, una biblioteca, una piscina, un bar-bottega artigianale e un ristorante. 

La pesca resta l’attività principale, ma in estate cresce il turismo legato a birdwatching e whale watching. La vita quotidiana è scandita da orari ridotti del negozio e dal passaggio degli aerei o del traghetto, che diventano eventi comunitari. Ospedale e ufficio di polizia non ci sono: nelle emergenze interviene la rete della comunità.

Come si arriva all’Isola di Grímsey

La scelta del mezzo incide sull’esperienza di viaggio. Per raggiungere l’isola non ci sono treni, ma si può arrivare:

L’aereo consente di guadagnare tempo, mentre il traghetto regala l’attesa del mare aperto e incontri con delfini, balene o blocchi di ghiaccio galleggianti. Ma prima di partire è consigliabile prenotare in anticipo, portare scorte di cibo per la traversata e controllare sempre gli orari, spesso condizionati dal meteo.

Cosa vedere e cosa fare a Grímsey e dintorni

Il Faro arancione, uno dei più fotografati dell’Islanda, è il simbolo dell’isola. Un itinerario ben pensato alterna cammino costiero, soste lente e momenti “unici” legati alla luce. Gli spazi sono pochi ma intensi. Tra le esperienze da vivere:

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