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El Espinar
Mondo 16 luglio 2026

Dov’è stato girato “Il labirinto del Fauno”? Le location del capolavoro di Guillermo del Toro


Alla scoperta dei luoghi veri del cult fantasy di Guillermo del Toro "Il labirinto del fauno", uscito nel 2006.
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Lorenzo Usai

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

Sono passati vent’anni esatti dall’uscita de “Il labirinto del Fauno”, il capolavoro del 2006 diretto da Guillermo del Toro che continua a conquistare nuove generazioni di spettatori.

Ma dove è stato girato il film? È possibile visitare il celebre labirinto? Dalle foreste della Sierra de Guadarrama alle rovine di Belchite, ecco le location reali che hanno reso indimenticabile uno dei film più amati del XXI secolo.

Cosa racconta “Il labirinto del Fauno”

Il film è ambientato nella Spagna del 1944, durante la repressione franchista. La giovane Ofelia si trasferisce con la madre Carmen nell’avamposto del crudele capitano Vidal, incaricato di combattere i ribelli. Per sfuggire alla violenza che la circonda, la bambina si rifugia in un mondo fantastico, dove un misterioso Fauno le rivela di essere la reincarnazione di una principessa e le affida tre prove da superare.

Mentre la realtà si fa sempre più drammatica, tra guerra, tradimenti e lutti, il confine tra immaginazione e vita reale si assottiglia, conducendo Ofelia verso un destino tanto doloroso quanto straordinario.

Dove è stato girato “Il labirinto del Fauno”

Il film è stato realizzato interamente in Spagna, sfruttando alcuni degli scenari naturali più suggestivi della penisola iberica. Le riprese si sono svolte tra la primavera e l’autunno del 2005 e hanno interessato soprattutto la Sierra de Guadarrama, catena montuosa che si estende tra la Comunità di Madrid e la Castiglia e León.

Qui Guillermo del Toro trovò boschi fitti, sentieri immersi nella nebbia e paesaggi dal fascino antico, perfetti per raccontare una storia in cui il confine tra realtà e fantasia si dissolve continuamente. La scelta di ambienti autentici, anziché di scenografie digitali, conferisce ancora oggi al film una straordinaria forza visiva e un realismo quasi fiabesco.

La foresta che nasconde il misterioso labirinto

Gran parte delle scene ambientate nei boschi sono state girate nei dintorni di El Espinar, in provincia di Segovia, all’interno dell’area naturale protetta della Sierra de Guadarrama. È qui che venne costruito il celebre labirinto di pietra, progettato appositamente per il film seguendo gli accurati bozzetti dello stesso Guillermo del Toro.

Sebbene la struttura non esista più, il paesaggio conserva ancora quell’atmosfera enigmatica fatta di pini secolari, silenzi profondi e sentieri immersi nella natura. La foresta diventa un personaggio della storia: rappresenta il rifugio di Ofelia dalla brutalità della guerra, ma anche il luogo della crescita personale, dove ogni prova affrontata assume un forte significato simbolico.

Il mulino e l’avamposto del Capitano Vidal

Uno dei luoghi più iconici del film è il vecchio mulino trasformato nel quartier generale del Capitano Vidal. In realtà non si trattava di un edificio storico, bensì di un grande set costruito nei pressi di San Rafael, vicino a El Espinar, seguendo un progetto estremamente dettagliato. Attorno alla struttura furono ricreati il cortile, gli alloggi militari e gli spazi in cui si sviluppa gran parte della vicenda ambientata nel mondo reale.

L’opposizione tra questi ambienti rigidi, dominati dall’ordine militare, e gli spazi naturali frequentati da Ofelia rafforza il contrasto tra autoritarismo e libertà, uno dei temi fondamentali dell’intero racconto.

Belchite, le rovine che raccontano la guerra

Le sequenze ambientate tra edifici distrutti e villaggi devastati sfruttano invece uno dei luoghi più drammatici della Spagna: il centro storico di Belchite, in Aragona. La cittadina venne quasi completamente rasa al suolo durante la Guerra Civile del 1937 e non fu mai ricostruita, diventando una testimonianza permanente del conflitto.

Le sue strade deserte, le facciate sventrate e le chiese senza tetto trasmettono un senso di sospensione che si sposa perfettamente con il tono del film. Non è un caso che Belchite sia stata scelta anche da altre produzioni internazionali: il suo impatto visivo comunica immediatamente il peso della memoria, della distruzione e delle ferite lasciate dalla guerra.

Si possono visitare davvero le location de “Il labirinto del Fauno”?

Sì, molte delle location sono ancora visitabili e attirano ogni anno appassionati di cinema provenienti da tutto il mondo. I sentieri della Sierra de Guadarrama rappresentano una meta ideale per gli amanti del trekking e permettono di immergersi negli stessi paesaggi che hanno ispirato il viaggio di Ofelia. Anche Belchite è accessibile attraverso visite guidate organizzate, necessarie sia per motivi di sicurezza sia per preservare il sito storico.

Pur non trovando il labirinto originale o il mulino costruito per il set, il fascino dei luoghi resta intatto. Visitandoli si comprende come Guillermo del Toro abbia trasformato scenari reali in simboli universali di speranza, resistenza e immaginazione, rendendo il paesaggio parte integrante della narrazione.

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