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È vero che tutti i Paesi che iniziano con la
Mondo 13 agosto 2026

È vero che tutti i Paesi che iniziano con la “i” sono allineati sul planisfero?


La teoria secondo cui tutti i Paesi che iniziano con la "i" sarebbero allineati sul planisfero nasce da una coincidenza visiva. Ecco perché mappe, lingue e geografia la smentiscono.
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Achiropita Cicala

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Gira da anni sui social e torna periodicamente virale su Reddit, TikTok e Instagram. Secondo una teoria molto condivisa online, tutti i Paesi che iniziano con la lettera “i” sarebbero allineati sul planisfero.

A prima vista la coincidenza sorprende. India, Iran, Iraq, Irlanda, Islanda, Italia e Indonesia sembrano seguire una traiettoria precisa sulla mappa del mondo. 

Ma si tratta davvero di un curioso allineamento geografico oppure di una semplice illusione visiva?

Da dove nasce la teoria che tutti i Paesi che iniziano con la “i” sono allineati

L’idea nasce osservando un comune planisfero. Iraq, Iran, India e Indonesia sembrano disporsi lungo una diagonale che attraversa l’Asia da nord-ovest verso sud-est. A quel punto qualcuno ha aggiunto altri Paesi che iniziano con la “i”, come Irlanda, Islanda e Italia, notando che anche questi sembravano inserirsi nella stessa traiettoria.

Il risultato, almeno a colpo d’occhio, appare convincente. Da qui sono nati video, post e discussioni online che sostengono l’esistenza di una sorta di allineamento geografico tra tutti gli Stati il cui nome inizia con la stessa lettera.

A rafforzare questa impressione contribuisce un fenomeno ben noto alla psicologia cognitiva chiamato apofenia, cioè la tendenza del cervello umano a individuare schemi e connessioni anche quando si tratta di semplici coincidenze. È lo stesso meccanismo che porta a riconoscere forme nelle nuvole o figure nelle costellazioni.

È vero che tutti i Paesi che iniziano con la “i” sono allineati?

No. Sebbene alcuni Paesi come Iraq, Iran, India e Indonesia sembrino disposti lungo una stessa direttrice, osservando le coordinate geografiche emerge che non formano alcuna linea precisa.

L’Iraq si trova intorno ai 44° di longitudine est, l’Iran arriva fino a circa 63°, l’India si estende fino a quasi 97° e l’Indonesia occupa un’area enorme che raggiunge i 141° di longitudine est.

Tra l’estremità occidentale dell’Iraq e quella orientale dell’Indonesia ci sono quasi cento gradi di differenza longitudinale, pari a circa un quarto della circonferenza terrestre. Una distanza troppo ampia per parlare di un vero allineamento geografico.

L’impressione che questi Paesi siano disposti lungo una stessa linea nasce anche dal tipo di mappa utilizzata per rappresentare il fenomeno. 

Perché la teoria non funziona

La teoria può sembrare plausibile, ma basta analizzarla più da vicino per accorgersi che presenta diversi punti deboli

A influenzare questa percezione contribuiscono le caratteristiche delle mappe, il modo in cui vengono chiamati i Paesi nelle diverse lingue e la tendenza a considerare solo gli esempi che confermano l’ipotesi iniziale.

Il ruolo della proiezione di Mercatore

Non esiste un planisfero perfettamente fedele alla realtà. Ogni mappa è il risultato di una scelta matematica che trasforma il globo terrestre in una rappresentazione bidimensionale, con inevitabili deformazioni.

La rappresentazione più diffusa del presunto allineamento utilizza la proiezione di Mercatore, un sistema cartografico sviluppato nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardus Mercatore per agevolare la navigazione marittima. 

Questo metodo altera soprattutto le dimensioni delle aree lontane dall’equatore. È il motivo per cui la Groenlandia appare quasi grande quanto l’Africa, quando in realtà il continente africano è circa quattordici volte più esteso.

Su una mappa di questo tipo è più facile percepire diagonali e allineamenti che su un globo terrestre risultano molto meno evidenti. L’impressione che India, Iran, Iraq e Indonesia siano disposti lungo una stessa linea nasce anche da questa distorsione visiva.

La lingua cambia il nome dei Paesi

Un altro problema riguarda la lingua utilizzata. I nomi degli Stati non sono universali e cambiano a seconda del Paese e del sistema di traslitterazione adottato.

Iraq in arabo si scrive «العراق» e può essere traslitterato come Iraq, Irak o Irāq. Iran in persiano si scrive «ایران», mentre per secoli in molte lingue occidentali è stato conosciuto soprattutto come Persia.

Anche l’Indonesia, durante il periodo coloniale olandese, veniva indicata con nomi come «Nederlands-Indië» o «Indische Archipel».

Se si utilizzasse un’altra lingua come riferimento, molti dei Paesi che oggi sembrano confermare la teoria cambierebbero iniziale e l’intero schema perderebbe consistenza.

I Paesi con la “i” che nessuno cita

L’argomento più semplice contro la teoria “tutti i Paesi che iniziano con la i sono allineati sul planisfero” è l’omissione selettiva. Nelle versioni virali vengono quasi sempre citati Iraq, Iran, India, Indonesia, Irlanda, Islanda e Italia, mentre vengono ignorati altri Stati che iniziano con la stessa lettera.

Tra questi ci sono Israele, Isole Marshall, Isole Salomone e Isole Comore.

Le Isole Marshall si trovano nel Pacifico centrale, mentre le Isole Comore sono nell’Oceano Indiano, vicino al Madagascar. Inserendo anche questi Paesi sulla mappa, l’apparente allineamento scompare immediatamente.

La teoria funziona quindi soltanto selezionando in anticipo i casi favorevoli ed escludendo quelli che la contraddicono, un metodo che non può essere considerato una dimostrazione valida.

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