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El Dorado esiste davvero?
Mondo 19 aprile 2025

El Dorado esiste davvero?


El Dorado non è solo un luogo leggendario, ma un simbolo che ha nutrito sogni e ossessioni per secoli.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Un re coperto di polvere d’oro che si immerge in una laguna sacra. Una città perduta nel cuore di una fittissima foresta, interamente costruita con oro e pietre preziose. Un impero nascosto agli antipodi del mondo conosciuto, dove gli uomini vivevano felici, senza denaro e desideri materiali. El Dorado è stato tutto questo, e anche di più, luogo leggendario sinonimo di sogno irraggiungibile, il mito che ha attraversato secoli e continenti, ispirando esploratori, poeti, regine e conquistatori. 

Dalla poesia di Edgar Allan Poe al cinema contemporaneo, da Voltaire a Indiana Jones, El Dorado è entrato nell’immaginario collettivo come simbolo di ricchezza, desiderio e illusione. Ma cosa si nasconde davvero dietro questa leggenda che ancora oggi accende la fantasia di chi cerca l’ignoto? El Dorado esiste, o è esistita davvero? Ripercorriamo il sogno dorato che ha stregato l’umanità.

Dove si trova El Dorado?

Secondo le prime cronache, El Dorado era il nome dato a un uomo, non a un luogo. Un sovrano del popolo Muisca, in Colombia, che per tradizione si cospargeva di polvere d’oro e si tuffava nella laguna di Guatavita durante un rituale sacro. Ma col tempo, l’uomo dorato divenne una città, poi un regno, infine un intero impero nascosto tra le Ande o nella selva amazzonica

Nei secoli sono aumentati gli esploratori a caccia di questa terra del bengodi. C’è chi lo ha cercato lungo il Rio delle Amazzoni, chi tra i rilievi della Guyana, anche nei pressi del lago Parime o tra i popoli dell’Ecuador. Le mappe lo collocavano in luoghi sempre diversi, quindi una geografia mutevole, sospesa tra realtà e desiderio. Ma quindi, El Dorato è mai stato trovato? 

El Dorado esiste davvero?

Gli storici concordano: nessuno ha mai trovato una città ricoperta interamente d’oro. Tuttavia, esiste un fondo di verità nel mito. Infatti, le popolazioni andine come i Muisca avevano sviluppato una raffinata arte orafa, e davvero compivano cerimonie lacustri con offerte auree. 

È altrettanto vero che, spinti dal sogno dell’oro, gli spagnoli esplorarono territori immensi del Sud America, e molte delle città fondate durante la Conquista – come Bogotá – nacquero proprio lungo queste spedizioni. El Dorado, quindi, non è solo un luogo: è una chimera che ha modellato la storia e acceso i sogni di conquiste durante l’epoca coloniale.

Come trovare El Dorado?

Dal 1500 in poi, innumerevoli spedizioni partirono alla ricerca di El Dorado. Gonzalo Jiménez de Quesada, Sebastián de Belalcázar, Nikolaus Federmann: tutti seguirono piste, indizi, racconti frammentari degli indigeni. Alcuni cercavano il paese del Meta, altri la leggendaria Manoa, altri ancora il lago Parime. E quando il mito sembrava spegnersi, si riaccendeva altrove: nella “Città perduta di Z” raccontata da Percy Fawcett nel 1925, nelle ricerche del Paititi nascosto nella giungla peruviana, fino a ricorrere alle ispezioni satellitari nel XXI secolo.

In tutto questo tempo, il mito si è nutrito anche di politica e religione. I banchieri europei finanziarono spedizioni in cambio dei diritti sulle terre conquistate. La Santa Sede – secondo una leggenda – avrebbe tenuto nascosta l’ubicazione di Paititi per timore di un’isteria collettiva. El Dorado è diventato, così, protagonista di romanzi, giochi, film. Voltaire lo trasformò in un mondo senza denaro; per Poe fu la meta irraggiungibile di un cavaliere solitario. Infine, la cultura pop moderna lo ha declinato in tutte le forme: dal rock degli Iron Maiden all’animazione DreamWorks.

Nel frattempo, la caccia al tesoro di El Dorado è stata anche paragonata alla ricerca di Atlantide, Macondo, al Giardino dell’Eden: luoghi impossibili da raggiungere, eppure eternamente ricercati. O forse, sarebbe meglio dire, desiderati. 

Cosa ci insegna oggi la storia di El Dorado

El Dorado è la metafora perfetta dell’ossessione umana per la ricchezza senza denaro, ma anche della ricerca della felicità materiale, o semplicemente di “un buon posto in cui fermarsi”. Una parabola sul desiderio, sulla conquista, ma anche sull’inganno. Ha spinto uomini a perdersi nella giungla, ha nutrito il colonialismo, ma anche permesso di mappare fiumi, fondare città, conoscere culture. 

Oggi, El Dorado non è più una meta geografica, ma un simbolo: il sogno che ci spinge a esplorare le ricchezze del nostro meraviglioso pianeta.

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