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In Grecia si è assistito a un fenomeno tanto drammatico quanto affascinante: il villaggio di Kallio è riemerso dal lago artificiale di Mornos a seguito di una grave siccità.
Evacuato nel 1980, Kallio è comparso per la seconda all’inizio di settembre 2024; l’abbassamento del livello dell’acqua nel lago, causato dalla scarsità di pioggia e neve durante l’inverno e dalle temperature record registrate nei mesi estivi, ha permesso di riscoprire i resti del villaggio.
Il villaggio di Kallio, costituito da circa 80 case, fu evacuato nel 1980 per consentire la costruzione della diga sul fiume Mornos, necessaria per garantire approvvigionamento idrico alla regione dell’Attica, regione in cui si trova Atene.
Il progetto della diga, iniziato nel 1969, fu completato nel 1981, momento in cui il bacino d’acqua coprì definitivamente il villaggio. La prima volta che Kallio riemerse fu nel 1993, anche in quel caso durante un periodo di forte siccità. Come allora, il villaggio è tornato alla luce solo parzialmente: alcune case e la chiesa rimangono infatti ancora sommerse.
Gli eventi del 2024 non rappresentano certo un fenomeno isolato, essendo collegati a effetti globali più ampi del cambiamento climatico. Le temperature in Grecia durante i mesi di giugno e luglio sono state tra le più alte mai registrate.
Secondo il sindaco di Dorida (Comune sul quale sorge il lago), Dimitris Giannopoulos, l’abbassamento del livello dell’acqua del lago di Mornos è senza precedenti. Negli ultimi due anni, il livello dell’acqua nel bacino si è abbassato di 35 metri rispetto alla norma, con una diminuzione della superficie del lago da 16,8 chilometri quadrati a 12 chilometri quadrati.
Questa situazione ha portato a una drastica riduzione dell’acqua disponibile per la popolazione dell’Attica. Per dare un’idea: nel 2022, i quattro laghi che alimentano la regione avevano immagazzinato circa 1,2 miliardi di metri cubi d’acqua; nel 2024, invece, ne sono stati immagazzinati solo 700 milioni di metri cubi.
Per questo motivo, il governo greco ha lanciato un appello alla popolazione, chiedendo di ridurre per quanto possibile gli sprechi d’acqua, e invitando a un uso più responsabile delle risorse.
La diga che ha sommerso Kallio è una delle più grandi dighe a terrapieno d’Europa. Costruita con terra compattata, viene monitorata regolarmente a causa della sua posizione, ubicata in zona sismica.
La costruzione della diga, iniziata nel 1969, fu conclusa dieci anni più tardi; l’opera fu essenziale per l’approvvigionamento idrico di Atene e delle aree circostanti, anche se questo comportò l’inevitabile distruzione del villaggio di Kallio, e costrinse i suoi abitanti a emigrare in altre zone delle Grecia.