Link copiato!
Link copiato!
In Turkmenistan la
Mondo 8 agosto 2025

In Turkmenistan verrà chiusa la “Porta dell’Inferno” che brucia da 50 anni


Nel deserto nero del Turkmenistan arde da 50 anni un cratere in fiamme, frutto di un errore umano e diventato simbolo di un Paese.
author-avatar
Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Se Dante avesse esplorato il deserto del Karakum, forse avrebbe scritto un canto dell’Inferno in più. Qui, sotto le sabbie dal sottosuolo nero e scistoso, si spalanca un cratere che brucia giorno e notte da oltre cinquant’anni, come un enorme fornello a gas perennemente acceso. La voragione sembra così spalancare l’accesso agli abissi, per questo gli abitanti la indicano come “Porta dell’Inferno”, mentre per i geologi è il “cratere di Darvaza”. È una ferita nella terra che arde incessantemente, nata per errore umano e diventata simbolo di un Paese chiuso e misterioso. E che ora, dopo decenni di attività, sembra destinato a terminare la sua esistenza.

Dove si trova il Turkmenistan?

Ex repubblica sovietica, il Turkmenistan è uno dei Paesi col toponimo che finisce in “-stan”, tra i meno accessibili al mondo, con un regime fortemente autoritario e un territorio dominato da distese desertiche, tra cui spicca il Karakum, dove si “spalanca” la Porta dell’Inferno. Si trova nell’Asia centrale, affacciato sul Mar Caspio e confinante con Iran, Afghanistan, Uzbekistan e Kazakistan. La capitale è Ashgabat, la città bianca con più marmo al mondo, forgiata da architetture monumentali e surreali, distante circa 260 chilometri dal cratere. 

Per cosa è famoso il Turkmenistan?

Oltre al gas naturale, di cui possiede riserve tra le più vaste del pianeta, il Paese dei Turcomanni è noto per la sua chiusura politica, le strade lucide, le architetture neoclassiche della capitale e il culto della personalità dei suoi leader. 

Il Turkmenistan è lontano dalle rotte turistiche, tanto che a catturare l’immaginario globale è proprio quel cratere che brucia senza sosta nel deserto: una meraviglia tanto spettacolare quanto inquietante, divenuta simbolo di un Paese contraddittorio.

Dove si trova la cosiddetta porta dell’Inferno?

Il cratere si apre nel deserto del Karakum, a pochi chilometri dal villaggio di Derweze, toponimo che in turkmeno significa “porta“. L’area è remota, scarsamente abitata, e popolata da comunità seminomadi. Intorno, solo sabbia, vento e un silenzio che rende ancor più irreale la presenza costante del fuoco. 

Come si è formata 

La storia inizia nel 1971, quando un gruppo di geologi sovietici stava esplorando la zona alla ricerca di petrolio. Durante le perforazioni, il terreno cedette: la piattaforma precipitò in una caverna sotterranea colma di gas naturale. Preoccupati per il rilascio di metano, i tecnici decisero di incendiarlo, convinti che le fiamme si sarebbero esaurite in pochi giorni. Invece, sono passati più di cinquant’anni e il cratere continua a bruciare

Altre versioni suggeriscono che l’incendio sia scoppiato accidentalmente, forse per una scintilla. Quale che sia la verità, da allora il fuoco non si è mai spento. 

Com’è la Porta dell’Inferno

Larga 70 metri e profonda 30, la Porta dell’Inferno sembra un enorme occhio ardente. Di giorno può apparire come una depressione polverosa nel terreno, ma al tramonto si trasforma, il calore si fa intenso, l’odore di gas riempie l’aria densa e sulfurea, migliaia di fiammelle guizzano dal fondo come fiammelle danzanti. Il bagliore è visibile persino da chilometri: un paesaggio fuori dal tempo, che evoca più l’immaginario dell’oltretomba popolata di anime dannate, che la geologia terrestre. Si capisce perché esploratori e turisti abbiano iniziato a chiamarla così.

Perché la Porta dell’Inferno brucia da 50 anni

Il cratere è alimentato da un giacimento sotterraneo ricco di metano. Inizialmente si pensava che il gas si sarebbe esaurito in pochi giorni, ma la riserva sembra tutt’altro che finita. Il metano, se disperso in atmosfera, ha un impatto ambientale molto più alto dell’anidride carbonica. Per questo alcuni scienziati ritengono che, paradossalmente, sia preferibile che continui a bruciare: le fiamme trasformano il metano in CO e vapore acqueo, molto meno dannosi per il clima globale

L’annuncio dello spegnimento del cratere

Il governo turkmeno ha più volte annunciato l’intenzione di chiudere il cratere, senza però mai intervenire in modo risolutivo. L’ordine di spegnimento risale addirittura al 2022, da parte del leader del Paese Gurbanguly Berdymukhamedov, ma per anni è rimasto solo su carta.

Ora le cose sono cambiate. Le autorità hanno deciso di spegnere quello che resta delle fiamme emesse dal cratere gassoso Darvaza per porre fine all’emissione di enormi quantità di metano nell’atmosfera

Si può visitare?

Fino ad ora, prima dell’annuncio dello spegnimento, il cratere è stato visitabile tutto l’anno, per molti è un’esperienza memorabile, ma i mesi ideali sono quelli freschi, da ottobre ad aprile. I tour partono da Aşgabat e impiegano circa 3-4 ore di viaggio nel deserto per raggiungere Darvaza. 

Il momento migliore per visitare il cratere è al tramonto, quando la luce calda del sole si mescola alle fiamme, così la “Porta dell’Inferno” si accende di un bagliore spettacolare. Gli esperti raccomandano estrema prudenza, poiché i bordi della voragine sono instabili e i gas possono essere intensi.

Di giorno, invece si possono esplorare altri crateri vicini, tra cui uno pieno d’acqua turchese e un altro di fango, entrambi nati da dinamiche simili. 

È possibile pernottare nei campi di yurte nelle vicinanze, per vivere l’esperienza totale e dormire sotto il cielo stellato del Karakum.

Dove si trovano le altre porte dell’Inferno?

Il cratere di Darvaza è l’unica porta che davvero brucia, giorno e notte, nel silenzio del deserto, ma non è l’unico luogo al mondo associato all’immaginario dell’Inferno. Ci sono altre località sospese tra leggenda e realtà, che come Darvaza ci ricordano quanto sia sottile il confine tra la terra e l’ignoto. Ecco i più noti:

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it