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mumbai
Mondo 17 ottobre 2022

La casa privata più costosa al mondo si chiama Antilia ed è in India


Un palazzo di 27 piani con eliporto, centro benessere, stanza della neve, tempio, cinema e molto altro ospita la famiglia di un miliardario indiano.
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Sofia Barbetta

Giornalista, ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Antilia, la casa privata più grande e costosa al mondo, potrebbe essere descritta come un moderno palazzo di maharaja, il titolo che veniva dato ai principi dell’India.

È infatti proprio in questa nazione, e più precisamente a Mumbai, che si trova la straordinaria architettura di Antilia, un palazzo residenziale abitato dal 2012 dalla famiglia del milionario indiano Mukesh Ambani.

Il palazzo

Il palazzo si articola per 27 piani, è alto 173 metri e copre un’area di più di 37.000 metri quadrati.

All’interno del complesso si trovano ben tre eliporti, un garage dove è possibile parcheggiare addirittura 168 auto, un cinema privato da 50 posti, un tempio dove raccogliersi in preghiera, un centro benessere dove dedicarsi alla cura del corpo, una piscina, una sala da ballo per feste con gli amici e addirittura una stanza della neve!

Per spostarsi al suo interno la famiglia e gli ospiti si avvalgono di nove velocissimi ascensori che li trasportano da un piano all’altro.

Per il progetto, realizzato dagli studi statunitensi Perkins & Will e  Hirsch Bedner Associates, gli architetti si sono ispirati al sole e al fiore di loto. Il cui costo di realizzazione dell’opera si aggira fra uno e due miliardi di dollari.



L’origine del nome

Una residenza da sogno come questa non poteva che avere un nome da sogno. Antilia è stata chiamata così per richiamare alla mente la leggenda dell’omonima isola dove fuggirono sette vescovi spagnoli a seguito dell‘invasione della Spagna da parte dei Mori (tra il 711 e il 718, nella cosiddetta Epoca d’oro islamica).

Su questa terra i fuggitivi avrebbero fondato ciascuno la sua città, tanto che Antilia veniva anche chiamata Isola delle Sette Città. Un’altra leggenda vuole invece i portoghesi come protagonisti: dopo la sconfitta subita da re Roderico sempre per mano degli arabi, l’arcivescovo di Porto e sei dei suoi vescovi sarebbero fuggiti ad Antilia fondando ognuno la propria città: Aira, Anhuib, Ansalli, Ansesseli, Ansodi, Ansolli e Con. Si dice che l’isola di Antilia possa essere identificata oggi con l’Isola di São Miguel, la maggiore delle Azzorre.

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