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Locorotondo
Mondo 9 giugno 2026

Le più belle città bianche del mondo da visitare una volta nella vita


Dai “Pueblos Blancos” di Spagna alla Norvegia, passando per l'Italia fino al marmo accecante del Turkmenistan: una raccolta delle più belle città bianche del mondo.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Un colpo d’occhio che toglie il fiato, quasi un miraggio che si accende all’improvviso dietro una curva o vicino al deserto. Il bianco, dopotutto, ha le sue sfumature: non è una scelta casuale, ma un vestito leggero che interi borghi e città nel mondo hanno deciso di indossare per proteggersi dal sole, per isolarsi o, semplicemente, per brillare di più. Una tonalità che unisce latitudini opposte, trasformando la pietra e il legno in materiali eterni. 

Dai vicoli assiepati del Mediterraneo fino ai quartieri silenziosi del Nord Europa, riscopriamo il fascino di un’architettura senza tempo, dove la luce è la vera protagonista del paesaggio. Viaggiamo insieme nelle più belle città bianche del mondo da visitare una volta nella vita.

Dove si trovano le città bianche in Italia

In Italia, il fenomeno delle città bianche si sviluppa soprattutto sui fianchi dolci o ruvidi del Mezzogiorno, e sui costoni di roccia che si tuffano in mare. Il candore dei vicoli si staglia contro l’azzurro del cielo, o incornicia terrazzamenti e distese di paglia e fieno, regalando un’immediata atmosfera di vacanza e benessere.

La Puglia è la regione simbolo di questa tradizione. Alcune sono località ribattezzate “città bianca”, quali:

Altri esempi in Italia

Il resto d’Italia vanta esempi di grande fascino:

Marettimo
Marettimo

Le città bianche nel resto del mondo

Per molte città mediterranee il bianco è come una seconda pelle. Ma allargando l’orizzonte, si può fare il giro del mondo per scoprire città bianche passando anche dal Nord Europa:

Santorini
Santorini

E ancora:

Sidi Bou Said
Sidi Bou Said

Perché alcune città nel mondo sono bianche

In alcune aree torride del pianeta, le mura bianche delle città servono a riflettere i raggi solari e a trattenere il fresco. Nel Medioevo, però, la calce era considerata una cura: un potente antibatterico naturale usato per disinfettare i vicoli e frenare la peste, come testimoniano le ordinanze storiche di Ostuni. Una barriera chimica che funzionava anche in chiave militare, dato che il riverbero accecante del sole sulla pietra metteva in crisi i pirati pronti all’assalto, rendendo difficili gli sbarchi.

Nate da necessità contadine o emergenze mediche, oggi queste tonalità che rivestono molte città storiche si sono trasformate nel passaporto turistico di interi territori, cambiando significato a seconda della latitudine. Così si passa dal bianco calce del Mezzogiorno al legno candido delle casette del Nord Europa, fino alle scelte di pura propaganda politica, come ad Ashgabat, dove il marmo di Carrara è stato usato per mostrare al mondo la ricchezza del gas naturale. Tanti modi diversi per indossare lo stesso colore, unendo sotto un’unica tinta storie straordinarie di adattamento e ingegno umano.

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