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vulcano di fango
Mondo 28 febbraio 2025

Nel Mar Caspio c’è un’isola “fantasma” che appare e scompare


Tra il 2023 e il 2024, un’isola è apparsa nel Mar Caspio e poi è scomparsa. Si tratta di un fenomeno legato ai vulcani di fango che i satelliti NASA stanno monitorando.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nel Mar Caspio, tra il 2023 e il 2024, si è verificato un evento decisamente curioso: un’isola è emersa per poi scomparire. Si tratta di un fenomeno affascinante che ha attirato l’attenzione degli scienziati di tutto il mondo e che deve la sua origine ai vulcani di fango, peculiari strutture geologiche presenti in Azerbaigian.

La nascita dell’isola fantasma

All’inizio del 2023, i satelliti Landsat 8 e 9 della NASA hanno documentato l’emersione di un’isola nel Mar Caspio, a circa 25 chilometri dalla costa orientale dell’Azerbaigian. Questa formazione, denominata Chigil Deniz, è apparsa in seguito all’eruzione del vulcano di fango Kumani Bank; l’isola ha poi raggiunto una larghezza di circa 400 metri tra il 30 gennaio e il 4 febbraio 2023.

I vulcani di fango: artefici di isole effimere

I vulcani di fango sono strutture geologiche che eruttano miscele di fango, sedimenti e gas anziché lava. Si trovano spesso in aree con intensa attività tettonica, dove la pressione sotterranea spinge materiali verso la superficie. L’Azerbaigian, situato nella zona di convergenza tra le placche tettoniche araba ed eurasiatica, ospita oltre 300 vulcani di fango, molti dei quali sulla terraferma.

La breve esistenza dell’isola

Nonostante la rapida formazione, l’isola Chigil Deniz ha avuto un’esistenza piuttosto breve. Entro la fine del 2024, l’isola era quasi completamente erosa dalle onde e dalle correnti marine, lasciando solo una piccola porzione del vulcano visibile sopra la superficie dell’acqua. Questo comportamento transitorio non è insolito per le isole formate da vulcani di fango nella regione.

Ad esempio, l’eruzione del Kumani Bank nel 1861 creò un’isola di 87 metri di diametro e 3,5 metri di altezza, che scomparve nel giro di un anno. L’eruzione più potente, avvenuta nel 1950, generò invece un’isola larga 700 metri e alta 6 metri.

L’importanza delle osservazioni satellitari

Le immagini catturate dai satelliti Landsat 8 e 9 si sono rivelate cruciali per monitorare la formazione e l’erosione dell’isola Chigil Deniz. Queste osservazioni hanno consentito agli scienziati di approfondire la conoscenza della dinamica dei vulcani di fango e delle isole transitorie nel Mar Caspio, offrendo preziosi dati sulla geologia e sull’attività tettonica della regione.

Un fenomeno globale con implicazioni “extraterrestri”

I vulcani di fango non sono una peculiarità esclusiva dell’Azerbaigian; se ne trovano in diverse parti del mondo, inclusa l’Italia, con esempi noti in Sicilia e in Emilia-Romagna. Queste strutture rappresentano una finestra unica sui processi geologici che modellano la superficie terrestre. Inoltre, alcuni scienziati ipotizzano che fenomeni simili possano esistere su altri pianeti, come Marte, dove formazioni analoghe potrebbero suggerire la presenza passata di acqua e attività geologica.

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