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Quali sono le città imperiali del Marocco?
Mondo 28 settembre 2025

Quali sono le città imperiali del Marocco?


Quali sono le città imperiali del Marocco? Ecco la loro storia, i luoghi da vedere e i consigli per visitarle in un unico viaggio.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Quando si parla di Marocco, le “città imperiali” indicano i quattro centri che, in epoche diverse, hanno ricoperto il ruolo di capitale delle grandi dinastie del Paese. Fès, Marrakech, Meknès e Rabat hanno ospitato il trono reale, diventando per secoli il fulcro politico, religioso e culturale del regno. Ancora oggi le loro medine, i palazzi, le moschee e le madrase raccontano l’epoca d’oro in cui queste città erano il cuore pulsante della vita amministrativa e artistica marocchina.

La storia delle città imperiali

La storia delle città imperiali del Marocco è un susseguirsi di capitali che, in epoche diverse, hanno incarnato il potere del regno. Il percorso inizia con Fès, fondata nell’VIII secolo d.C. dalla dinastia idriside e presto divenuta centro religioso e intellettuale. Con l’ascesa degli Almoravidi e poi degli Almohadi, il potere politico si spostò a sud, a Marrakech. 

Nel XVII secolo d.C. il sultano Moulay Ismail scelse Meknès come capitale del suo regno, trasformandola in una reggia monumentale ispirata ai fasti di Versailles. Infine, nel XX secolo d.C., Rabat fu designata capitale da Mohammed V e, dopo l’indipendenza del 1956, divenne la sede amministrativa e politica del Paese, chiudendo idealmente il ciclo delle città imperiali.

Le quattro città imperiali del Marocco

Fès, capitale spirituale e intellettuale del Marocco

Fondata nel 789, Fès è considerata la culla della cultura marocchina. La sua medina, Fès el-Bali, è un labirinto di vicoli dichiarato Patrimonio UNESCO e ospita la moschea-università di al-Qarawiyyin, uno dei più antichi istituti di istruzione al mondo. I souk di Fès sono tra i più autentici del Paese, con botteghe di artigiani che lavorano cuoio, tessuti e ceramiche. I visitatori possono esplorare le famose concerie di Chouara, ammirare le porte monumentali come Bab Boujloud e immergersi in un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo.

Fès
Concerie nel centro storico di Fès

Marrakech, la città rossa 

Marrakech deve il soprannome di “città rossa” ai suoi edifici in pisé che al tramonto assumono tonalità calde. Fondata nel 1070 dagli Almoravidi, è oggi una delle mete più visitate del Marocco. La piazza Jemaa el-Fna è il centro nevralgico, animata da mercanti, cantastorie e musicisti, soprattutto al calare del sole. La medina ospita tesori come la Moschea Koutoubia, il Palazzo Bahia e le Tombe Saadiane, mentre i giardini Majorelle offrono un’oasi di pace. Marrakech è anche un hub per escursioni nel deserto e verso l’Atlante.

Piazza Jamaa El Fna  a Marrakech
Piazza Jamaa El Fna a Marrakech

Meknès, la Versailles del Marocco

Meknès divenne capitale nel XVII secolo, quando il sultano Moulay Ismail la scelse come sede del suo regno. La città fu completamente trasformata con la costruzione di mura monumentali, granai, stalle e palazzi che le valsero il soprannome di “Versailles del Marocco”. Tra i siti più iconici vi sono la maestosa porta Bab Mansour, considerata una delle più belle del Marocco, il Mausoleo di Moulay Ismail e l’antico granaio reale Heri es-Souani. Meknès, pur meno affollata di Marrakech, conserva un fascino autentico e rilassato.

Bab Mansour a Meknes
Bab Mansour a Meknes

Rabat, la capitale moderna che guarda all’oceano

Rabat, affacciata sull’Atlantico, è la capitale attuale e una delle città più ordinate del Paese. Il suo centro storico custodisce la Kasbah degli Oudaya, una cittadella fortificata con case imbiancate e viste spettacolari sull’oceano. La Torre Hassan, minareto incompiuto del XII secolo, e il Mausoleo di Mohammed V sono tra i monumenti più importanti. A differenza delle altre città imperiali, Rabat unisce il fascino del passato a un’urbanistica moderna, con viali alberati, edifici istituzionali e un’atmosfera cosmopolita.

Hassan Tower a Rabat
Hassan Tower a Rabat

Patrimonio UNESCO e valore culturale delle città imperiali

Il riconoscimento UNESCO delle città imperiali testimonia l’importanza del loro patrimonio. Le medine di Fès, Marrakech e Meknès sono state inserite nella lista del Patrimonio Mondiale per la loro straordinaria architettura islamica e per l’assetto urbanistico medievale perfettamente conservato. Anche Rabat, grazie al suo equilibrio tra quartieri storici e pianificazione moderna, nel 2012 è stata iscritta nella lista. Insieme, queste città raccontano oltre mille anni di storia e rappresentano un pilastro dell’identità culturale marocchina.

Quando visitare le città imperiali

Il periodo migliore per visitare le città imperiali è la primavera (marzo-maggio) o l’autunno (settembre-novembre), quando le temperature sono miti e le giornate soleggiate. L’estate può essere molto calda, soprattutto a Marrakech e Meknès, con punte che superano i 40°C. L’inverno, invece, è fresco ma ideale per chi preferisce città meno affollate e atmosfere più tranquille.

Come organizzare un tour tra le quattro città imperiali

Un itinerario completo tra le città imperiali richiede almeno 7-10 giorni. Molti viaggiatori partono da Casablanca o Rabat, proseguendo verso Meknès e Fès e concludendo a Marrakech. È possibile spostarsi in treno grazie alla rete ferroviaria nazionale ONCF, che collega tutte le città tranne Meknès, raggiungibile comunque in poco tempo. Per un’esperienza più confortevole, molti tour operator organizzano viaggi guidati con trasporto privato e guide locali.

Curiosità e tradizioni da scoprire nelle città imperiali

Ogni città imperiale custodisce tradizioni uniche: a Fès è celebre la produzione di ceramiche blu e bianche, a Marrakech si assiste ai racconti dei cantastorie di Jemaa el-Fna, a Meknès si celebrano ancora le feste religiose legate al culto di Moulay Ismail, mentre Rabat ospita eventi culturali come il Mawazine, uno dei festival musicali più importanti del mondo arabo. Scoprire queste usanze significa entrare nel cuore pulsante del Marocco e comprenderne l’anima.

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