Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
Dalle piazze nordiche ai boulevard mediterranei, alcune città europee stanno diventando i punti di riferimento della Generazione Z. Oggi, gli Zoomer cercano città inclusive, sostenibili, sicure, iperconnesse nel mondo globale ma instabile.
Per i nati tra la fine degli anni Novanta e i primi del Duemila contano spazi verdi, case flessibili e reti digitali veloci. Per individuare le città più adatte alla Generazione Z, l’ultima classifica di Time Out ha raccolto le opinioni di 18.500 residenti nel mondo, filtrandole le risposte di chi appartiene a questa categoria, e le ha messe a confronto con le valutazioni di un team di esperti.
Scopriamo quali sono le migliori città europee per la Gen Z e quali caratteristiche rendono una metropoli adatta alle loro priorità.
Gli Zoomer vivono in un mondo iperconnesso, ma non sono disposti a essere confinati a semplici “nativi digitali”. Tra i valori fondamentali rintracciati da ricerche della SDA Bocconi e di altri centri: semplicità, stabilità, socialità e sostenibilità.
Dunque, la Gen Z è alla ricerca di tecnologie che semplifichino la vita, routine che diano maggiore sicurezza, relazioni da coltivare insieme e città attente all’ambiente.
Queste priorità si intrecciano con altri tratti distintivi:
Nonostante questa energia, la Gen Z affronta precarietà economica e ansia per il futuro. Tutto ciò si riflette nelle scelte di abitare e nelle città che sentono più vicine. Alcune di queste si trovano nel Vecchio Continente.
Nelle classifica di Time Out svettano città che hanno saputo adattarsi ai nuovi stili di vita. Non contano solo musei e università, ma inclusività, percorribilità a piedi, nightlife e servizi digitali. Ecco quali sono le città europee a misura Zoomer:
Sono città capaci di combinare intrattenimento, digitalizzazione e sostenibilità: elementi che definiscono la qualità di vita per chi ha meno di trent’anni.
Ecco quali sono le migliori città al mondo per la Gen Z secondo Time Out:
Nessuna città italiana compare nelle prime venti posizioni globali. La sfida, dunque, è cercare di trasformare i suoi centri storici in città autenticamente a misura di Gen Z: inclusive, sostenibili e connesse al futuro.