Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
l dibattito sui rischi del turismo di massa si sta allargando oltreconfine: da Venezia al caos in Puglia, ora la bolla sta scoppiando anche in una piccola e fragile perla greca come Santorini.
L’isola, famosa per le casette bianche dalle cupole blu e i pittoreschi panorami turchesi sul Mar Egeo, sta facendo i conti con un drammatico sovraffollamento turistico senza precedenti (non senza critiche da parte dei turisti).
La popolarità dell’isola, spinta da un’esposizione massiva su Instagram, ha portato a un aumento vertiginoso dei visitatori, sollevando preoccupazioni per l’impatto ambientale e sociale.
Intanto, si sta discutendo su possibili soluzioni, compresa quella del numero chiuso. Cerchiamo di capire cosa sta accadendo.
L’isola è diventata un’attrazione imprescindibile per gli appassionati di selfie e fotografie. Tuttavia, il fascino fotogenico di Santorini ha attirato una tale quantità di turisti che alcune aree, come il villaggio di Oia, sono ormai sature.
Le code per scattare un’immagine davanti alle chiese o a picco sul mare sono lunghe, e i turisti sembrano disposti a pagare cifre esorbitanti per ritagliarsi anche un angolino di Santorini da immortalare e condividere sulle reti sociali.
Questa affluenza ha costretto le autorità locali a limitare già il numero di navi da crociera che possono attraccare sull’isola. Ma Santorini può definirsi un caso di overtourism?
“Overtourism” è una terminologia inglese che si può tradurre con “sovraffollamento turistico”. L’Organizzazione Mondiale del Turismo riconosce l’impatto negativo che l’overtourism può innescare sui seguenti aspetti della vita sociale, dell’economia e dell’ambiente:
Esempi di overtourism si possono trovare in località come Venezia (dove è stato introdotto un ticket d’ingresso), Barcellona, Gallipoli e in altri siti esplosi di recente, dove l’afflusso turistico ha reso la vita difficile ai residenti, con aumenti sproporzionati del costo della vita e fughe della popolazione locale esasperata.
Vediamo in cifre, cosa sta accadendo sull’isola vulcanica della Caldera di Santorini.
Nel 2023 Santorini ha accolto 3,4 milioni di turisti a fronte di una popolazione locale che conta appena 15.500 abitanti. Una enormità, se si pensa che in tutta la Grecia le presenze turistiche hanno superato oltre 30 milioni (un decimo solo a Santorini!).
Ora è talmente popolare nel mondo, da non essere sfuggita alle “imitazioni”, come è avvenuto in una città cinese.
Vanno considerati anche gli squilibri nella regolarità dei flussi turistici, infatti in un solo giorno può capitare che sbarchino sull’isola dai 20.000 ai 25.000 crocieristi, mentre il giorno dopo anche qualche decina.
Inoltre, il flusso incontrollato e incostante sta mettendo a dura prova anche la tenuta delle infrastrutture, l’ambiente e le biodiversità dell’isola, con animali spaventati dall’improvvisa “invasione”.
Davanti a questi numeri fuori controllo, quali potrebbero essere le soluzioni?
Nikos Zorzos, sindaco di Santorini, ha espresso la necessità di porre dei limiti per evitare ulteriori danni all’isola. Dunque, le autorità locali stanno già considerando l’introduzione di un numero chiuso per i turisti. Infatti, dal 2025 dovrebbe essere imposto un limite costante di 8.000 crocieristi al giorno.
Anche la ministra del Turismo, Olga Kefaloyanni, ha riconosciuto la necessità di proteggere isole come Santorini stabilendo delle quote per limitare l’arrivo simultaneo di navi da crociera.
Antonis Pagonis, presidente dell’associazione degli albergatori dell’isola, punta su una migliore e più sostenibile organizzazione dei flussi turistici. Il dibattito resta aperto.
“Rispetto. È la vostra vacanza ma è anche casa nostra!”, cartelli con scritte come queste sono sempre più frequenti sull’isola, dove i pochi residenti rimasti sono esasperati.
Dunque, innanzitutto, si può ricominciare da una maggiore consapevolezza da parte dei turisti e a una destagiolizzazione più sostenibile del settore turistico. Ad esempio, il periodo migliore per visitare Santorini è la primavera, da aprile a inizio giugno, o l’inizio dell’autunno, in particolare settembre e inizio ottobre. In questi mesi, le temperature sono ancora piacevoli.
Altre misure, come quella adottata a Copenhagen che premia i turisti più sostenibili, potrebbero ispirare verso nuove e più soostenibili forme di economia turistica.