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Mondo 18 agosto 2026

Storia e curiosità sul Cristo Redentore a Rio de Janeiro


Il Cristo Redentore domina Rio da quasi un secolo: storia, misure, simboli e curiosità sulla grande icona del Corcovado.
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Ludovica Russotti

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Con le braccia aperte sulla baia di Guanabara, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro è una delle immagini più riconoscibili del Brasile e dell’intera America Latina. La statua domina la città dalla cima del Corcovado, all’interno del Parco nazionale della Tijuca, e unisce fede religiosa, ingegneria, paesaggio e identità nazionale.

La sua forza simbolica dipende anche dal dialogo con la geografia urbana: la montagna, la foresta atlantica, l’oceano e i quartieri di Rio formano una scenografia naturale che ha trasformato il monumento in un’icona universale.

Dove si trova il Cristo Redentore

Il monumento sorge sulla vetta del Corcovado, rilievo granitico alto circa 710 metri, in Brasile. Il nome, in portoghese, richiama una schiena curva o una gobba, in riferimento alla forma della montagna. La posizione fu scelta per la sua eccezionale visibilità: dalla sommità lo sguardo raggiunge la baia di Guanabara, il Pan di Zucchero, la laguna Rodrigo de Freitas, Copacabana, Ipanema e una parte consistente del tessuto urbano.

La collocazione nella foresta di Tijuca rende il monumento parte integrante del paesaggio. Il Cristo non appare soltanto come una statua posta in alto, ma come il punto culminante dell’incontro fra natura, città e oceano che caratterizza Rio de Janeiro.

L’idea di costruire una statua sul Corcovado

L’idea di erigere un monumento cristiano sul Corcovado risale alla metà del XIX secolo. Il sacerdote francese Pierre-Marie Boss propose una grande statua religiosa e cercò l’appoggio della principessa Isabella, figlia dell’imperatore Pedro II. Il progetto non venne realizzato e perse ulteriore impulso dopo la proclamazione della Repubblica, nel 1889, quando il Brasile sancì la separazione tra Stato e Chiesa.

L’iniziativa tornò d’attualità negli anni Venti del Novecento, in prossimità del centenario dell’indipendenza brasiliana. Ambienti cattolici promossero una raccolta fondi sostenuta soprattutto da donazioni private. La prima pietra fu posta nel 1922, ma progettazione e costruzione richiesero quasi un decennio. Il monumento fu inaugurato il 12 ottobre 1931, giorno della festa di Nostra Signora di Aparecida, patrona del Brasile.

La realizzazione fu il risultato di un lavoro collettivo. La direzione del progetto venne affidata all’ingegnere brasiliano Heitor da Silva Costa, mentre l’artista Carlos Oswald contribuì alla definizione della figura con le braccia distese. Lo scultore franco-polacco Paul Landowski elaborò a Parigi i modelli dell’opera; il volto è generalmente attribuito allo scultore romeno Gheorghe Leonida. L’ingegnere francese Albert Caquot collaborò agli aspetti strutturali.

Il progetto iniziale prevedeva un Cristo con una croce in una mano e un globo nell’altra. La soluzione, soprannominata “Cristo con il pallone”, venne abbandonata a favore di una forma più essenziale. Le braccia aperte trasformano l’intero corpo in una croce e comunicano contemporaneamente accoglienza, protezione e benedizione.

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Quanto è alto il Cristo Redentore

La statua è alta 30 metri, ai quali si aggiungono gli 8 metri del basamento, per un’altezza complessiva di 38 metri. L’apertura delle braccia misura circa 28 metri. La struttura interna è in cemento armato, una scelta moderna e adatta a sostenere un’opera esposta a vento, pioggia e forti sollecitazioni atmosferiche.

L’esterno è rivestito da migliaia di tessere triangolari di pietra saponaria, materiale resistente e facilmente lavorabile. La superficie chiara e leggermente irregolare riflette la luce in modo variabile durante la giornata. La costruzione fu particolarmente complessa perché uomini, strumenti e materiali dovevano essere trasportati fino alla sommità del Corcovado.

Curiosità nella struttura della statua

Una delle particolarità meno note è il cuore scolpito sul petto, alto circa 1,30 metri e leggermente sporgente. L’interno della statua non è visitabile dal pubblico, ma comprende spazi tecnici, scale e passaggi utilizzati durante gli interventi di manutenzione.

Anche il rivestimento conserva una curiosità significativa: molte tessere di pietra saponaria furono applicate su supporti di tessuto da donne volontarie, che scrissero sul retro nomi, messaggi e dediche. Invisibili dall’esterno, queste iscrizioni costituiscono una sorta di memoria privata incorporata nel monumento.

La posizione espone inoltre la statua a frequenti fulmini. Parafulmini, controlli e restauri periodici sono quindi indispensabili; mani, dita e testa rientrano tra le parti maggiormente vulnerabili agli agenti atmosferici.

Il Cristo Redentore è una delle meraviglie moderne

Nel 2007 il monumento è stato incluso tra le Nuove sette meraviglie del mondo al termine di una votazione internazionale. Il riconoscimento ha rafforzato una fama già consolidata, ma non va confuso con la tutela UNESCO. Dal 2012 il Corcovado e il Cristo rientrano infatti nel sito dedicato ai paesaggi carioca tra la montagna e il mare.

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