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Tutti i luoghi del mondo in cui è
Mondo 30 novembre 2024

Tutti i luoghi del mondo in cui è “vietato morire”


Dai cimiteri pieni alle tradizioni sacre, queste storie curiose rivelano come la vita e la morte possano intrecciarsi con leggi e provocazioni fuori dal comune.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Ci sono luoghi nel mondo che sfidano l’immaginazione, dove la morte non è solo temuta o scongiurata con gli antichi rituali, ma persino proibita. Sono posti in cui è vietato morire, o persino nascervi. Non ci sono sempre delle leggi scritte da osservare, ma si tratta perlopiù di atti simbolici o sacrali. Oppure, molto banalmente il divieto si impone a causa della carenza cronica di loculi cimiteriali. Non mancano casi curiosi, come quello di Longyearbyen, nelle isole norvegesi delle Svalbard, dove non è possibile essere sepolti a causa del permafrost. 

In questo elenco bizzarro per diverso tempo è apparso anche un borgo italiano, dove il “divieto di morire” è stato utilizzato come strumento per promuovere uno stile di vita sano. Scopriamo in quali città il passaggio a miglior vita può diventare un problema… burocratico.

Perché in alcuni luoghi è “vietato morire”?

Sono almeno una decina i luoghi nel mondo in cui la morte è tecnicamente “fuori legge”. Il divieto, non sempre scritto o imposto, nasce da svariate motivazioni, che spaziano dal pratico, al simbolico. Spesso, questo divieto amministrativo vige per questioni legate alle tradizioni, pratiche religiose e problemi pratici. Le cause possono essere le seguenti:

Dove è vietato morire?

Ciascuno di questi posti ha una storia particolare, che intreccia tradizione, necessità pratica o provocazione politica. Dall’antica Grecia al Giappone, passando per la Norvegia e l’Italia, le motivazioni che hanno portato a tali divieti spaziano dalla sacralità dei luoghi alla mancanza di spazio nei cimiteri. Di seguito, un viaggio tra i luoghi dove in passato si rischiava di “andare nell’aldilà” con una multa, o dove, ancora oggi, diventa complicato essere sepolti:

Isola di Delos, Grecia

Da oltre 2500 anni, morire e nascere sull’isola sacra di Delos è vietato per preservare la purezza del luogo, che è considerato un simbolo della religione e della cultura greca. Già in antichità, le donne incinte e i malati terminali venivano trasferiti sulla vicina isola di Renea per garantire che Delos rimanesse incontaminata.

Isola di Itsukushima (Miyajima), Giappone

In questo luogo sacro per chi professa lo Shintoismo, è vietato nascere e morire dal 1878, per evitare l’inquinamento spirituale dell’isola. Gli abitanti anziani o gravemente malati vengono trasferiti sulla terraferma, e sull’isola non esistono cimiteri, né reparti ospedalieri.

Longyearbyen, Norvegia

Questa città delle Isole Svalbard è il centro abitato più a nord del mondo. Qui freddo perenne impedisce la decomposizione dei corpi. Dopo che la pandemia di influenza spagnola a inizio Novecento lasciò virus “intatti” nei cadaveri, le autorità vietarono la sepoltura. Anche le donne incinte devono lasciare la città prima del parto.

Lanjarón, Spagna

Nel 1999 il sindaco di questo villaggio andaluso impose il divieto di morire per protestare contro l’assenza di un cimitero adeguato. La legge voleva spingere il governo centrale ad agire, dato che i vecchi cimiteri erano ormai pieni.

Le Lavandou, Francia

Qui il divieto di morte è stato introdotto nel 2000 per aggirare il veto sulla costruzione di un nuovo cimitero, che avrebbe deturpato il paesaggio.

Biritiba Mirim, Brasile

In questo villaggio agricolo vicino a San Paolo, il terreno non permette la cremazione né l’ampliamento del cimitero. Dal 2005, la legge “impone” ai cittadini di mantenersi in salute per evitare di “infrangere” il divieto di morire. Biritiba è anche un importante centro agricolo, da cui proviene gran parte della frutta e della verdura consumata a San Paolo. 

Cugnaux, Francia

Anche qui, la necessità è dovuta alla mancanza di spazi per ospitare i cari defunti nei cimiteri locali. Dopo l’introduzione del divieto nel 2007, il governo cedette e autorizzò la costruzione di un nuovo cimitero.

Sarpourenx, Francia

Questo pittoresco villaggio di qualche centinaio di abitanti proibì la morte nel 2008, quando un tribunale bloccò l’ampliamento del cimitero. Il sindaco minacciò multe per chi avesse osato morire.

Dove è vietato morire in Italia?

Divieti “simbolici” o provocatori sono stati annunciati in passato anche in due borghi italiani che oggi vale la pena visitare, senza il timore di presentarsi nell’aldilà con una multa:

Falciano del Massico, Italia

Dal 2012, gli abitanti di questo comune in provincia di Caserta non possono morire per decreto. Il motivo? Il cimitero locale appartiene al comune limitrofo di Carinola ed è ormai saturo. L’ordinanza del sindaco è stata definita “provocatoria”, per sottolineare l’urgenza di trovare una soluzione. Nel 2021 la giunta comunale ha deliberato la costruzione del nuovo cimitero.

Sellia, Italia

Questo piccolo borgo calabrese ha vietato la morte (e la malattia) per incoraggiare i cittadini a prendersi cura della propria salute. Un’iniziativa simbolica, che prevedeva una multa di 10 euro ai “trasgressori morenti”. Ma anche pratica, infatti il 60% dei residenti ha più di 65 anni, e il paese è in costante declino demografico. Nel 2015 l’iniziativa del sindaco ebbe risonanza internazionale, facendo eco negli Stati Uniti. La notizia attraversò l’oceano, attirando persino l’attenzione del celebre reumatologo americano James Smith, che espresse il desiderio di trasferirsi a Sellia per assistere gratuitamente gli anziani, provando così a rimandare l’appuntamento con il Cupo Mietitore. 

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