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spaventapasseri
Mondo 10 dicembre 2024

Viaggio a Nagoro, il paese degli spaventapasseri in Giappone


Andiamo alla scoperta di Nagoro, piccolo villaggio sull’isola di Shikoku, e dei suoi spaventapasseri.
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nel cuore delle remote montagne di Shikoku, una delle isole più a sud del Giappone, esiste un piccolo e suggestivo villaggio dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra il passato e il presente. Qui, tra le strade una volta popolate da una comunità vivace e oggi, invece, deserte e abbandonate, la vita è rappresentata in modo straordinario da una moltitudine di bambole di stoffa, alcune simili a persone, altre a figure misteriose e poetiche.

Questo luogo, noto come Nagoro, è conosciuto in tutto il mondo come “il paese degli spaventapasseri”. Ogni figura racconta una storia di solitudine e di memoria, testimonianza unica di come l’arte possa dare nuova vita a un villaggio che, pur essendo vuoto, custodisce il ricordo di chi lo ha abitato.



La storia di Nagoro

Nagoro sorge nel cuore della valle di Iya, ed è uno degli esempi più tangibili di come il Giappone stia affrontando il fenomeno del rapido invecchiamento della popolazione e dell’abbandono delle aree rurali.

Un tempo, il villaggio era prospero e contava circa 300 abitanti ma, come accade in molte zone remote del Giappone, la popolazione ha subito un forte calo: molti giovani hanno lasciato il paese per cercare lavoro nelle città, gli abitanti più anziani sono deceduti e le case si sono svuotate. La solitudine e la decadenza che ne sono seguite hanno, però, ispirato un progetto unico da parte di una donna locale.

Gli spaventapasseri a Nagoro

Se visiti Nagoro, trovi chiuse le imprese locali, le attività commerciali e perfino la scuola. Eppure, non si è soli, al contrario: c’è qualcuno in attesa alla fermata del bus, chi lavora nei giardini e chi trova refrigerio seduto su un albero. Anche la vecchia segheria è popolata, e tra i banchi della scuola è seduto qualche studente.

Questo perché, tra i pochissimi abitanti in carne e ossa, ce ne sono circa 400 in stoffa: sono le bambole realizzate da Tsukimi Ayano, che ha letteralmente ripopolato questo paese fantasma con i suoi “spaventapasseri” (kakashi, in giapponese), ognuno rappresentato nell’atto di replicare le azioni quotidiane di chi ormai non c’è più.

Il progetto

L’idea (che ha dato fama internazionale a Nagoro) è, quindi, di Tsukimi Ayano, originaria del villaggio che, dopo aver vissuto per anni a Ōsaka, torna al suo paese natio e, a partire dai primi anni del 2000, inizia a creare delle bambole di stoffa di dimensioni naturali, per “riempire” gli spazi vuoti lasciati dagli abitanti emigrati. Questi “spaventapasseri” sono effettivamente delle rappresentazioni realistiche delle persone che un tempo vivevano a Nagoro, accanto a personaggi di fantasia, ognuno con un volto, un abbigliamento specifico e un ruolo preciso all’interno del villaggio.

La signora Tsukimi realizza (ago e filo) il primo abitante del “villaggio delle bambole” per il suo orto: il saluto che gli riserva il suo vicino, ogni volta che gli passa accanto, è l’input per crearne un altro e poi un altro ancora, fino a sfiorare la quota dei 400 pupazzi.

Un’opera d’arte e di memoria

Il “paese degli spaventapasseri” (kakashi no sato) non è una trappola per turisti, ma una potente opera d’arte e di memoria collettiva, toccante come poche. Ogni figura ha una connessione emotiva con il passato del villaggio.

Tsukimi ha realizzato le sue creazioni ispirandosi agli abitanti che ha conosciuto durante la sua infanzia, amici e familiari scomparsi, testimonianza tangibile di una comunità che sta lentamente scomparendo. Non manca l’ironia: tra gli abitanti di stoffa c’è la stessa Tsukimi con una cravatta a stelle e strisce. Spazio anche ai personaggi famosi, come il conduttore televisivo James May, passato a Nagoro per girare la sua serie e trasformato in uno spaventapasseri.

Come visitare Nagoro

Nonostante la sua posizione remota, Nagoro attira l’attenzione di turisti giapponesi e stranieri, incuriositi dall’atmosfera misteriosa e dalla bellezza inquietante dei suoi spaventapasseri. Passeggiando per le strade del villaggio, vedrai tanta gente fermarsi a fotografare le bambole di stoffa e fare una visita alla scuola abbandonata, che è diventata uno dei principali punti di interesse.

Negli ultimi anni, Nagoro ha guadagnato popolarità anche grazie ai social media, per i post delle tante persone, che condividono le loro esperienze di viaggio nel villaggio.

Puoi raggiungere il paese degli spaventapasseri viaggiando in treno fino a Ōboke: Nagoro dista 37 km dalla stazione. È preferibile noleggiare un’auto, poiché la zona non è ben servita da bus: per arrivarci impiegherai meno di un’ora.

Nagoro è un microcosmo di una questione più ampia, che riguarda molte zone del Giappone, dove la depopolazione e l’invecchiamento degli abitanti sono diventati un tema rilevante. Un luogo che evoca emozioni contrastanti: da un lato il senso di tristezza per la solitudine del posto, dall’altro la bellezza poetica nell’idea secondo cui le persone che sono andate via possano essere “rappresentate” in qualche modo.

Anche in Italia esiste un paese degli spaventapasseri: si tratta di Vendersi, in Piemonte.

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