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Napoli e Provincia 15 settembre 2025

Aperta la nuova fermata della metropolitana Monte Sant’Angelo a Napoli firmata Anish Kapoor


Apre a Napoli la stazione Monte Sant’Angelo, progetto di Anish Kapoor. Ecco l’opera che unisce arte e architettura.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

La rete metropolitana di Napoli si arricchisce con l’inaugurazione della stazione d’arte Monte Sant’Angelo. Situata lungo la linea 7 al servizio del quartiere Traiano, la fermata è stata progettata dall’artista angloindiano Anish Kapoor. La realizzazione è il risultato di un percorso iniziato nel 2003, rimasto in opera per oltre vent’anni. Il risultato finale è un’infrastruttura che fonde scultura e architettura, concepita come entità vivente in grado di accompagnare i viaggiatori in un’esperienza sensoriale.

Il profilo di Anish Kapoor e il suo linguaggio artistico

Nato a Mumbai (India) nel 1954, Anish Kapoor è tra i protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Dopo il successo alla Biennale di Venezia del 1990, dove ha rappresentato la Gran Bretagna ricevendo il Premio Duemila, ha vinto il Turner Prize, massimo riconoscimento britannico per l’arte. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di musei come la Tate Modern di Londra e il Guggenheim di Bilbao e in spazi pubblici di città come Chicago, Parigi e Pechino. Il suo linguaggio, improntato sull’uso di materiali industriali, superfici riflettenti e forme monumentali, punta a creare spazi coinvolgenti e totalizzanti in cui il visitatore diventa parte integrante dell’opera.

L’ingresso monumentale in acciaio corten

Elemento distintivo della stazione Monte Sant’Angelo è l’imponente scultura in acciaio che segna l’accesso principale. Con la sua forma affusolata e archetipica, la struttura sembra emergere dal terreno, trasformandosi nel tempo tramite l’ossidazione naturale del metallo. Ideata per evocare un varco verso il sottosuolo, l’opera richiama suggestioni mitologiche e dantesche, trasformando l’atto di scendere in metropolitana in una sorta di rito iniziatico. Diversa è la soluzione adottata per l’entrata da via Traiano, dove Kapoor propone un volume tubolare e liscio, un anello metallico dal linguaggio urbano chiaro e leggibile, a bilanciamento della monumentalità dell’altro accesso.

Interni essenziali e tunnel grezzi

In collaborazione con lo studio Future Systems di Jan Kaplický e Amanda Levete, gli interni sono stati creati con ambienti caratterizzati da pareti grezze e superfici volutamente non rifinite. I tunnel assumono un aspetto materico (in arte contemporanea, fondato sull’evidenza e consistenza della materia impiegata) e primordiale, privi di ornamenti, in cui luce e ombre giocano un ruolo centrale nel definire la percezione dello spazio.

Un percorso tra scultura, architettura e mito

Monte Sant’Angelo di Napoli si inserisce nell’ampio progetto delle stazioni d’arte, coinvolgendo architetti e artisti di fama internazionale per trasformare il sistema metropolitano in un museo diffuso. Pur diversi nella forma, i due accessi dialogano tra loro creando un percorso che alterna rigore e suggestione, portando il passeggero a riflettere sul significato del viaggio e sull’atto di andare sottoterra. Lo stesso artista ha dichiarato di essersi ispirato al mito dell’ingresso all’Inferno di Dante, riferimento che rende l’opera un tributo alla città del Vesuvio e alla sua storia.

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