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Palazzo Sansevero - credits Google Maps
Napoli 10 febbraio 2025

Storia e leggende del Palazzo Sansevero di Napoli, la casa maledetta del principe alchimista


Appartenuto un tempo a Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, nel centro di Napoli c'è Palazzo avvolto da misteriose leggende: scopri di più.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nel cuore di Napoli, tra le strade vibranti e piene di vita del centro storico, sorge il Palazzo di Sangro di Sansevero, che ospita nei suoi giardini la Chiesa con l’omonima Cappella, dove è custodita la celeberrima scultura del Cristo Velato.

Questo luogo affascinante, avvolto da mistero e bellezza, racchiude storie di alchimia, ingegno e leggende che attraversano i secoli, rendendolo uno dei gioielli più enigmatici della città. Ecco le storie e le leggende di questo palazzo.


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Chi era il principe di Sansevero

Il più famoso proprietario del palazzo fu Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, vissuto nel XVIII secolo e conosciuto come il principe alchimista. Il principe di Sansevero era noto per la sua profonda conoscenza di diverse discipline, dall’alchimia alla filosofia, dalla meccanica all’arte. 

La sua figura carismatica e le sue sperimentazioni audaci hanno alimentato numerose storie, alcune delle quali parlano di invenzioni incredibili, mentre altre lo dipingono come un mago o addirittura un negromante. Il principe si interessò anche di medicina e acquistò due macchine anatomiche e scheletri umani sui quali era stato ricreato l’intero sistema circolatorio, visibili oggi nella cripta sotto la cappella.

La statua del Cristo velato

Una leggenda viene anche raccontata a proposito della realizzazione del Cristo Velato. Quest’opera d’arte, che rappresenta Cristo ricoperto da un velo trasparente scolpito in marmo, è così realistica che si narra sia frutto non solo dell’ingegno umano, ma di oscure arti alchemiche praticate dal principe stesso.

Si dice che Raimondo di Sangro abbia fornito allo scultore una sostanza speciale, o addirittura una formula magica, per rendere il marmo così incredibilmente traslucido.


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Palazzo Sansevero: il luogo di un delitto

Ancor prima di divenire la dimora della famiglia dei Sangro il palazzo fu la scena di un atroce delitto che contribuì ad alimentare la fama di palazzo maledetto. Il 18 ottobre del 1590, l’allora proprietario, Carlo Gesualdo, dopo aver scoperto la moglie, Maria D’Avalos, insieme all’amante, il duca d’Andria Fabrizio Carafa, si vendicò uccidendoli entrambi ed esponendo i cadaveri nudi e insanguinati all’ingresso del palazzo.

Proprio a causa di questo omicidio si diffuse la leggenda che la dimora fosse maledetta.


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Il Palazzo Sansevero rimane ancora oggi un luogo dove la linea tra realtà e mito è sottilissima, un tesoro di Napoli che continua a incantare e stupire visitatori da tutto il mondo. Le leggende del principe alchimista e della sua casa maledetta attirano coloro che sono affascinati dal mistero, dalla bellezza e dalla storia, rendendo il palazzo una tappa imperdibile per chiunque visiti questa città.

Le caratteristiche dell’edificio

La facciata del palazzo richiama lo stile tardo-manieristico e presenta dettagli in marmo e in piperno, oltre che lo stemma sul timpano. Fu restaurata dal primo principe di Sansevero (Giovan Francesco Paolo di Sangro) intorno al 1590, che vi fece anche costruire una cappella dedicata alla Vergine della Pietà, la nota “Cappella Sansevero”.

La Cappella fu successivamente restaurata dal principe Raimondo di Sangro, ma ulteriori sistemazioni vennero ultimate da suo figlio.

*Immagine in alto – credits to Google Maps

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