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Fontana di Nettuno
Napoli e Provincia 7 gennaio 2025

Quali sono le fontane più belle di Napoli?


Napoli, città ricca di patrimoni culturali, custodisce alcune delle fontane monumentali più belle d’Italia. Ecco quali sono e dove trovarle.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Tra le città italiane più ricche di patrimonio culturale, Napoli da sempre si racconta attraverso monumenti e opere dall’inestimabile valore storico e artistico. Tra gli innumerevoli capolavori che decorano la città, le fontane monumentali abbelliscono angoli e piazze di Napoli con apparati scultorei firmati da alcuni degli artisti più famosi al mondo, come Michelangelo Naccherino o Pietro Bernini.

Ecco un elenco con alcune delle fontane più belle di Napoli.



Fontana della Sirena 

Impossibile non cominciare con la Fontana della Sirena, evidente omaggio alla figura mitologica di Partenope, legata indissolubilmente con le origini della città. Situata in Piazza Sannazaro, rappresenta uno dei più significativi esempi di scultura ottocentesca.

Realizzata nel 1869 dallo scultore Onofrio Buccini, con la collaborazione di un giovane Francesco Jerace, l’opera fu inizialmente collocata nei giardini antistanti la stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi. Nel 1924, in concomitanza con l’inaugurazione della Galleria Laziale, la fontana venne trasferita nell’attuale ubicazione.

La struttura presenta una vasca ellittica al centro della quale si erge uno “scoglio” adornato da quattro figure animali: un cavallo marino, un leone, un delfino e una tartaruga. Sovrastante il gruppo scultoreo la sirena Partenope, raffigurata con una lira nella mano destra e il braccio sinistro alzato, mentre la coda avvolge i suoi fianchi. 

Fontana del Nettuno 

La Fontana del Nettuno, detta anche fontana Medina, situata in Piazza municipio, è uno dei mirabili esempi di arte monumentale rinascimentale della città. La sua realizzazione, avvenuta tra il 1600 e il 1601, fu promossa dal viceré spagnolo Enrique de Guzmán, conte di Olivares, e affidata all’architetto Domenico Fontana, con la collaborazione degli scultori Michelangelo Naccherino, Pietro Bernini e Cosimo Fanzago.

Nel corso dei secoli, la fontana ha subito numerosi spostamenti all’interno della città. Originariamente collocata presso l’Arsenale del porto, fu trasferita in diverse sedi, tra cui Largo di Palazzo (l’attuale Piazza del Plebiscito), Borgo Santa Lucia e Via Medina.

Durante la rivolta di Masaniello nel 1647, subì danneggiamenti significativi, seguiti da restauri e ulteriori ricollocazioni. Nel 2015, dopo un accurato intervento di restauro, la fontana è stata definitivamente posizionata in Piazza Municipio, di fronte a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli.

La struttura della fontana è caratterizzata da una vasca circolare, circondata da una balaustra con quattro rampe di scale ornate da leoni in marmo, dalle cui bocche sgorga l’acqua. Al centro, su uno scoglio, si erge la statua di Nettuno con il tridente, affiancato da figure mitologiche come ninfe, satiri e tritoni. 

Fontana di Monteoliveto

La Fontana di Carlo II di Monteoliveto, situata nell’omonima piazza, è un’opera in stile barocco del XVII secolo. La sua costruzione, avviata nel 1668 per volere di Carlo II d’Asburgo, fu affidata all’architetto Donato Antonio Cafaro, con la collaborazione dei marmorari Bartolomeo Mori e Pietro Sanbarberio. Alla morte del Mori, i lavori proseguirono sotto la direzione di Dionisio Lazzari e Giovanni Mozzetti.

La fontana è sormontata da una statua in bronzo raffigurante Carlo II di Spagna, realizzata nel 1673 dallo scultore Francesco D’Angelo su disegno di Cosimo Fanzago. La struttura presenta una vasca polilobata a tre bracci, al centro della quale si erge un piedistallo decorato con leoni che sorreggono gli stemmi del re, del viceré e della città, alternati ad aquile con vaschette a forma di conchiglia. 

Fontana di Santa Lucia 

La Fontana di Santa Lucia, situata all’interno della Villa Comunale di Napoli, è un esempio di architettura manierista. Realizzata nel 1606 su progetto dell’ingegnere Alessandro Ciminiello, l’opera fu eseguita dagli scultori Michelangelo Naccherino e Tommaso Montani, con la collaborazione di Girolamo D’Auria e Vitale Finelli, per volere del viceré Giovanni Alfonso Pimentel d’Errera, duca di Benavente.

Originariamente collocata sul lungomare del borgo di Santa Lucia, da cui prende il nome, la fontana ha subito diversi spostamenti nel corso dei secoli. Nel 1620, per iniziativa del viceré cardinale Gaspare Borgia, fu avvicinata al mare e abbellita con ulteriori decorazioni. Successivamente, nel 1845, re Ferdinando II promosse lavori di risistemazione della strada di Santa Lucia e il restauro della fontana, affidando l’incarico all’architetto Carlo Bonucci, che sostituì alcuni elementi danneggiati.

Fontana di Santa Lucia

Infine, nel 1895, nell’ambito dei lavori di colmata a mare della borgata, la fontana fu trasferita nella sua attuale posizione all’interno della Villa Comunale. La parte centrale è dominata da un grande arco, al cui interno tre delfini sorreggono una tazza circolare; sopra l’arco è presente uno stemma con iscrizione vicereale, sormontato da un timpano triangolare. Le parti laterali sono caratterizzate da lapidi con iscrizioni e vaschette a forma di conchiglia, mentre alle estremità si trovano due cariatidi su delfini. 

Fontana del Gigante 

La Fontana del Gigante, situata tra via Partenope e via Nazario Sauro, regala una delle viste più suggestive del Vesuvio. Realizzata su commissione del viceré spagnolo don Antonio Álvarez de Toledo, duca d’Alba, l’opera è attribuita agli scultori Pietro Bernini e Michelangelo Naccherino.

Originariamente collocata in Largo di Palazzo, l’attuale Piazza del Plebiscito, accanto a una colossale statua raffigurante Giove, da cui deriva il nome “Fontana del Gigante”, anche questa fontana ha subito numerosi spostamenti. Nel 1815, fu trasferita nei pressi del Palazzo dell’Immacolatella, acquisendo così l’appellativo alternativo di “Fontana dell’Immacolatella”.

Fontana del Gigante

Successivamente, trovò una temporanea sistemazione nella Villa del Popolo. Infine, nel 1906, fu posizionata nell’attuale sede sul lungomare partenopeo, dove tuttora si erge in prossimità del Castel dell’Ovo. La struttura della fontana è caratterizzata da tre archi a tutto sesto, sormontati da stemmi che rappresentano la città di Napoli, i viceré e la monarchia dell’epoca.

Nell’arco centrale, una tazza è sorretta da due figure marine, mentre nelle arcate laterali sono presenti statue di divinità fluviali che trattengono mostri marini. Alle estremità, due cariatidi reggono cornucopie, simboli di abbondanza e prosperità. 

Fontana del Sebeto

La Fontana del Sebeto, situata in Largo Sermoneta alla fine di via Caracciolo, fu commissionata nel 1635 dal viceré Emanuele Zunica e Fonseca, l’opera fu progettata da Cosimo Fanzago e realizzata dal figlio Carlo. Originariamente collocata in via Gusmana, l’attuale via Cesario Console, nel 1939 fu trasferita nella posizione attuale.

La struttura della fontana presenta una base in piperno, una pietra magmatica locale, sormontata da tre vasche in marmo. Al centro, sotto un arco a tutto sesto, è raffigurato un vecchio barbuto che simboleggia il fiume Sebeto, l’antico corso d’acqua che attraversava Napoli. Ai lati, due tritoni con otri sulle spalle da cui sgorga l’acqua, mentre nella parte superiore sono presenti gli stemmi del re di Spagna, del viceré e della città di Napoli. 

Fontana dell’Esedra

La Fontana dell’Esedra, situata all’interno della Mostra d’Oltremare, è stata progettata nel 1938 dagli architetti Carlo Cocchia e Luigi Piccinato ed è una delle fontane più grandi al mondo. Fu inaugurata nel 1940 con l’intento di celebrare la politica coloniale italiana promossa dal regime fascista.

Ispirata alle fontane settecentesche della Reggia di Caserta, la struttura si estende su una superficie di circa 900 metri quadrati, con una lunghezza di 350 metri e una larghezza di 100 metri. È composta da un grande bacino rettangolare, dodici vasche a cascata e un’esedra formata da 76 vasche trapezoidali decorate con maioliche realizzate dall’artista Giuseppe Macedonio. 

Fontana del Capone 

La Fontana del Capone, situata in via Egiziaca a Forcella nel centro storico di Napoli, è un esempio di architettura rinascimentale del XVI secolo. Commissionata dal viceré Don Pedro de Toledo nell’ambito del piano di rinnovamento dei servizi pubblici della città, l’opera fu progettata dall’architetto Giovanni da Nola.

La fontana, addossata al muro perimetrale del Complesso dell’Annunziata, presenta un grande mascherone in marmo bianco da cui sgorga l’acqua, che si raccoglie in una vasca semicircolare sottostante. Originariamente, accanto al mascherone principale, vi erano due mascheroni più piccoli in bronzo, oggi perduti. 

Fontana del Leone 

La Fontana del Leone, situata in via Mergellina a Napoli, voluta da Ferdinando IV di Borbone, fu costruita per sfruttare una sorgente d’acqua fresca, nota come “Mergoglino”, che sgorgava dalla vicina collina di Monteleone. La struttura della fontana è composta da una grande vasca semicircolare, accessibile tramite due scalinate laterali, separate da un basamento su cui poggia la statua di un leone in marmo.

Nella configurazione originaria, due cannule centrali versavano l’acqua in vaschette sottostanti, oggi non più esistenti. Nel 1869, la fontana fu ristrutturata con l’aggiunta della statua del leone, attribuita allo scultore Giuseppe Pirolli. Tuttavia, alcune fonti suggeriscono che Pirolli, noto per preparare i blocchi di marmo per altri scultori, potrebbe aver inciso il proprio nome sulla statua senza esserne il vero autore.

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