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pulcinella
Napoli e Provincia 27 ottobre 2025

Quali sono le maschere tradizionali di Napoli e della Campania?


Le maschere tradizionali napoletane e campane raccontano con ironia e vivacità la storia, il teatro e l’anima del popolo: eccone una raccolta.
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Chi non conosce Pulcinella, con la sua voce nasale, la maschera nera e le battute sempre pronte?

A Napoli dove il teatro si respira ad ogni angolo, le maschere tradizionali non sono solo travestimenti da Carnevale, ma veri e propri specchi del popolo, con tutti i suoi difetti, le sue furbizie e la sua straordinaria umanità.

Scopriamo tutti questi personaggi che, con ironia e saggezza popolare, raccontano storie, difetti e virtù di un’intera regione.

Pulcinella: il simbolo di Napoli

È senza dubbio la maschera più famosa della Campania, nata intorno al Seicento e legata alla Commedia dell’Arte. Veste di bianco, ha un cappello a punta e una maschera nera sul viso. 

Pulcinella è pigro, furbo, affamato, ma anche sorprendentemente saggio. È un servo che non vuole servire, un ribelle comico che riesce sempre a cavarsela, anche nelle situazioni più assurde. È il simbolo perfetto della filosofia napoletana: arrangiarsi con un sorriso.

Tartaglia: il borghese balbuziente

Tra le altre maschere di Napoli troviamo Tartaglia, spesso rappresentato come un uomo di mezza età, ben vestito, con occhiali e una marcata balbuzie. A volte è un notaio, altre un dottore: sempre un po’ goffo, ma anche intelligente. 

Rappresenta la classe media, quella che vuole darsi un tono ma che spesso finisce preda dei suoi stessi tic.

Scaramuccia: il vanitoso spadaccino

Scaramuccia (o Scaramouche) è una maschera elegante, vestita da spadaccino, con mantello e cappello piumato. Ama vantarsi, raccontare imprese eroiche (spesso inventate) e mettersi in mostra. 

È il classico fanfarone, pronto a fuggire alla prima minaccia. Nonostante tutto, fa sempre ridere e… ispira un po’ di tenerezza.

Coviello: il chiacchierone del popolo

Meno noto ma molto presente nelle tradizioni popolari è Coviello, il servitore chiacchierone, furbo e dispettoso. 

È spesso amico o complice di Pulcinella, e condivide con lui la lingua tagliente e la voglia di divertirsi alle spalle dei “signori”.

Altre maschere e figure folkloriche campane

Anche se meno conosciute a livello nazionale, esistono figure locali legate a feste o riti tradizionali.

Il Cicci Bacco o ‘O Carnevale, presente in vari paesi campani come Montemarano (AV) o Palma Campania (NA), è una figura che rappresenta il Carnevale in persona, spesso sottoforma di un vecchio grasso e beone, che finisce con l’essere “processato” e “bruciato”, per simboleggiare la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima.

Ci sono, poi, altri mascheramenti rurali, riti di origine contadina o pagana (soprattutto nell’Irpinia o nel Sannio) che prevedono maschere zoomorfe, campanacci, veli neri e travestimenti selvaggi, legati alla cacciata dell’inverno o al culto della fertilità.

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