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Real Albergo dei Poveri a Napoli
Napoli e Provincia 9 ottobre 2024

Real Albergo dei Poveri a Napoli, cos’è e perché si chiama così


L’Albergo dei Poveri di Napoli è una delle prime opere simbolo di lotta alla povertà: storia e curiosità su questo edificio storico.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Napoli è la città dai mille colori e dalle profonde contraddizioni. La capitale del Regno delle Due Sicilie mostra ancora oggi i segni delle sue tante anime, da quella progressista che ha portato qui il primo tronco ferroviario italiano, all’anima tormentata dei cittadini alle prese con epidemie, povertà e disuguaglianze sociali. In un contesto così complesso, il mutuo aiuto tra gli abitanti diventava una risorsa fondamentale, una pratica radicata ancora oggi nella cultura popolare. 

Nel frattempo, i nobili governanti non si limitavano solo a ostentare potere e ricchezze. Tra i tanti palazzi di pregio voluti dai Borbone ce n’è uno in particolare, passato alla storia come uno dei primi e più ambiziosi progetti di lotta alla povertà e di assistenza sociale: il Real Albergo dei Poveri.

Un edificio imponente, simbolo dell’animo più benevolo e progressista della ricca nobiltà. Scopriamo perché l’Albergo dei Poveri è stato così importante.  



Chi ha costruito l’Albergo dei Poveri a Napoli?

Il Real Albergo dei Poveri fu commissionato da Carlo di Borbone nel 1749 e progettato dall’architetto Ferdinando Fuga. Il sovrano voleva realizzare un’opera monumentale che potesse accogliere e assistere le persone più indigenti del Regno di Napoli. L’edificio doveva rappresentare un simbolo della benevolenza e della capacità organizzativa della dinastia reale.

Per raggiungere questo obiettivo, l’architetto fiorentino ideò un’opera monumentale e mastodontica, che potesse mostrare ai sudditi questa capacità benevola dei Borbone, e accogliere migliaia di persone e fornire loro rifugio, lavoro e istruzione.

Perché si chiama Albergo dei Poveri?

Il nome “Albergo dei Poveri” deriva proprio dalla destinazione d’uso prevista dal progetto, ossia accogliere i poveri e gli emarginati della società, offrendo loro vitto, alloggio, ma anche opportunità di reinserimento sociale

L’edificio fu pensato come una vera e propria “città nella città”, con spazi destinati alla formazione professionale e all’educazione dei più giovani. Quindi, un’opera che non si limitasse a fornire assistenza materiale, ma anche le competenze necessarie per permettere agli ospiti di costruire un futuro migliore.

Carlo di Borbone, influenzato dalle correnti illuministiche dell’epoca, voleva che il Real Albergo dei Poveri fosse un modello di assistenza e integrazione, in linea con le politiche sociali che miravano a ridurre la povertà e migliorare le condizioni di vita della popolazione più vulnerabile.



Uno degli più grandi edifici d’Europa

Il Real Albergo dei Poveri è un edificio in stile barocco napoletano. Si trova in Via Foria, ed è chiamato anche Palazzo Fuga, o Reclusorio e Serraglio.

Ecco quali caratteristiche lo rendono unico e imponente:

Un progetto incompiuto e abbandonato, che punta alla rinascita

La nobile causa di questo progetto non bastò a completare i lavori, esponendo l’edificio a danneggiamenti da terremoto, lunghi periodi di abbandono e occupazioni abusive.

Oggi, il complesso è oggetto di un importante progetto di recupero e valorizzazione, per essere trasformato in museo e centro culturale. Nel 2026 è previsto il completamento della riqualificazione, a cura dello studio romano ABDR. Inoltre, sono stati stanziati 100 milioni di euro del PNRR per realizzare le seguenti opere:

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