Link copiato!
Link copiato!
Piazza della Vergogna a Palermo
Palermo 2 ottobre 2024

Palermo: c’è una “Piazza della Vergogna”. Perché si chiama così?


Scopriamo perché Piazza Pretoria a Palermo è conosciuta come "Piazza della Vergogna": storia, curiosità e caratteristiche.
author-avatar
Emanuele Bianchi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Piazza Pretoria, meglio conosciuta come la “Piazza della Vergogna”, è uno dei luoghi più iconici e suggestivi di Palermo. Situata nel cuore della città, tra i Quattro Canti e la Chiesa di Santa Caterina, questa piazza è nota per la sua monumentale fontana rinascimentale, ma anche per il suo curioso soprannome.

Il nome “Piazza della Vergogna” è infatti intriso di storia e aneddoti che raccontano la complessità e le contraddizioni della Palermo del Cinquecento. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere.



La storia della Fontana Pretoria

Al centro della piazza troneggia la Fontana Pretoria, una delle opere più affascinanti e ricche d’arte della città. Realizzata dall’architetto fiorentino Francesco Camilliani nel 1554, la fontana originariamente doveva adornare il giardino di un palazzo nobiliare a Firenze, ma fu acquistata dal Senato palermitano nel 1573.

La fontana, composta da 644 pezzi, fu smontata, trasportata via mare e poi riassemblata a Palermo, dove trovò la sua definitiva collocazione in Piazza Pretoria.

Le sue statue, scolpite in pregiato marmo di Carrara, raffigurano divinità mitologiche, animali e figure allegoriche, circondate da eleganti balaustre e vasche concentriche. Nonostante la bellezza innegabile, queste statue divennero oggetto di critiche e scherno per i palermitani dell’epoca.

Il soprannome “Piazza della Vergogna”

La leggenda popolare vuole che il nome derivi dalla nudità delle statue che adornano la fontana. Le figure, raffigurate senza veli, furono considerate scandalose dalla moralità del tempo, soprattutto per la loro collocazione di fronte a importanti edifici religiosi, come la Chiesa di Santa Caterina e il monastero annesso.

Si racconta che le monache, infastidite dalla vista, si lamentassero del carattere “immorale” delle sculture.

Tuttavia, l‘origine del nome sembra essere legata a una questione ben più concreta: l’elevato costo dell’acquisto della fontana. In un periodo segnato da carestie, miseria e difficoltà economiche, l’esborso di una cifra molto alta da parte del Senato palermitano – ventimila scudi – per abbellire la piazza fu considerato un affronto dai cittadini.

Si dice che, all’uscita del Senato, la popolazione gridasse “Vergogna, vergogna!” per protestare contro tale spreco di denaro pubblico in un momento così delicato per la città.



Un simbolo di arte e contraddizioni

Oggi, Piazza della Vergogna è una delle mete turistiche più apprezzate di Palermo, e la Fontana Pretoria rappresenta un mirabile esempio di arte rinascimentale toscana. Il contrasto tra la bellezza dell’opera e il suo passato controverso aggiunge un ulteriore fascino alla piazza, simbolo di una Palermo che ha saputo mantenere intatta la sua anima tra bellezza e disagi sociali.

Chi visita la piazza può perdersi tra le statue di divinità come Venere, Apollo e Adone, figure che sembrano raccontare storie di un mondo mitologico, ma anche di una città in perenne lotta con se stessa. La fontana non è solo un’opera d’arte, ma un racconto scolpito nella pietra.

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it