Giornalista, ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Royal Caribbean, società statunitense attiva nel settore crocieristico, tramite la controllata Fiumicino Waterfront, ha acquisito per 11,4 milioni di euro la concessione del Porto Turistico di Fiumicino-Isola Sacra.
L’idea di dare una nuova identità a Fiumicino nasce dall’esigenza di offrire ai turisti un porto più vicino alla capitale. Già nel 2010 la Regione rilasciò una concessione per ospitare 1500 posti barche da diporto all’isola Sacra. I lavori però non giunsero mai al termine a causa di alcune vicende giudiziarie che interessarono gli imprenditori a capo del progetto e l’area fu lasciata in uno stato di abbandono e degrado. Se quindi il progetto per la realizzazione di uno scalo turistico nella cittadina laziale non è nuovo, esso acquisisce un’inedita importanza e potrebbe rappresentare un’occasione di rilancio del turismo, fortemente colpito dell’emergenza Covid.
Due gli obiettivi principali dell’investimento da oltre 350 milioni di euro per Royal Caribbean: da una parte l’introduzione di un accosto crocieristico di nuova generazione, per una singola nave, e dell’altra la rimodulazione da nautica da diporto a porto in grado di accogliere gli yacht di grandi dimensioni.
Dall’amministrazione comunale arrivano invece le parole del sindaco di Fiumicino Esterino Montino che in una nota ha così commentato: “Con la nuova assegnazione da parte del Tribunale, inizia una nuova fase per tutte le amministrazioni pubbliche e per la città legata non tanto alla solidità di un’azienda internazionale della valenza di Royal, quanto alla prospettiva che si apre per il nostro comune in termini di salvaguardia ambientale del nostro territorio, di accessibilità e integrazione tra la nuova infrastruttura, quelle più importanti già esistenti e il resto della città, di ricaduta in termini sociali ed economici, di occasioni di lavoro e di sviluppo produttivo”.
Ad opporsi al progetto le associazioni ambientaliste riunite nella sigla Tavoli del Porto, preoccupate per l’impatto che uno scalo crocieristico potrebbe avere in un’area già caratterizzata dalla presenza dell’aeroporto Leonardo Da Vinci.
Dal canto suo il colosso americano che vanta una flotta globale di 61 navi attive verso più di 800 destinazioni sparse per il mondo, ha cercato di rassicurare la popolazione dichiarando che terrà conto delle sensibilità delle amministrazioni e dalle comunità locali, sottolineando l’attenzione alla sostenibilità del gruppo. Il nuovo porto vedrà infatti l’attuazione di best practice, come l’elettrificazione della banchina (cold ironing), anche in funzione del programma di nuove costruzioni di navi di ultima generazione e di retrofit progressivo della flotta attuale, e, a seguire, la progressiva implementazione di modelli innovativi di gestione, lo sfruttamento di modalità di produzione in loco di energia da fonti rinnovabili, la progressiva ottimizzazione ed efficientamento dei consumi attraverso tecnologie di massimizzazione della sostenibilità.