Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it
La Regione Lazio riapre il capitolo degli investimenti sul patrimonio storico privato e pubblico. Con la determinazione del 12 agosto 2026 è stato approvato l’Avviso annuale per la valorizzazione di dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di interesse storico, artistico e paesaggistico. Prevista una dotazione complessiva è pari a 1,4 milioni di euro, distribuiti sugli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028.
Possono accedere al contributo soggetti pubblici e privati, proprietari o gestori, ma esclusivamente per dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini già inseriti senza riserva nella Rete regionale: il semplice pregio storico o architettonico del bene, quindi, non è sufficiente.
Un requisito centrale è inoltre la fruizione pubblica: l’immobile deve essere già visitabile, anche solo parzialmente o su appuntamento, oppure il progetto deve consentirne l’immediata apertura al pubblico in condizioni di sicurezza.
Regole più stringenti valgono per i beni che hanno già beneficiato di precedenti contributi regionali: non è possibile presentare una nuova domanda se l’intervento finanziato in precedenza non risulta concluso all’apertura del nuovo Avviso. La conclusione deve essere attestata dal certificato di regolare esecuzione oppure, per i soggetti privati, da documentazione equivalente sottoscritta da un tecnico abilitato e dal richiedente.
Piuttosto ampio è invece il perimetro delle opere finanziabili. Il bando parte dalla manutenzione straordinaria e comprende:
Gli interventi non devono alterare la volumetria complessiva dell’edificio e non devono comportare modifiche non consentite della destinazione d’uso.
Sono ammesse anche determinate opere di manutenzione ordinaria collegate all’intervento principale:
Il secondo grande capitolo è quello del restauro e risanamento conservativo:
Il contributo regionale può raggiungere un massimo di 50.000 euro per ciascun progetto. La percentuale di copertura cambia però in funzione del beneficiario: per i soggetti privati il finanziamento non può superare il 50% del costo complessivo ammissibile. Per i soggetti pubblici il limite sale al 70%.
Per i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti o in stato di dissesto finanziario dichiarato non è previsto alcun obbligo di compartecipazione: il contributo può coprire fino al 100% della spesa ammissibile.
Un passaggio da non sottovalutare riguarda il divieto di doppio finanziamento. La stessa voce di costo non può essere rimborsata due volte utilizzando risorse pubbliche differenti. Il beneficiario dovrà quindi rinunciare ad altri finanziamenti regionali, statali o dell’Unione europea che vadano a coprire le medesime spese già inserite nel progetto finanziato dalla Regione Lazio.
Anche l’elenco delle spese ammissibili è piuttosto articolato. Oltre ai lavori veri e propri, possono entrare nel quadro economico:
Ma il finanziamento non viene assegnato semplicemente sulla base dell’ordine cronologico delle domande. Le proposte ammissibili vengono sottoposte a una valutazione di merito e devono raggiungere almeno 70 punti su 100.
Il sistema premia soprattutto la qualità sostanziale del progetto:
Le domande potranno essere presentate dalle ore 12 del 10 settembre alle ore 16 dell’8 ottobre 2026, esclusivamente tramite la piattaforma regionale Bandi e Avvisi. Per l’accesso servono SPID, CIE o TS-CNS e la firma digitale per sottoscrivere istanza e allegati.
Ogni soggetto può presentare una sola proposta per un solo bene. Alla domanda va allegato un progetto di fattibilità tecnico-economica o esecutivo, redatto da professionista abilitato e formalmente approvato, corredato da relazione illustrativa, elaborati grafici, documentazione fotografica, quadro economico e dagli eventuali pareri e nulla osta richiesti.