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Dove è stato girato “Serpenti”? Le location di Roma nascoste dietro il film presentato a Venezia 83
Roma e Provincia • 8 settembre 2026

Dove è stato girato “Serpenti”? Tutte le location del film presentato a Venezia 83


Tutte le location del film di Roberto De Paolis con Alessandro Borghi e Valeria Golino.
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Lorenzo Usai

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

“Serpenti” è il nuovo film di Roberto De Paolis presentato in anteprima alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venezia Spotlight. Applaudito fa al Lido, arriva al cinema il 10 settembre con un cast nostrano di tutto rispetto, da Alessandro Borghi a Pietro Castellitto passando per Valeria Golino e Leonardo Lidi.

Ma dove è stato girato “Serpenti”? La risposta porta direttamente nella Roma delle periferie, tra Rebibbia e Vallerano, lontano dalla cartolina della Capitale monumentale. È qui che prende forma la surreale vicenda lunga 93 minuti di Paolo Marra, interpretato da Leonardo Lidi, e dell’assurdo labirinto burocratico che lo inghiotte.

Di cosa parla “Serpenti”

Paolo Marra ha ucciso la moglie. Tormentato dal rimorso, decide di consegnarsi alla polizia per assumersi la responsabilità del gesto, scontare la pena e provare a restituire dignità alla vittima e a se stesso. Ma il suo proposito si trasforma presto in un’assurda odissea: tra agenti disinteressati, avvocati invadenti, cartomanti e labirinti burocratici, nessuno sembra disposto ad arrestarlo.

Paolo entra così in un paradosso surreale e kafkiano: ha confessato un omicidio e vuole essere punito, ma non riesce a farsi prendere. Nel tentativo di espiare la propria colpa, diventa il simbolo di una società grottesca che rifiuta persino chi cerca redenzione.

“Serpenti”, la Roma di periferia diventa protagonista

La Roma raccontata da “Serpenti” è molto diversa da quella che normalmente arriva sul grande schermo. Roberto De Paolis sceglie una Capitale periferica, quotidiana e quasi dimessa, fatta di strade, edifici e spazi urbani lontani dai luoghi più riconoscibili della città. Le riprese si concentrano soprattutto tra Rebibbia e Vallerano, due aree che permettono al film di costruire un ambiente concreto ma allo stesso tempo straniante.

La città resta spesso sullo sfondo, ma la sua presenza si avverte nei comportamenti dei personaggi e nell’atmosfera generale. È una Roma che sembra trattenere il respiro mentre Paolo cerca disperatamente qualcuno disposto ad ascoltarlo.

Rebibbia è il cuore delle riprese

Una delle zone più importanti per le riprese di “Serpenti” è Rebibbia, quadrante nord-est di Roma. Qui si trova anche la location che nel film assume un ruolo centrale: l’ex istituto professionale Sibilla Aleramo, in via Tiburtina 967. L’edificio viene trasformato cinematograficamente nella facciata del commissariato di polizia, il luogo nel quale Paolo Marra tenta inutilmente di consegnarsi alle autorità.

Questa è senza dubbio la facciata più facilmente riconoscibile vedendo il film e si tratta di un edificio scolastico dismesso, già sede dell’istituto professionale e successivamente collegata al liceo Croce-Aleramo.

La scelta è particolarmente significativa perché il commissariato non è soltanto un’ambientazione: nel progetto di De Paolis diventa una sorta di miniatura della società, con le sue contraddizioni e le sue disfunzioni.

Via Palombini, un’altra tappa del film

Il viaggio di Paolo non rimane confinato davanti al commissariato. Tra le location romane individuate per “Serpenti” compare anche l’area di via Giovanni Palombini, sempre nel quadrante di Rebibbia. Qui il protagonista si sposta nel corso della sua giornata surreale, mentre cerca qualcuno disposto a prendere sul serio la confessione dell’omicidio.

La strada e gli spazi commerciali circostanti contribuiscono a mantenere il film ancorato a una Roma ordinaria, riconoscibile e lontana dall’immaginario monumentale. È proprio questo contrasto a rendere efficace l’ambientazione: l’assurdità della vicenda non si sviluppa in un universo fantastico, ma dentro luoghi assolutamente normali della periferia romana.

Da Rebibbia a Vallerano cambia il paesaggio

Un’altra parte delle riprese conduce verso Vallerano, nella periferia sud della Capitale. Qui la geografia del film assume una funzione ancora più evocativa: Paolo attraversa uno scenario urbano nel quale compare anche il celebre murale delle formiche giganti in via di Valleranello. L’immagine è perfettamente coerente con la progressiva trasformazione del protagonista, che nel corso della storia passa dal desiderio di espiare la propria colpa a una crescente esasperazione.

La Roma periferica diventa così una sorta di paesaggio mentale, nel quale gli spazi reali accompagnano l’evoluzione psicologica del personaggio.

Perché le location sono importanti per “Serpenti”

I luoghi del film non servono semplicemente a dire allo spettatore dove si trova la storia, al contrario contribuiscono a costruire l’atmosfera grottesca dell’intera vicenda. Rebibbia, via Tiburtina, via Palombini e Vallerano costruiscono una Roma apparentemente ordinaria che entra in cortocircuito con la situazione paradossale vissuta da Paolo.

Il commissariato, soprattutto, diventa la rappresentazione in scala ridotta di una società incapace di confrontarsi davvero con la responsabilità e con la violenza. La scelta di ambienti periferici rafforza quindi il tono tragicomico e kafkiano del film. Come ha dichiarato il regista a Venezia, il contesto del commissariato è pensato proprio come una rappresentazione metaforica della società: un luogo nel quale il protagonista cerca una risposta che nessuno sembra disposto a dargli.

Come visitare le location di “Serpenti”

Per chi vuole seguire le tracce del film nella realtà, il percorso può partire da Rebibbia, facilmente collegata al resto della città dalla Metro B. Da qui è possibile raggiungere l’area di via Tiburtina e proseguire verso via Giovanni Palombini, mentre la tappa di Vallerano porta nella periferia sud-est di Roma.

L’ex Sibilla Aleramo, però, non è ovviamente un’attrazione turistica: la visita va quindi intesa come un percorso urbano dall’esterno, rispettando le limitazioni di accesso. Per gli appassionati di cinema, il valore dell’itinerario sta soprattutto nel riconoscere gli spazi trasformati dalla macchina da presa.

La Roma delle periferie è dunque parte integrante dell’identità dell’opera, un elemento che amplifica il senso di straniamento e il paradosso al centro della storia. Scritto da Damiano D’Innocenzo, Fabio D’Innocenzo e Roberto De Paolis, “Serpenti” è nelle sale dal 10 settembre 2026.

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