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Roma
Roma 28 ottobre 2024

Il Comune di Roma si prepara ad applicare il Decreto Salva Casa


Decreto Salva Casa: ecco cosa cambia per i cittadini romani e quali sono i punti principali della circolare comunale.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il Comune di Roma ha avviato il processo di recepimento del Decreto Salva Casa. Le nuove normative mirano a semplificare la regolarizzazione degli immobili, ma restano dei limiti chiari. 

Le prime indicazioni fornite dal Comune rappresentano un passo importante per rendere operative le nuove disposizioni del Decreto Salva Casa, tuttavia è probabile che nei prossimi mesi saranno necessari ulteriori chiarimenti e aggiornamenti per garantire una corretta applicazione delle norme. Analizziamo il contenuto della circolare.



Il Comune di Roma recepisce il Decreto Salva Casa

Il Comune di Roma, tramite il Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica, ha pubblicato le prime indicazioni operative per l’applicazione del “Decreto Salva Casa”, convertito in legge n. 105/2024. 

Il decreto ha lo scopo di agevolare la regolarizzazione degli immobili e semplificare alcune procedure edilizie, con un particolare focus sulla sanatoria di edifici non conformi alle norme urbanistiche o edilizie. 

Le direttive comunali intendono fornire agli uffici amministrativi un quadro chiaro per la gestione delle richieste che perverranno da cittadini e professionisti. Questo è solo il primo passo di un processo che vedrà ulteriori aggiornamenti e chiarimenti nei prossimi mesi.

Mutamenti di destinazione d’uso e sanatorie: cosa cambia davvero?

Uno dei punti centrali della circolare riguarda la gestione dei mutamenti di destinazione d’uso degli immobili. 

Il Decreto Salva Casa introduce novità significative in questo ambito, ma il Comune ha chiarito che, nonostante le modifiche, le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale rimangono invariate. 

Ciò significa che le possibilità di cambiare la destinazione d’uso di un immobile sono ancora strettamente legate alle regole preesistenti, senza deroghe significative. Inoltre, non vi sono variazioni negli importi dovuti per il Contributo di Costruzione, inclusi gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Lo stesso vale per il Contributo Straordinario, che resta in vigore per le trasformazioni urbanistiche di maggiore impatto.

Agibilità e requisiti minimi: chi ne potrà beneficiare?

Un altro aspetto interessante riguarda l’agibilità dei locali con altezza e superficie inferiori agli standard attuali, come previsto dal Decreto Salva Casa. Le nuove regole consentono, ad esempio, di ottenere l’agibilità per locali con altezza inferiore a 2,70 metri o con superficie inferiore a 28 metri quadrati, ma solo per edifici costruiti legittimamente prima del 1975. 

Questa misura non deve essere confusa con una sanatoria, in quanto non rende automaticamente legittimi gli abusi edilizi. È importante notare che i benefici riguardano esclusivamente edifici già esistenti e conformi alle vecchie normative, offrendo così una maggiore flessibilità a chi intende utilizzare immobili di piccole dimensioni o con caratteristiche particolari. 

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