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Roma
Roma e Provincia 26 agosto 2024

La storia e le caratteristiche del Villino Durante a Roma


Intitolata al medico e senatore siciliano Francesco Durante, Villa Durante è un gioiello nel cuore della Capitale: ecco tutte le caratteristiche.
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Mario Mazzarò

Giornalista, ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Ci sono personaggi della nostra storia che hanno lasciato il segno in maniera talmente indelebile. Il loro nome continua a comparire sulle insegne delle piazze, delle strade, degli stadi e dei caseggiati: si pensi a Mazzini, a Garibaldi, a Moro, a Meazza, a Falcone e a Borsellino, solo per fare alcuni esempi che tutti conoscono.

Ebbene, nel pieno centro di Roma, a pochi passi dalla Stazione Termini e da via Nomentana, spicca una villa molto graziosa ed elegante che porta il nome di un grande medico vissuto nella Capitale nella fase finale dell’Ottocento: stiamo parlando di Villa Durante.

Vediamo insieme la storia e le caratteristiche di questo edificio.



La storia di Francesco Durante e della villa romana che porta il suo nome

È il 1873 quando il chirurgo Francesco Durante (fino ad allora vissuto tra Messina e Letojanni, suo paese natale in Sicilia) decide di trasferirsi a Roma per lavorare all’ospedale San Giacomo, nel reparto di Chirurgia, di cui diventerà direttore pochi anni dopo.

Da lì per lui inizierà una repentina scalata di posizioni e gradi, un’ascesa a cui Durante affianca un progetto molto ambizioso: realizzare il primo grande policlinico di Roma.

Prendendo a prestito un’espressione assai cara a Giacomo Leopardi, per Durante sono anni di “studio matto e disperatissimo”, che culmineranno con l’inaugurazione nientemeno che del Policlinico Umberto I, ancora oggi fiore all’occhiello della Capitale per molte branche della medicina moderna.

Anni in cui Durante soggiorna presso quella che poi prenderà il nome appunto di Villa Durante.

Struttura e interni di Villa Durante a Roma

Realizzata a partire dal 1889, Villa Durante presenta alcune caratteristiche uniche nel suo genere.

La facciata è in stile neorinascimentale, appena prima di varcare l’ingresso principale, ci si imbatte in quattro colonne ioniche che sorreggono il balcone del primo piano. Le finestre sono incorniciate da pilastri semi corinzi su cui poggia un timpano triangolare. 

All’interno si possono ammirare in particolare un mosaico pavimentale in stile ellenistico e le decorazioni pittoriche, che vennero affidate agli artisti siciliani Salvatore Frangiamore (1853-1915) e Giuseppe Sciuti (1845-1929), e i romani Giuseppe Ferrari (1845-1929) e Enrico Coleman (1846-1991).

Nei primi anni Venti, il villino venne acquistato dal Governo della Confederazione svizzera per ospitare la sede dell’ambasciata.

Nel 1937 la casa fu acquistata da una ditta edilizia privata di Roma, che la cedette appena un anno più tardi, nel 1938, all’Accademia di Arte Drammatica, che ne fece la propria sede principale.

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