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Torino 24 aprile 2026

Castello di Agliè, alla scoperta di una delle Residenze Sabaude del Piemonte


Tutto sul Castello di Agliè, gioiello del Canavese e leggendaria cornice di Elisa di Rivombrosa, tra segreti reali, fantasmi e tesori patrimonio UNESCO.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Situato nel Canavese, il Castello di Agliè è una delle più significative Residenze Sabaude, inserite nel patrimonio UNESCO. Questo complesso racconta secoli di storia legati alla dinastia dei Savoia, tra ambienti interni riccamente arredati e ampi spazi verdi che ne valorizzano l’impianto architettonico.

Scopriamo il Castello di Agliè, tra storia, sale visitabili e caratteristiche.

Dove si trova il castello dove è stato girato Elisa di Rivombrosa?

Agliè rappresenta una tappa obbligatoria per chi ha seguito con il fiato sospeso le vicende di Elisa Scalzi e del conte Fabrizio Ristori. Il castello domina il paesaggio del Canavese a circa mezz’ora da Torino, sovrastando un borgo pittoresco che sembra aver fermato il tempo.

Il castello è fortemente legato alla celebre serie televisiva Elisa di Rivombrosa: ma è esistita davvero? 

La risposta oscilla tra l’invenzione letteraria e la geografia del territorio. Sebbene la contea sia un nome di fantasia, il set che le ha dato vita è tangibile: è proprio la residenza ducale di Agliè. Il termine “Rivombrosa” nacque infatti da un’intuizione legata ai boschi circostanti (“Riva ombrosa“), richiamando quel paesaggio naturale che avvolge ancora la dimora. Le colline e i vigneti di Erbaluce fanno da contrappunto alla solennità della struttura, in un contesto dove la natura diventa parte integrante del disegno architettonico.

Cosa sono le Residenze Sabaude

Il Castello di Agliè fa parte della prestigiosa Corona di Delizie, l’insieme di ville, palazzi e padiglioni di caccia che i Savoia costruirono intorno a Torino tra il XVI e il XVIII secolo. Tra i siti piemontesi celebrati dall’UNESCO, queste residenze non erano semplici abitazioni, ma simboli di potere e raffinatezza, pensate per gestire lo Stato in un ambiente di svago e bellezza, pur restando a pochi chilometri dai palazzi istituzionali e dai centri del potere. 
Dalla solennità di Palazzo Reale alla magnificenza della Venaria Reale, le Residenze Sabaude costituiscono un unicum architettonico mondiale.

Cosa significa Agliè

Il toponimo Agliè non è una semplice etichetta geografica, ma il filo conduttore di una storia lunga sette secoli. È legato indissolubilmente ai Marchesi San Martino, l’antica dinastia che già nel XII secolo scelse questo luogo per erigere il primo nucleo fortificato. Ripercorrere le vicende del borgo permette di assistere a una metamorfosi continua: da roccaforte medievale a raffinata villa di delizia

La vera svolta avvenne nel Seicento con il conte Filippo San Martino d’Agliè, discendente del casato di Arduino d’Ivrea, politico di rilievo e consigliere di Cristina di Francia. Fu lui a trasformare la vecchia struttura in una dimora barocca, ponendo le basi per quella magnificenza che avrebbe poi attirato l’attenzione di Casa Savoia.

Chi viveva nel Castello di Agliè

Dopo i San Martino, il castello passò nel 1764 ai Savoia, diventando appannaggio di Benedetto Maurizio, Duca del Chiablese, e successivamente residenza estiva prediletta da Carlo Felice e Maria Cristina di Borbone. 

Ma oltre ai re e alle regine in carne e ossa, Agliè vanta “abitanti” più evanescenti. Infatti, come ogni dimora storica che si rispetti, anche tra queste mura aleggiano fantasmi. La leggenda più celebre riguarda la nobildonna Vittoria di Savoia Soisson, descritta nelle memorie dell’epoca come una donna di brutto aspetto, il cui inquietante busto in cera è ancora esposto nelle sale del castello. Si dice che negli anni Cinquanta i vetri di alcune stanze si rompessero misteriosamente di notte, accompagnati da sospiri, un fenomeno che molti collegarono proprio al tormentato spirito della principessa, sebbene lei non vi avesse mai abitato stabilmente.

Cosa vedere al Castello di Agliè

Oltre 300 stanze perfettamente conservate accolgono il visitatore, offrendo un patrimonio intatto di arredi, porcellane e collezioni eterogenee. L’esterno colpisce immediatamente per la scenografica doppia scalinata digradante che unisce la residenza al parco, un’immagine diventata iconica grazie al piccolo schermo.

Ecco i punti salienti del percorso:

Quanto dura la visita al Castello di Agliè

Per godersi appieno l’esperienza, è bene calcolare almeno due ore per la visita interna e altrettante per esplorare il giardino e il vasto parco di alberi secolari. Il castello è aperto tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 9.00 alle ore 19.00. La prenotazione è caldamente consigliata (e obbligatoria per gruppi e scuole) tramite il portale Musei Italiani

Per raggiungerlo in auto, si percorre l’autostrada A5 Torino-Aosta con uscita a San Giorgio Canavese. 

Un consiglio: meglio presentarsi con anticipo rispetto all’orario prenotato, poiché la puntualità è fondamentale per garantire l’accesso alle sale di rappresentanza.

Cosa vedere vicino al castello di Agliè

Il territorio del Canavese offre diversi spunti per completare la giornata dopo aver visitato la residenza ducale:

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