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Perché Torino è una città esoterica?
Torino 27 gennaio 2025

Perché Torino è una città esoterica?


Torino è considerata una città esoterica, dove magia bianca e nera si incontrano (e scontrano).
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Ci sono molti modi per visitare Torino e innamorarsene: immergersi nei magnifici musei, passeggiare per le sue vie ariose, godersi una pausa lussuosa in un caffè storico, scoprire le sue botteghe, camminare a naso in su per ammirare l’eleganza dei palazzi. Oppure… indagare tra i suoi misteri. Sapevate che Torino è una città esoterica? Scopriamo perché e tutti i luoghi legati alla magia bianca e alla magia nera.

Torino, città magica

È considerata una delle città magiche per eccellenza per un motivo preciso. La città infatti è uno dei vertici di due triangoli alchemici idealmente tracciati insieme ad altre città magiche. Il primo, considerato il trio della magia bianca, include Praga, Lione e Torino. Il secondo, legato alla magia nera, ancora Torino la stavolta insieme a Londra e San Francisco.

Gli alchimisti che visitarono a Torino

Torino è stata per lungo tempo considerata una città particolarmente interessante per chi si occupava di alchimia, divinazione e materie occulte. Celebri alchimisti come Nostradamus, Cagliostro, il Conte di Saint Germain e Fontanelli la visitarono. Era una tappa immancabile per chi si interessava di certi temi.

Il mistero di Gustavo Rol

Nel 1903 la città diede i natali a Gustavo Adolfo Rol, tra i suoi cittadini più famosi, considerato un vero mistero dalla scienza e un genuino sensitivo da numerosi personaggi celebri che furono suoi amici e che frequentavano le sue serate di “esperimenti”.

Durante queste riunioni nel salotto di casa lasciava tutti a bocca aperta con i suoi giochi di carte, dipingendo un quadro che non toccava o facendo emanare profumo di rose a un vaso dipinto. Per qualcuno fu un prestigiatore i cui trucchi non sono mai stati svelati, per altri un ciarlatano, per altri ancora una persona fuori dall’ordinario. Sarà un caso che sia nato proprio nella città magica?

La famiglia Savoia e il legame con l’esoterismo

Una delle storie più bizzarre che circolano a Torino, e legate al suo aspetto esoterico, riguarda la famiglia Savoia che proprio qui ha fatto costruire cinque edifici disposti come le punte di un pentacolo.

Si tratta della Reggia di Venaria, del Castello di Moncalieri, del Castello di Rivoli, della Basilica di Superga e della Riserva di caccia di Stupinigi. Ma in fondo è solo una storia. Oppure no?

Magia bianca, magia nera: in cerca di equilibrio

A Torino dunque convivono due anime diverse e due approcci opposti allo stesso argomento: la magia. Se uno prevalga sull’altro, e quale sia dei due, non è materia di cui ci occuperemo qui. Ma chi si diletta di cose esoteriche parla di un perfetto bilanciamento. Qui l’eterna lotta tra bene e male trova un equilibrio. O quasi. Vedrete nella lista a seguire che i luoghi legati alla magia nera sono (almeno numericamente) di più.

I due fiumi di Torino: maschile e femminile

I sostenitori delle teorie esoteriche legano persino i fiumi alla suddivisione della città in bianca e nera. La Dora è considerata un’entità femminile e il Po un’entità maschile. Entrambi, scorrendo, trasportano le energie positive e negative da una parte all’altra della città. Rappresentano anche gli opposti e il loro perenne equilibrio instabile.

I punti cardinali in città

Se il cuore della Torino bianca batte in Piazza Castello (lo vedremo a breve), lì dove si trovano anche il Duomo che custodisce la Sindone, la Mole Antonelliana e la Chiesa della Grande Madre, la Torino nera si estende invece nella parte occidentale della città. Non sarebbe un caso, visto che a Ovest tramonta il sole ed è il punto cardinale simbolicamente legato alla morte.

I luoghi della magia bianca a Torino

Piazza Castello e le grotte alchemiche

Forse la piazza più famosa della città è anche il più importante luogo di Torino legato alla magia bianca. Sotto la superficie di Piazza Castello si crede che si trovi un sistema di gallerie che conducono a tre grotte alchemiche, luoghi di potere dove si concentra un alto potenziale di energia positiva.

Per questa ragione certi alchimisti hanno tentato di servirsene per creare la Pietra Filosofale. Se poi ci siano riusciti davvero non è dato sapere, è certo uno di quei segreti che converebbe custodire con cura.

Piazza Castello
Piazza Castello

La Chiesa della Gran Madre, simbolo della città

La sua cupola svetta ed è uno dei simboli di Torino ma per chi è appassionato di esoterismo è anche uno dei luoghi più importanti della magia bianca in città. Secondo la leggenda nella Chiesa della Gran Madre sarebbe nascosto il Sacro Graal. Legate all’esoterismo sono anche le statue davanti alla chiesa. Una delle due indicherebbe con lo sguardo la posizione del Graal.

Chiesa della Gran Madre
Chiesa della Gran Madre

I luoghi della magia nera a Torino

Piazza Statuto, cuore nero di Torino

Il luogo idealmente opposto a Piazza Castello, cuore dell’energia positiva della città, è un’altra piazza nella quale pulsa invece l’energia negativa. In epoca romana qui si eseguivano le condanne a morte. I luoghi conservano la memoria di ciò che vi è accaduto? Si direbbe di sì.

Piazza Statuto
Piazza Statuto

La Guglia Beccaria

A metà via tra Piazza Castello e Piazza Statuto, la Guglia Beccaria indicherebbe il punto in cui le energie negative raggiungono il loro picco. Merito della sfera posizionata in cima alla guglia, che sarebbe un convogliatore di energia.

Si tratta di un piccolo obelisco con un globo di bronzo sulla sua sommità. Fu aggiunta nel 1808 all’obelisco di pietra che il fisico Giovan Battista Beccaria aveva posizionato lì dove passava il meridiano geografico in città.

Il Monumento ai Caduti del Frejus e la stella capovolta

In Piazza Statuto si trova anche il Monumento ai Caduti del Frejus che secondo gli appassionati di esoterismo cela molti simboli massonici. Il più noto è senz’altro la stella a cinque punte in cima alla statua alata. È rovesciata, quindi secondo tradizione si associa al diavolo.

onumento ai Caduti del Frejus
Monumento ai Caduti del Frejus

Rondò della Forca: esecuzioni capitali

Questo incrocio, che si apre su corso Regina Margherita dove incontra corso Valdocco, via Cigna e corso Principe Eugenio, porta un nome che già da solo lascia intuire a quale categoria si ascriva: magia nera, nessun dubbio.

Il motivo del nome è che qui, intorno alla metà dell’800, si eseguivano le condanne capitali. Dal 1853 furono spostare su Piazza San Carlo e Piazza Vittorio Emanuele, ma la piazza mantenne la sua fama sinistra. E il suo nome.

Piazza Solferino e la sua fontana

Secondo le storie tramandate in città, le figure rappresentate nella Fontana delle Quattro Stagioni su questa piazza avrebbero forti legami con la massoneria. Le statue femminili e maschili, che dovrebbero rappresentare le stagioni, sarebbero in realtà legate al racconto di un percorso iniziatico.

Il Portone del Diavolo di Palazzo Trucchi di Levaldigi

Chi bussa a questa porta si sente un po’ osservato. A tenere in bocca il batacchio per bussare al portone di legno è il diavolo in persona, con tanto di corna e cipiglio. Siamo in via XX Settembre. L’edificio un tempo era sede della Real Fabbrica dei Tarocchi, oggi invece ospita una banca.

In questo palazzo si consumò un delitto mai risolto alla fine del 1700, quando una danzatrice, durante una festa, fu pugnalata a morte da un assassino rimasto impunito. Un altro mistero si fa risalire al primo ‘800 quando un soldato che recava documenti segreti entrò nel palazzo ma non ne uscì mai. Vent’anni dopo quel che restava di lui fu trovato in una intercapedine. Chi gli aveva fatto fare quella brutta fine? E perché?

Portone del Diavolo
Portone del Diavolo

La Loggia Massonica di via Lascaris

Oggi l’edificio ospita una banca ma un tempo era la sede di una Loggia Massonica. A legare questo luogo alla magia nera tuttavia è una credenza popolare. Alla sua base si trovano certe fessure che ricordano la forma di occhi.

Nei fatti quelle aperture dovevano servire solo a far arrivare la luce nei locali del seminterrato, ma la loro forma particolare li ha fatti associare agli occhi del diavolo. Chi vive da queste parti sostiene che in questo luogo si avverte una grande energia negativa.

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