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Palazzo Nuovo
Torino 23 aprile 2025

Quanti piani ha Palazzo Nuovo a Torino e quali sono le caratteristiche?


Genesi, architettura e trasformazioni che hanno segnato la storia di Palazzo Nuovo a Torino: scopri di più.
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Emanuele Bianchi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

In via Sant’Ottavio, nel centro di Torino, Palazzo Nuovo è un elemento distintivo del panorama universitario cittadino. Costruito tra il 1961 e il 1966, frutto della collaborazione degli architetti Gino Levi-Montalcini, Felice Bardelli, Sergio Hutter e Domenico Morelli, l’edificio si articola su sei piani, rappresentando una testimonianza dell’architettura moderna e una sede nevralgica per le discipline umanistiche dell’Ateneo torinese.

La realizzazione di Palazzo Nuovo

La realizzazione di Palazzo Nuovo fu la risposta a un concorso indetto dall’Università di Torino per dotare le facoltà umanistiche di una sede più ampia e funzionale. Il progetto vincitore, frutto dell’ingegno di quattro architetti torinesi, si distinse per l’adozione di una struttura interamente in acciaio, una scelta pionieristica per le costruzioni universitarie dell’epoca a Torino. 

Il concept architettonico si basava sulla chiara distinzione e identificazione volumetrica delle diverse funzioni ospitate dall’edificio. I sei piani furono così distribuiti:

L’innovazione strutturale e le sue implicazioni

L’impiego dell’acciaio come elemento strutturale primario rappresentò una svolta significativa nel panorama edilizio torinese. Questa scelta progettuale permise di superare i limiti imposti dalle dimensioni contenute del lotto a disposizione, realizzando volumi ampi e funzionali, in linea con le esigenze espresse dal bando universitario.

La struttura a vista, uno degli elementi caratterizzanti di Palazzo Nuovo, divenne un manifesto di modernità e un’esplicita dichiarazione della logica costruttiva sottostante. Tuttavia, proprio questa audacia formale e materica fu oggetto di critiche da parte di chi vedeva nell’edificio un elemento di dissonanza rispetto al tessuto storico circostante.

Evoluzione funzionale e trasformazioni nel tempo

Nel corso dei decenni, Palazzo Nuovo è stato protagonista di diverse trasformazioni volte ad adeguarne la funzionalità e l’efficienza. Inizialmente concepito come sede unitaria per le facoltà umanistiche, l’edificio ha visto una progressiva specializzazione degli spazi, ospitando attualmente i dipartimenti di Studi Storici, Filosofia e Scienze dell’Educazione, Studi Umanistici e Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne.

Un intervento significativo è stata la realizzazione della biblioteca dedicata allo storico Giovanni Tabacco, un importante polo di risorse per la ricerca e lo studio, ricavata dagli spazi precedentemente adibiti a garage interrati. Più recentemente, l’attenzione si è concentrata sull’efficientamento energetico dell’edificio, con interventi mirati sull’involucro esterno. Inoltre, l’inserimento di quattro nuove scale interne ha migliorato la connettività verticale tra i diversi livelli dei dipartimenti, ottimizzando la fruizione degli spazi. 

Nonostante le critiche iniziali e le trasformazioni subite nel corso del tempo, Palazzo Nuovo ha saputo conservare la sua identità architettonica, diventando un’icona riconoscibile del paesaggio urbano e un simbolo della modernità dell’Università di Torino.

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