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MOSE a Venezia: cos'è, a cosa serve e come funziona
Venezia 12 marzo 2025

MOSE a Venezia: cos’è, a cosa serve e come funziona


Il MOSE di Venezia è un sistema di paratoie mobili realizzato per contrastare l’alta marea. Vediamo insieme come funziona e come proteggere la città lagunare.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) è un’infrastruttura idraulica progettata per proteggere Venezia e la sua laguna dal fenomeno dell’acqua alta. Costituito da un sistema di dighe mobili, è stato pensato per separare temporaneamente la laguna dal mare Adriatico in caso di innalzamento eccessivo del livello dell’acqua. La necessità di una barriera difensiva è emersa in seguito all’alluvione del 4 novembre 1966, quando l’acqua alta raggiunse i 194 centimetri, provocando danni ingenti alla città e alle sue attività economiche.

Il progetto ha richiesto anni di studi, valutazioni di impatto ambientale e dibattiti prima dell’avvio ufficiale dei lavori nel 2003. Nonostante ritardi, inchieste per corruzione e problemi strutturali, il sistema è entrato in funzione nel 2020, diventando a tutti gli effetti una delle opere di ingegneria idraulica più complesse mai realizzate.

Come funziona il MOSE: le paratoie mobili e il sistema di attivazione

Il MOSE è composto da 78 paratoie mobili, suddivise in 4 barriere posizionate in corrispondenza delle tre bocche di porto che collegano la laguna di Venezia al mare:

Le strutture sono ancorate a cassoni in cemento armato situati sul fondale marino; in condizioni normali, le paratoie restano adagiate sul fondo, riempite d’acqua. Quando il livello della marea supera la soglia di sicurezza, viene immessa aria compressa al loro interno, permettendo loro di sollevarsi e creare una barriera temporanea che impedisce l’ingresso dell’acqua in laguna.

Soglia di attivazione e modifiche recenti

Inizialmente, il MOSE si attivava quando la marea superava i 130 centimetri. Tuttavia, a causa dell’aumento della frequenza dell’acqua alta, la soglia è stata progressivamente abbassata:

L’abbassamento è stato deciso a seguito di eventi di allagamento che hanno interessato alcune zone del centro storico di Venezia. Piazza San Marco, il punto più basso della città, è stata spesso tra le prime aree a essere invase dall’acqua alta, rendendo necessaria una maggiore frequenza di attivazione delle paratoie.

L’innalzamento del livello del mare

L’efficacia del MOSE è strettamente legata ai cambiamenti climatici e all’innalzamento del livello del mare. Le misurazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno infatti evidenziato come dal 1872 al 2020, il livello del mare sia aumentato di circa 2,53 mm all’anno.

Oltre all’innalzamento marino, Venezia è interessata dal fenomeno della subsidenza, ovvero lo sprofondamento del suolo. L’estrazione intensiva della falda acquifera nella zona industriale di Marghera ha contribuito all’abbassamento della città di 12 cm tra il 1950 e il 1970. Questi fattori combinati rendono necessario un monitoraggio costante del MOSE e una possibile revisione delle sue modalità di funzionamento per garantire la protezione di Venezia nei prossimi decenni.

Il MOSE è una soluzione definitiva?

Nonostante il suo ruolo fondamentale nella protezione di Venezia, il MOSE non rappresenta una soluzione definitiva al problema dell’acqua alta. Gli esperti sostengono che, con l’innalzamento del livello del mare, il sistema potrebbe dover rimanere attivo per periodi sempre più lunghi, con un impatto significativo sull’equilibrio della laguna. Per questo motivo, il MOSE è parte di una strategia più ampia che comprende il rialzo delle rive e delle pavimentazioni, il rafforzamento delle difese litoranee e la gestione sostenibile della laguna.

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