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Ponte dei Sospiri a Venezia
Venezia 23 aprile 2024

Perché il Ponte dei Sospiri a Venezia si chiama così?


Conosciuto in tutto il mondo, il Ponte dei Sospiri è una tappa irrinunciabile a Venezia: ma perché si chiama così? La storia.
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Mario Mazzarò

Giornalista, ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Nel corso degli anni è diventato uno dei simboli dell’Italia nel mondo, la maggior parte dei turisti che arrivano nel nostro Paese per visitare Venezia hanno il desiderio attraversare il tanto celebrato Ponte dei Sospiri.

Noto anche con il soprannome di Ponte degli innamorati, parliamo di uno degli spazi pubblici presi d’assalto da milioni di visitatori in tutte le stagioni dell’anno. Scopriamo le motivazioni storiche che hanno portato questa stretta, ma meravigliosa passerella, a prendere il nome di Ponte dei Sospiri.



Qual è il posto migliore di Venezia per ammirare il Ponte dei Sospiri?

Costeggiando la Riva degli Schiavoni – non lontano da Piazza San Marco – e salendo sul Ponte della Paglia, è possibile ammirare uno scorcio mozzafiato della laguna veneta che si inserisce tra le battigie e le costruzioni della Serenissima. È questo il punto migliore per ammirare il Ponte dei Sospiri, una delle attrazioni principali di tutta la città di Venezia

Quello che in molti riconoscono con lo pseudonimo di Ponte dell’amore o degli innamorati, per secoli ha avuto un ruolo tutt’altro che amoroso: infatti, serviva per trasportare i detenuti giudicati e condannati a morte dalle vicine aule di giustizia alle prigioni cittadine. Ma perché allora oggi lo chiamiamo Ponte dei Sospiri?



Ponte dei Sospiri a Venezia: la storia del nome e le curiosità

Il motivo che ha portato i cittadini lagunari a utilizzare il nome di Ponte dei Sospiri è presto detto: i prigionieri che – dalla fine del Cinquecento in avanti e fino agli inizi del Novecento – hanno occupato le celle dei palazzi circostanti osservavano il ponte tramite le finestrelle delle gattabuie.

Nonostante la loro condizione di condannati, potevano ammirare l’isola di San Giorgio e le insenature della laguna, emettendo lunghi e profondi sospiri.

È questa, dunque, la storia che spiega l’adozione del nome Ponte dei Sospiri. Tra i detenuti più celebri che hanno osservato la passerella dalle prigioni veneziani ci sono anche il celebre scrittore Giacomo Casanova e il suo collega inglese Lord Byron, fuggito dalla Gran Bretagna per la montagna di debiti accumulati.

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