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Ponte dei Sospiri a Venezia
Venezia 2 luglio 2024

Venezia è stata costruita su pali di legno: com’è possibile che non marciscono?


Venezia è famosa per i suoi canali, ma anche per le fondazioni su cui è costruita: migliaia di pali in legno piantati nel terreno.
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Sembra galleggiare al di sopra della laguna, ma in realtà fuoriesce dalle acque grazie alle sue fondazioni. Sì, perché Venezia è costruita su pali di legno, il che la rende anche nota come la “foresta al contrario”.

Com’è possibile che, nonostante il passare del tempo, questi stessi pali, infissi nel sedimento della laguna, non siano soggetti a deterioramento? Lo scopriamo insieme, ripercorrendo la storia di questo rivoluzionario progetto ingegneristico.



La costruzione delle fondazioni di Venezia

Tradizione vuole che Venezia sia stata fondata il 25 marzo del 421 d.C. Sorprende constatare che per secoli le sue fondazioni, ovvero le migliaia di pali di legno impiantate nel terreno e immersi nell’acqua, non siano marcite.

La tecnica utilizzata è quella del cosiddetto costipamento, che ha sostituito il fondale naturale con uno artificiale, formato da una rete fittissima di pali (circa 9 per metro quadrato), dal diametro variabile (dai 10 ai 25 cm) e dalla lunghezza che si estende dal metro fino ai 3 metri e mezzo.

La scelta del legno

In base alla naturale resistenza agli agenti atmosferici e all’acqua, nonché alla disponibilità sul territorio, si è optato per diverse tipologie di legno, da quello di quercia (denso e resistente, più adatto a sorreggere carichi pesanti e a contrastare difficili condizioni ambientali) al legno di abete, larice e pino (noto per la sua durezza e durabilità).

Si è ricorso all’infissione mediante percussione, tipica dei pali battuti e letteralmente martellati nel terreno, tecnica che garantisce un’ottima resistenza, attraverso l’attrito laterale con il terreno. Per assicurare la giusta solidità, si è proceduto al piano di appoggio (dello spessore di circa 50 cm) al di sopra dei pali, con strati di tavolato o pietrame.



Il mancato degrado dei pali

Uno dei principali motivi per cui i pali di legno non marciscono è l’ambiente anossico (cioè privo di ossigeno) in cui si trovano. Quando il legno è completamente sommerso nell’acqua e nel fango, è privato di ossigeno: ciò causa la morte dei microorganismi che decompongono il legno, poiché essi hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere e per proliferare.

Un altro fattore chiave è il processo di mineralizzazione. Col tempo, i minerali presenti nell’acqua e nel terreno circostante penetrano nei pali di legno, rendendoli più duri e aumentando la loro longevità e resistenza alla decomposizione.

Infine, il ruolo del fango, che non solo funge da cuscino, distribuendo uniformemente il peso della città sopra i pali e prevenendo il rischio di cedimenti strutturali: questa sostanza è anche ricca di sedimenti fini, che formano uno strato protettivo intorno ai pali, isolandoli ulteriormente dall’ossigeno e dai microorganismi. 

Manutenzione e interventi umani

Nel corso dei secoli, Venezia ha beneficiato di continue opere di manutenzione e di interventi ingegneristici per assicurare la stabilità delle sue fondamenta. Oggi, grazie all’avanzamento della tecnologia, è possibile monitorare e sostituire i pali deteriorati, garantendo la sicurezza e la durabilità delle strutture.

Quello di Venezia è uno straordinario esempio di ingegneria e sostenibilità: l’uso di materiali naturali e il ricorso a tecniche di costruzione che sfruttano le proprietà ambientali locali dimostrano come l’ingegno umano possa adattarsi e prosperare in armonia con la natura.

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